Una nuova ricerca condotta in Europa e commissionata da Epson mostra che il 68% degli insegnanti italiani (74% in Europa) ritiene che l’uso dell’IA da parte degli studenti per svolgere i compiti scolastici abbia un effetto negativo sull’apprendimento.
Stando ai dati, il 79% dei docenti italiani (75% in Europa) ha notato che gli studenti utilizzano strumenti di IA per svolgere i compiti scolastici e quelli assegnati a casa, il 58% (60% in Europa) precisa che l’uso dell’IA per completare i compiti permette agli studenti di aggirare loro livello di istruzione, e il 72% (73% in Europa) esprime preoccupazione per il fatto che un eccessivo affidamento all’IA sta riducendo la capacità degli studenti di individuare le informazioni false e di pensare in modo critico. Non solo: il 52% (il 54% in Europa) afferma che tutto questo sta portando a risultati scolastici peggiori, poiché senza l’IA gli studenti hanno difficoltà a ottenere buoni risultati.
La tecnologia non va abbandonata, ma è necessario creare una buona base con i sistemi tradizionali
È importante sottolineare che gli insegnanti non chiedono l’abbandono della tecnologia, ma sostengono che prima di tutto devono esserci le basi: il 64% (61% il dato europeo) desidera infatti una maggiore attenzione alle risorse tradizionali, come fogli di lavoro e libri di testo, poiché per il 68% (74%) queste risorse rimangono essenziali per garantire il consolidamento delle basi dell’alfabetizzazione e della matematica.
La ricerca ha anche rilevato che il 46% degli insegnanti italiani (il 60% di quelli europei) ritiene che gli studenti imparino meglio sulla carta che sugli schermi, mentre il 66% (stesso dato europeo) sostiene che i metodi tradizionali forniscono le basi per l’apprendimento permanente. Gli esperti accademici condividono questa opinione; in particolare, la dottoressa Lili Yu della Scuola di Scienze Psicologiche dell’Università Macquarie in Australia afferma: “La comprensione diminuisce quando utilizziamo uno schermo per leggere testi ricchi di informazioni, come un libro di testo”.
“Ecco perché” – afferma Fabio Girotto di Epson Europa – “gli strumenti pratici sono importanti: le stampanti nelle scuole aiutano a garantire che gli studenti possano ancora accedere e interagire con i materiali cartacei che rafforzano queste basi.”
Il 69% degli insegnanti italiani (54% in Europa) concorda con l’opinione di Girotto, specificando che le stampanti sono fondamentali per l’istruzione, in quanto permettono agli studenti di apprendere dai materiali tradizionali. Tuttavia, il 40% in Italia (quasi un terzo in Europa) dichiara di non disporre di un numero sufficiente di stampanti nella propria scuola per fornire risorse cartacee ogni volta che sono necessarie, mentre un ulteriore 55% (68% in Europa) concorda sul fatto che le istituzioni dovrebbero tenere conto delle stampanti quando prendono decisioni su come migliorare i risultati scolastici.
Serve un equilibrio accurato tra le tecnologie digitali e quelle tradizionali
Tornando ai dati sull’intelligenza artificiale, per l’82% degli insegnanti italiani (il 78% in Europa) questa tecnologia ha un ruolo importante da svolgere nell’istruzione, ma deve essere utilizzata con cautela; pertanto, l’87% (88% in Europa) afferma che è necessario trovare un equilibrio tra didattica digitale e tradizionale.
“L’intelligenza artificiale” – continua Girotto – “sta indubbiamente cambiando il mondo. Per trarne il massimo vantaggio in futuro, gli studenti a scuola devono utilizzarla con attenzione: prima di tutto è necessario concentrarsi sull’acquisizione delle nozioni di base con i metodi di insegnamento tradizionali. In breve, per creare una forza lavoro pronta all’intelligenza artificiale, capace di pensare in modo critico e di saperla utilizzare responsabilmente, dobbiamo poter costruire delle solide fondamenta, che si creano più facilmente con carta e penna in classe.”
Informazioni sulla ricerca
La ricerca è stata commissionata da Epson Europa : il lavoro sul campo è stato condotto tramite la piattaforma tecnologica proprietaria di Focaldata, collegata tramite API a una rete di panel online. Nell’autunno 2025 sono stati intervistati in totale 1.624 insegnanti di diversi tipi di scuole e materie, sia dell’istruzione primaria sia secondaria, in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna e Regno Unito.

