Sonos Beam Gen 2 con Sub Mini ed Era 100 SL: il surround compatto che convince

sonos home theatre

Realizzare un impianto home theater convincente senza amplificatore AV, senza diffusori ingombranti e soprattutto senza trasformare il soggiorno in un groviglio di cavi è esattamente il tipo di problema che Sonos cerca di risolvere da anni. La configurazione composta da Beam Gen 2, Sub Mini e due Era 100 SL rappresenta uno degli esempi più equilibrati di questa filosofia.

Non è il sistema più potente del catalogo Sonos e non vuole esserlo. Soluzioni superiori come Arc Ultra, abbinate a un Sub di fascia più alta e a diffusori Era 300, possono costruire una scena sonora più ampia e spettacolare, soprattutto con Dolby Atmos. Richiedono però più spazio e un investimento sensibilmente maggiore.

La combinazione con Beam Gen 2, Sub Mini e due Era 100 SL punta invece a un obiettivo differente: offrire un’esperienza cinematografica realmente multicanale mantenendo dimensioni contenute, installazione semplice e un’estetica discreta.

Ed è proprio utilizzando tutti i componenti insieme che la Beam Gen 2 cambia carattere. Da sola è una buona soundbar. Con Sub Mini acquista autorevolezza. Con l’aggiunta dei due surround posteriori Era 100 SL, però, passa a un livello nettamente superiore, soprattutto nella ricostruzione dello spazio sonoro.

Beam Gen 2 rimane il cuore dell’intero sistema

La Sonos Beam Gen 2 continua a essere una delle soundbar più interessanti della gamma per un motivo molto semplice: riesce a creare una scena sonora sorprendentemente ampia partendo da dimensioni molto contenute.

La larghezza ridotta consente di utilizzarla senza problemi anche sotto televisori da 48, 50 o 55 pollici, senza farla sembrare sproporzionata e senza occupare tutto il mobile TV. Il design rimane tipicamente Sonos: minimale, pulito e poco invasivo.

Sul fronte delle connessioni, l’approccio è volutamente essenziale. Il collegamento con il televisore avviene tramite HDMI eARC o ARC, mentre per l’utilizzo quotidiano è possibile continuare a usare il telecomando della TV.

sNon sono presenti ingressi HDMI aggiuntivi. Questo significa che console, decoder, Apple TV, lettori Blu-ray e altre sorgenti devono essere collegate direttamente al televisore, che a sua volta invia l’audio alla Beam.

È una soluzione semplice, ma comporta una conseguenza: la qualità della gestione HDMI del televisore diventa importante, soprattutto quando si utilizzano sorgenti Dolby Atmos o formati multicanale avanzati.

Dolby Atmos: efficace, ma bisogna essere realistici

Beam Gen 2 supporta Dolby Atmos, ma non utilizza altoparlanti fisicamente orientati verso il soffitto.

La componente verticale della scena viene quindi ricostruita attraverso elaborazione digitale e tecniche psicoacustiche.

Il risultato è convincente, soprattutto considerando le dimensioni della soundbar, ma non bisogna aspettarsi lo stesso effetto ottenibile con diffusori dedicati ai canali height oppure con soundbar dotate di veri driver up-firing.

Con contenuti Atmos ben realizzati, la scena si sviluppa comunque oltre i limiti fisici della Beam. Il fronte diventa più profondo, più largo e in alcuni passaggi anche più alto.

Più che avere la sensazione netta che un oggetto passi sopra la testa, si percepisce una maggiore tridimensionalità complessiva.

Ed è proprio aggiungendo i diffusori posteriori che questa sensazione diventa molto più credibile.

Due Era 100 SL cambiano completamente la scena sonora

L’aggiunta di due Era 100 SL come surround posteriori è probabilmente il miglior upgrade dell’intero sistema.

Una soundbar può simulare il surround sfruttando riflessioni, elaborazione digitale e DSP, ma non può superare completamente un limite fisico: se un suono deve realmente arrivare da dietro l’ascoltatore, la soluzione migliore continua a essere avere un diffusore fisicamente posizionato dietro l’ascoltatore.

Con due Era 100 SL, questo passaggio è immediatamente percepibile.

Rumori ambientali, traffico, pioggia, riverberi, musica di sottofondo, folla e piccoli effetti iniziano a occupare realmente la parte posteriore della stanza.

Il risultato non è soltanto più spettacolare.

È soprattutto più credibile.

Con un film d’azione, un’automobile può attraversare realmente la stanza dal fronte verso il retro. Un elicottero può spostarsi lateralmente. Un rumore improvviso alle spalle viene percepito nel punto corretto dello spazio.

È una differenza che una soundbar utilizzata da sola, anche se molto sofisticata, difficilmente riesce a replicare con la stessa precisione.

Era 100 SL come surround: decisamente più di semplici satelliti

Utilizzare due Era 100 SL esclusivamente come diffusori posteriori potrebbe sembrare quasi eccessivo, ma nella pratica è proprio la loro qualità a rendere il sistema particolarmente convincente.

Non si comportano come piccoli satelliti destinati a riprodurre soltanto effetti occasionali.

Riescono invece a generare una scena posteriore ampia, corposa e sufficientemente diffusa, evitando che l’ascoltatore percepisca continuamente la posizione precisa del singolo diffusore.

Questo aspetto è fondamentale.

Un buon surround non dovrebbe attirare continuamente l’attenzione su di sé. Dovrebbe contribuire a costruire l’ambiente sonoro senza diventare protagonista.

Nei film con mix particolarmente curati, gli Era 100 SL lavorano molto bene proprio sui dettagli.

In una scena ambientata all’aperto, vento, fruscii e rumori ambientali possono provenire lateralmente e posteriormente. In un concerto, applausi e riverberi aiutano a ricostruire le dimensioni della sala.

Dopo qualche minuto, si smette di ascoltare i diffusori e si inizia ad ascoltare la stanza.

È probabilmente il miglior complimento che si possa fare a un sistema surround.

Sub Mini è il partner ideale della Beam

Se gli Era 100 SL sono responsabili del miglioramento più evidente della spazialità, Sub Mini è il componente che modifica maggiormente la consistenza del suono.

Il suo ruolo non consiste semplicemente nell’aumentare i bassi.

Quando viene integrato nel sistema, una parte importante del lavoro sulle frequenze inferiori viene trasferita al subwoofer. La Beam può quindi concentrarsi maggiormente sulla gamma medio-bassa e media.

Il risultato è duplice.

Da una parte aumenta naturalmente l’estensione verso il basso. Esplosioni, motori, colonne sonore e percussioni acquistano peso e profondità.

Dall’altra migliora anche la pulizia complessiva della scena frontale.

La Beam appare meno sotto pressione e riesce a riprodurre dialoghi ed effetti con maggiore naturalezza.

I bassi sono profondi senza essere invadenti

Uno dei principali meriti di Sub Mini è il controllo.

Non è un subwoofer progettato per far vibrare continuamente la stanza solo per dimostrare di essere presente.

Con una regolazione corretta, Sub Mini tende quasi a sparire acusticamente.

Il basso non dovrebbe sembrare provenire da un cilindro posizionato in un angolo. Dovrebbe semplicemente sembrare che tutto il sistema riesca a scendere più in basso.

Ed è esattamente ciò che accade.

Le esplosioni acquistano maggiore impatto. Il rombo di un motore ha finalmente una componente fisica. Un colpo di batteria viene riprodotto con maggiore energia.

Ma il sistema rimane controllato anche a volume moderato.

In un appartamento è un vantaggio tutt’altro che secondario.

Sub Mini o un Sub Sonos più grande?

Naturalmente Sub Mini ha dei limiti.

Non può offrire la stessa pressione acustica di un Sub Sonos di fascia superiore e non è progettato per farlo.

In un soggiorno piccolo o medio, però, è probabilmente l’abbinamento più equilibrato con Beam Gen 2.

Utilizzare un subwoofer più grande può avere senso in ambienti molto ampi oppure quando si cerca un impatto cinematografico particolarmente marcato, ma rischia di risultare sovradimensionato rispetto al resto della configurazione.

Sub Mini mantiene invece un equilibrio molto convincente fra profondità, controllo e ingombro.

Nei film il salto rispetto alla sola Beam è enorme

È con cinema e serie televisive che il sistema completo mostra maggiormente le proprie qualità.

Beam Gen 2 costruisce il fronte sonoro e mantiene i dialoghi ancorati allo schermo.

Era 100 SL riempie la parte posteriore della stanza.

Sub Mini aggiunge profondità e impatto.

Ma la caratteristica realmente importante è l’integrazione tra i componenti.

Quando il sistema è configurato correttamente, non si ha la sensazione di ascoltare una soundbar, due speaker posteriori e un subwoofer indipendente.

I quattro elementi si comportano come un unico impianto.

Le transizioni fra fronte e retro sono fluide e la scena mantiene una buona coerenza timbrica.

Questo è uno dei punti di forza principali di Sonos rispetto a molti sistemi compatti nei quali i satelliti posteriori sembrano completamente scollegati dalla soundbar.

I dialoghi rimangono uno dei punti di forza della Beam

Beam Gen 2 continua a comportarsi molto bene nella riproduzione delle voci.

I dialoghi risultano chiari, centrati e facilmente comprensibili, anche quando la colonna sonora diventa particolarmente complessa.

È disponibile inoltre la funzione per migliorare il parlato, utile soprattutto nei film e nelle serie nei quali il mix sonoro tende a coprire le voci.

A questa si aggiunge la modalità notturna, che riduce la dinamica e limita le differenze fra i passaggi più silenziosi e quelli più rumorosi.

Sono funzioni che sembrano secondarie sulla carta ma che diventano molto utili nell’utilizzo quotidiano, soprattutto se si guarda la televisione la sera.

La dinamica è buona, ma la Beam rimane compatta

È importante non dimenticare che Beam Gen 2 rimane una soundbar relativamente piccola.
A volume normale e medio-alto il sistema si comporta molto bene.
Se però si vuole sonorizzare un grande soggiorno a livelli molto elevati, emergono inevitabilmente i limiti fisici della Beam.

Non possiede la stessa riserva dinamica di Arc Ultra e naturalmente non può competere con un impianto AV tradizionale composto da diffusori di dimensioni maggiori.

In un ambiente da circa 15-25 metri quadrati, tuttavia, la pressione sonora disponibile è più che adeguata per un utilizzo cinematografico domestico.

Il sistema dà il meglio di sé proprio in questo tipo di ambiente.

Anche con la musica il risultato convince

Sebbene questa configurazione nasca chiaramente come home theater, si comporta bene anche con la musica. Con contenuti stereo, Beam Gen 2 rimane il centro della scena mentre Sub Mini aggiunge una base molto più solida.
Basso elettrico, batteria e musica elettronica acquistano profondità senza diventare eccessivamente gonfi.

I due Era 100 SL possono essere configurati per contribuire in maniera più discreta oppure più evidente durante la riproduzione musicale. Questa possibilità è importante perché permette di adattare il comportamento del sistema alle proprie preferenze.
Chi ama un ascolto più tradizionale può mantenere una scena prevalentemente frontale.

Chi preferisce un’esperienza più avvolgente può invece utilizzare maggiormente i diffusori posteriori.

L’app Sonos è parte integrante del sistema

Uno dei principali vantaggi dell’ecosistema Sonos rimane la gestione centralizzata.Dopo la configurazione iniziale, Beam, Sub Mini ed Era 100 SL vengono gestiti come un unico sistema home theater.

Attraverso l’app è possibile intervenire su diversi parametri.

Si può modificare il livello del subwoofer, aumentare o ridurre la presenza dei surround, regolare bassi e alti e modificare il comportamento degli speaker posteriori durante l’ascolto musicale.

Vale la pena dedicare qualche minuto a queste impostazioni.

Il comportamento di un sistema surround dipende infatti fortemente dalla stanza, dalla posizione del divano e dalla distanza dei diffusori posteriori.

Le impostazioni predefinite rappresentano un buon punto di partenza, ma non sono necessariamente quelle ideali per ogni ambiente.

Trueplay migliora l’integrazione con la stanza

La calibrazione Trueplay è uno degli strumenti più utili dell’ecosistema Sonos.

L’obiettivo è analizzare il comportamento acustico della stanza e compensare, entro determinati limiti, le alterazioni prodotte dall’ambiente.

Non può naturalmente correggere qualsiasi problema.

Un diffusore posizionato male rimane un diffusore posizionato male e nessun algoritmo può eliminare completamente risonanze o riflessioni molto problematiche.

In un normale soggiorno, però, Trueplay può migliorare sensibilmente l’equilibrio generale.

Il vantaggio è particolarmente evidente con Sub Mini, perché la riproduzione delle basse frequenze è fortemente influenzata dalla posizione rispetto a pareti, angoli e mobili.

Il posizionamento degli Era 100 SL conta

La comunicazione wireless semplifica enormemente l’installazione, ma non significa che i surround possano essere collocati casualmente.
Gli Era 100 SL rendono al meglio quando vengono posizionati dietro oppure leggermente laterali rispetto al punto d’ascolto.Non serve una distanza enorme.

In un normale soggiorno possono essere collocati su stand ai lati del divano oppure su mobili posteriori, tuttavia è consigliabile evitare di posizionarli troppo vicini alle orecchie.

Se un diffusore posteriore è eccessivamente vicino, diventa troppo facilmente localizzabile e l’effetto surround perde naturalezza.

La corretta posizione dovrebbe far percepire un campo sonoro posteriore, non due casse che suonano alle spalle.

Installazione molto più semplice di un impianto AV tradizionale

Qui emergono alcuni dei motivi principali per scegliere Sonos.

  • Non serve un amplificatore AV.
  • Non bisogna far passare cavi audio dal televisore ai diffusori posteriori.
  • Non è necessario impostare manualmente crossover, impedenze e decine di parametri.

Naturalmente ogni componente richiede alimentazione elettrica, ma la distribuzione del segnale audio avviene attraverso l’ecosistema wireless.

Per molti utenti questa semplicità rappresenta una parte importante del valore del sistema.

Un buon impianto AV tradizionale può offrire maggiore flessibilità e prestazioni superiori, ma richiede spazio, cablaggio e maggiore competenza nella configurazione.

L’ecosistema chiuso rimane il principale limite

La semplicità Sonos comporta però un compromesso.

Il sistema è strettamente legato all’ecosistema del produttore. Non è possibile decidere di utilizzare liberamente un subwoofer di un’altra marca oppure sostituire i surround con qualsiasi coppia di diffusori wireless.

È necessario utilizzare prodotti compatibili con l’architettura Sonos. Questa integrazione è contemporaneamente uno dei maggiori pregi e uno dei maggiori limiti.

Da una parte permette un’esperienza estremamente semplice e coerente; dall’altra riduce la libertà di aggiornare l’impianto utilizzando componenti di produttori differenti.

Un solo collegamento HDMI può essere limitante

Un altro elemento da considerare riguarda la connettività: Beam Gen 2 non svolge la funzione di hub HDMI. Chi possiede molte sorgenti dipende quindi interamente dagli ingressi disponibili sul televisore.

Console, decoder, Apple TV, lettori e PC devono essere collegati alla TV. È inoltre importante che il televisore gestisca correttamente il pass-through dei formati audio utilizzati. In una configurazione più complessa può invece diventare un limite.

Con il gaming funziona molto bene

Il sistema è particolarmente interessante anche con console moderne.

Nei giochi con una buona traccia multicanale, i due Era 100 SL permettono di localizzare molto meglio gli effetti provenienti dalla parte posteriore. Passi, veicoli, proiettili e rumori ambientali acquistano una posizione molto più precisa nello spazio.

Sub Mini aggiunge invece la componente fisica alle esplosioni e alle frequenze più profonde.

Il risultato è molto più coinvolgente di quello ottenibile con la sola Beam.

L’estetica rimane un vantaggio importante

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Un sistema home theater tradizionale richiede inevitabilmente spazio. Questa configurazione Sonos rimane invece relativamente discreta. Beam Gen 2 occupa poco spazio sotto il televisore.

Sub Mini può essere collocato lateralmente senza dominare visivamente l’ambiente.

Gli Era 100 SL sono sufficientemente compatti da poter essere integrati nell’arredamento oppure installati su supporti dedicati.

Per chi non vuole trasformare il soggiorno in una sala cinema permanente, è un vantaggio concreto e non soltanto estetico.

Dove il sistema mostra i propri limiti

Il primo limite è il prezzo complessivo.

Acquistando Beam Gen 2, Sub Mini e due Era 100 SL si raggiunge una cifra vicina  ai 1400€, nella quale iniziano a comparire anche sistemi home theater tradizionali molto validi.

Sonos compensa con design, semplicità, software e integrazione, ma chi valuta esclusivamente il rapporto fra prezzo e prestazioni può trovare alternative più aggressive.

Il secondo limite riguarda Dolby Atmos.

La resa tridimensionale è buona, ma non bisogna confonderla con quella di un sistema dotato di veri canali verticali.

Il terzo limite è l’ecosistema chiuso.

Chi vuole la massima libertà nella scelta e nell’aggiornamento dei componenti potrebbe trovare l’approccio Sonos troppo restrittivo.

Beam Gen 2 o Arc Ultra?

La risposta dipende soprattutto dalle dimensioni della stanza e dalle priorità.

Beam Gen 2 è particolarmente adatta agli ambienti piccoli e medi.

Arc Ultra ha più senso con televisori molto grandi, soggiorni ampi e quando la priorità è ottenere una scena frontale più estesa e un Dolby Atmos più spettacolare.

In molti casi, però, una Beam Gen 2 accompagnata da Sub Mini e veri surround posteriori può risultare più coinvolgente della sola soundbar superiore.

Il motivo è semplice.

Una soundbar più grande può migliorare molto il fronte sonoro, ma rimane comunque collocata davanti all’ascoltatore.

Due diffusori posteriori reali cambiano invece completamente la geometria della scena.

La configurazione completa è molto più interessante della Beam da sola

Questo è probabilmente il punto più importante della recensione.

Beam Gen 2 è una buona soundbar, ma il sistema completo è un’altra cosa.

Sub Mini modifica profondamente la gamma bassa.

I due Era 100 SL modificano profondamente lo spazio sonoro.

Il passaggio dalla Beam utilizzata singolarmente alla configurazione completa non è quindi soltanto un aumento di volume o di bassi.

È un cambiamento qualitativo dell’esperienza.

A chi è consigliato

Il sistema composto da Beam Gen 2, Sub Mini e due Era 100 SL è particolarmente indicato per chi dispone di un soggiorno piccolo o medio e vuole un vero surround senza affrontare l’installazione di un impianto AV tradizionale.

È adatto anche a chi utilizza lo stesso ambiente per cinema, serie TV, gaming e musica.

È meno indicato per chi dispone di una stanza molto grande, cerca livelli di pressione sonora particolarmente elevati oppure vuole un impianto Dolby Atmos con veri canali verticali.

Non è nemmeno la soluzione ideale per chi desidera costruire nel tempo un sistema completamente aperto a componenti di marchi differenti.

Conclusioni

Sonos Beam Gen 2, Sub Mini e due Era 100 SL formano un sistema home theater molto più convincente di quanto le dimensioni possano far pensare.

La Beam costruisce una scena frontale pulita e mantiene i dialoghi ben ancorati allo schermo.

Sub Mini aggiunge profondità, dinamica e una gamma bassa finalmente autorevole.

Gli Era 100 SL trasformano invece la percezione dello spazio, creando un vero campo sonoro posteriore e rendendo molto più credibili film, serie TV e videogiochi.

Il principale punto di forza rimane però l’integrazione fra tutti i componenti.

Quando la configurazione è eseguita correttamente, i quattro elementi smettono rapidamente di sembrare dispositivi separati e iniziano a comportarsi come un unico impianto.

Non è la configurazione Sonos più potente e non può sostituire un vero sistema AV di fascia alta con diffusori dedicati e canali height.

Ma in un soggiorno normale rappresenta uno degli abbinamenti più equilibrati dell’intera gamma Sonos, soprattutto per chi vuole un salto netto rispetto alla semplice soundbar senza complicare l’installazione.

La differenza rispetto agli altoparlanti integrati del televisore è enorme.

La differenza rispetto alla sola Beam Gen 2 è altrettanto evidente.

Ed è proprio con Sub Mini e due veri surround posteriori che Beam Gen 2 smette di sembrare soltanto una buona soundbar e diventa il centro di un vero piccolo home theater.

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