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Ombrellone smart, guida alla scelta fra quattro modelli

Qualunque possa essere il programma per la prossima estate, è importante farsi comunque trovare pronti per affrontare una vacanza al mare nelle migliori condizioni. Oggi questo include anche la possibilità di poter contare su un ombrellone smart, pronto a rendere ancora più gradevoli e rilassanti le giornate in spiaggia.

Un’idea ancora alla ricerca di un’identità precisa, con progetti sul mercato ormai da oltre cinque anni, per buona parte però, destinati a vita breve, giusto un’estate o poco più. Per chi vuole comunque sfoggiare gli ultimi ritrovati della tecnologia, un’occasione sempre buona.

Smart Beach, intelligenza dal Paese del sole

Per quanto circoscritta, l’offerta presenta comunque una interessante varietà. Nella visione Smart Beach, l’ombrellone smart rientra in una serie di tecnologie intenzionate a sviluppare il concetto più esteso di spiaggia connessa.

Evoluzione di una delle prime idee in assoluto, sviluppata sotto le insegne di Astra Technologies, oggi è diventato un vero e proprio progetto aziendale. Aspetto non secondario, nato e cresciuto in Italia.

Dalla visuale Smart Beach l’ombrellone diventa un centro di controllo ideale per attività tipiche da spiaggia, per le quali non si ha necessariamente voglia di attivarsi in prima persona. Per esempio, Open your Beach! è un sistema per automatizzare via wireless l’apertura e la chiusura degli ombrelloni attraverso un’app e trovare la postazione già presidiata prima di arrivare sul posto.

A questa si aggiunge Get EAT!, una web app per visualizzare il menù della struttura in cui l’utente si trova attraverso il proprio smartphone. È anche possibile ordinare cibi e bevande senza mai allontanarsi dall’ombrellone, anche pagando direttamente il conto.

Se tutta questa attività mette a rischio l’autonomia dello smartphone, ci pensa il sistema di ricarica integrato nel palo con una presa USB. Tutto questo grazie a un pannello solare inserito nella struttura.

Più ancora dell’utente finale, la proposta è rivolta alle strutture balneari, per ottimizzare tempi e risorse disponibili, sgravando da operazioni lunghe e ripetitive come apertura e  chiusura degli ombrelloni o raccolta di ordini sul posto o presso una cassa con rischio affollamento.

Non ha quindi molto senso parlare di costi, se non per le potenziali ripercussione sul canone di accesso alla struttura. D’altra parte bilanciati dalla possibilità di dedicare il personale a compiti più profittevoli e dall’investimento comunque limitato, considerata l’assenza di cablaggi.

Solarella, tutti tranquilli sotto il sole

Una percorso molto simile è quello seguito da Safesolutions, altra azienda italiana pronta a sviluppare un’offerta articolata nel settore delle attrezzature da spiaggia, all’interno della quale si sta affermando una visione di ombrellone smart.

Due in particolare gli elementi innovativi. Solarella è la fonte di energia per alimentare le altre opzioni e mettere a disposizione dei clienti un punto di ricarica USB. Con la particolarità di poter essere montata su un ombrellone già installato presso lo stabilimento balneare. Altro aspetto interessante, anche abbastanza discreto per ingombro e visbilità, praticamente invisibile una volta aperto l’ombrellone.

Safebeach guarda invece a un’altra esigenza molto sentita su spiagge affollate, la sicurezza dei beni personali quando ci si allontana per un bagno. Applicabile a qualsiasi ombrellone standard, è in pratica una sorta di piccola cassaforte montata intorno al palo, in grado anche di offrire un piano d’appoggio

La serratura lavora in abbinamento a uno o più braccialetti ai quali è connessa in radiofrequenze con un codice univoco. La tecnologia NFC garantisce il blocco già a pochi metri di distanza. I braccialetti sono in gomma usa e getta, così da dedicare anche attenzione all’igiene.

ShadeCraft, all’ombra della raffinatezza

Il concetto di ombrellone smart non viene naturalmente sviluppato solo in Italia e pensando solo al mare. ShadeCraft si occupa di proporre soluzioni anche per altri ambienti, quello domestico compreso. Di forme più ricercate, Sunflower è forse il modello al momento più vicino a un oggetto destinato alla casa.

Forme quadrate e regolabili, seguendo appunto il principio di un girasole si orienta in automatico in modo da garantire sempre l’ombra. All’interno, prima di tutto un hub Wi-Fi, utile quindi per estendere la connettività a spazi all’aperto molto grandi. Inoltre, una coppia di spekaer permette di diffondere la musica via smartphone, sfruttando anche l’interfaccia vocale Amazon Alexa.

Non manca naturalmente la presa USB per la ricarica dei dispositivi, mentre a completare l’ambientazione ci pensa una serie di LED, regolabili per intensità e colore sempre via app. Tutta l’energia è naturalmente prodotta in autonomia, sfruttando i pannelli solari integrati e la batteria integrata nel palo di sostegno.

Per la massima tranquillità e il relax, una serie di sensori garantisce sicurezza e confort. Dai valori atmosferici, alla chiusura automatica in caso di vento, fino al blocco del movimento automatico in presenza di ostacoli, tutto è sotto controllo.

Tutto questo ha naturalmente un prezzo, e probabilmente al di sopra di quanto ci si possa aspettare. In assenza di una quotazione ufficiale, dai siti di vendite online, è nell’ordine di almeno 8.000 dollari.

Solarbrella, idea per il fai da te

Decisamente diverso invece il progetto Solarbrella, idea ormai non più così recente di un appassionato ingegnere inglese, molto più simile a un prototipo fai da te rispetto a un vero e proprio ombrellone smart commerciale.

L’idea è comunque interessante, anche perché dimostra come in realtà non sia poi così difficile arrangiarsi da soli se si è in possesso di alcune competenze di base.

Appassionato di tecnologia fotovoltaica, attraverso il sito Web Thermaltricity International, Eric Hawkins racconta i risultati delle proprie ricerche e dei propri esperimenti.

Uno di questi è appunto Solarbrella. In pratica, una sorta di cappello fotovoltaico da applicare sopra qualsiasi ombrellone una volta aperto. Decisamente semplice anche dal punto di vista funzionale, si limita all’essenziale, vale a dire i pannelli fotovoltaici da 25 W, la relativa elettronica per convertire l’energia e naturalmente la presa USB.

D’altra parte, la semplicità è anche uno dei punti di forza. Se acquistarlo online resta comunque un’impresa non da poco, probabilmente anche per il prezzo a suo tempo indicato a poco meno di 500 dollari, per un ingegnere o un appassionato di elettronica l’idea è certamente stimolante.

 

 

 

 

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