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Antenne UHF e il nuovo digitale terrestre: cosa fare?

Gli operatori televisivi hanno già iniziato a spegnere le frequenze in banda UHF 700 MHz per cederle ai servizi 5G e in alcuni casi, per evitare interferenze e perdite di segnale, è necessario sostituire le vecchie antenne con le nuove antenne UHF 5G Ready, oppure modificare l’impianto. Ecco tutto quello che dovete sapere. E qui la nostra guida alla scelta tra cinque modelli.

Tra le numerose tappe del lungo percorso che ci porterà al nuovo digitale terrestre ce n’è una particolarmente importante.

Già dal 2020, gli operatori televisivi hanno iniziato a liberare i canali UHF 50, 51, 52 e 53 allo scopo di limitare i problemi di interferenze verso paesi esteri come la Francia che si trovano più avanti nel cosiddetto processo di “refarming”, ovvero di riorganizzazione progressiva delle frequenze a disposizione dei canali DTT.

I canali 51 e 53 che ospitavano i programmi locali sono già stati spenti mentre i 50-52 con i programmi nazionali si sono spostati su altri canali (come 54, 58 e 60) in attesa dello spegnimento definitivo.

Per tutti gli altri canali della banda UHF 700 MHz (49, 54, 55, 56, 57, 58, 59 e 60) lo spegnimento è spalmato in un intervallo di tempo di circa 7 mesi e mezzo: si è già partiti lo scorso 15 novembre come stabilito dalla nuova roadmap definita dal MISE la scorsa estate e si concluderà il 30 giugno 2022.

Credit: Maxital

Al termine di questo lungo e intricato percorso, tutti i canali televisivi saranno ricevibili solo sulle frequenze UHF “sub700”, ovvero tra 474 e 690 MHz (canali 21…48), mentre le trasmissioni in banda VHF non subiranno, almeno per ora, alcuna variazione.

Dal DTT al 5G come richiesto dall’Europa

Lo spegnimento delle frequenze UHF 700 MHz per i canali DTT non è stato deciso dall’Italia ma dall’Europa allo scopo di garantire più banda ai servizi mobili 5G e migliorarne la copertura.

Già nel 2013, l’Europa aveva chiesto a tutti gli operatori televisivi di abbandonare un’altra fetta della banda UHF, quella che va da 790 a 862 MHz (canali 61-69 – Rilascio del Primo Dividendo Digitale) per fare spazio ai servizi mobili 4G/LTE.

Sia il 4G/LTE che il 5G utilizzano (o utilizzeranno) le ex frequenze del DTT per migliorare la copertura al di fuori delle aree urbane mentre tutte le altre (1,8 GHz, 2,1 GHz, 2,6 GHz per 4G/LTE e 3,7 GHz e 26 GHz per il 5G) sono più adatte, per le loro caratteristiche elettriche, a coprire efficacemente le città e gli spazi indoor. Per un approfondimento sulle bande 5G vi segnaliamo questo sito dell’ARPAE.

Il rischio interferenze

Nel 2013, in occasione del Rilascio del Primo Dividendo Digitale, diversi impianti di ricezione con antenne UHF installati sui tetti delle case italiane hanno iniziato a manifestare problemi sugli ultimi canali della banda UHF (59-60) causati dai segnali emessi dalle torri 4G/LTE (BTS) in banda 800 MHz.

La stessa cosa si ripeterà molto probabilmente anche con le torri 5G che operano in banda 694-790 MHz (N28) a causa della vicinanza con gli ultimi canali della “nuova banda UHF” (474-690 MHz), ovvero 46, 47 e 48.

Credit: Fracarro

La banda di guardia introdotta già nel 2013 per separare le frequenze Tv da quelle mobili (1 MHz per il 4G/LTE e 4 MHz per il 5G) non ha impedito che i segnali trasmessi dalle torri mobile potessero disturbare i canali televisivi.

Per questo motivo si è dovuti ricorre ad appositi filtri in grado di attenuare fortemente i segnali a partire da una frequenza predefinita (l’ultimo canale UHF occupato dai canali DTT). Questa soluzione, almeno sul 4G/LTE, si è dimostrata abbastanza efficace ma è ancora presto per dire se con il 5G si potranno ottenere gli stessi risultati.

Filtro 5G Emme Esse 81949L48

Anche se progettato e installato in maniera ottimale, un filtro 4G/LTE o 5G applicato in un vecchio impianto di ricezione DTT rappresenta pur sempre un elemento correttivo di un sistema che non è stato tarato correttamente, non per incapacità del progettista ma per la continua evoluzione delle reti mobili che richiedono un ampiamento e una diversificazione delle frequenze utilizzate.

Antenne specifiche per la nuova banda UHF

Le antenne UHF progettate finora sono state infatti tarate sulle vecchie bande UHF che comprendevano anche le frequenze non più in uso (790-862 MHz, canali 61-69 – ora 4G/LTE) e quelle che entro giugno 2022 saranno dismesse per il 5G (694-790 MHz, canali 49-60).

Come molti di voi sapranno, un impianto di ricezione efficiente e ottimizzato per una specifica banda di frequenza richiede una progettazione “ad-hoc” a partire dall’anello principale della catena, ovvero l’antenna.

Credit: AEV

Un’antenna UHF progettata per operare solo nella nuova banda UHF (primo o secondo dividendo ufficiale) è molto più efficace di un’antenna “larga banda” (474-862 MHz, canali 21-69 – 474-690 MHz, canali 21-48) a cui sono stati applicati filtri lungo il cablaggio verso il centralino di miscelazione e amplificazione (o al suo interno) o verso le prese Tv di casa.

Credit: Fracarro

A pochi mesi dalla fatidica data del 30 giugno 2022, oltre a preoccuparsi di sostituire il vecchio Tv o decoder è necessario quindi valutare lo stato dell’impianto di ricezione e chiedersi se sia il caso di cambiare l’antenna e/o il centralino Tv, installare un filtro 4G/5G o rivalutare la situazione più avanti ma con il rischio di “perdere” qualche canale DTT per colpa delle interferenze.

Primo passo: controllare l’antenna

Tra il 2008 ed il 2012, con il passaggio dalla Tv analogica a quella digitale, molti italiani hanno sostituito la vecchia antenna ormai inadatta alla ricezione DTT anche se, in realtà, le frequenze operative sono rimaste le stesse (UHF 21-69).

Nel 2013, con il primo dividendo digitale e il sorgere delle interferenze 4G/LTE, alcuni utenti hanno preferito installare una nuova antenna “LTE Ready”, progettata per escludere a priori la banda UHF 800 MHz, piuttosto che aggiungere un filtro LTE alla vecchia.

Se la vostra antenna UHFè stata installata prima del 2008-2010, molto probabilmente si trova ormai in condizioni precarie e, oltre a non garantire la necessaria sicurezza in caso di forti venti o grandinate (sempre più frequenti nella stagione estiva e non solo), è ormai inaffidabile anche per la ricezione dei segnali.

In questo caso vi consigliamo di sostituire le vecchie antenne UHF con nuove antenna 5G Ready valutando con il vostro antennista o il rivenditore di fiducia la soluzione che meglio si adatta al vostro impianto e zona geografica.

Nel caso, invece, l’antenna sia stata sostituita dopo il primo dividendo digitale e, magari, sia già 4G Ready, prima di prendere una decisione è consigliabile recarsi sul tetto (con tutte le precauzioni necessarie) e procedere con una ispezione visiva ed una verifica strumentale.

L’ispezione consiste nel controllare lo stato dei singoli elementi (dipolo, riflettori, balun, morsetti, ecc.), il cavo coassiale (per escludere eventuali spelature o schiacciature) ed i collegamenti (spina F o morsetto).

Se l’antenna è ancora in buone condizioni mentre i cavi e/o i connettori F sono ormai consumati dalle intemperie, basterà procedere alla loro sostituzione.

Per la verifica strumentale, da effettuare sulle prese Tv di casa o in altri punti dell’impianto (uscita antenna, ingresso e uscita centralino Tv, partitori, derivatori, ecc.) qualora si riscontrino problemi o malfunzionamenti, bisogna utilizzare un misuratore di campo, anche di livello hobbistico da poche decine di euro.

Antenne UHF

Il livello del segnale di ogni singolo mux all’uscita delle prese Tv deve essere compreso tra 52 e 77 dBµV, il rapporto segnale/rumore di almeno 22-26 dB, il MER superiore a 18 dB, il BER/CBER inferiore a 2E-04 e il VBER superiore a 1E-07.

Se non conoscete il significato di questi termini potete accontentarvi di misurare il livello e la qualità del segnale, spesso tramite le barre colorate, oppure rivolgervi ad un antennista professionista sia per le misure che per l’ispezione visiva. Un occhio esperto è in grado di individuare (e risolvere) anche quei problemi e difetti che normalmente sfuggono all’utente comune.

Antenne 5G Ready, una scelta “intelligente”

Le nuove antenne 5G Ready offrono importanti vantaggi sotto molteplici aspetti. Innanzitutto sono molto più resistenti rispetto a quelle di 10-15 anni fa perché la ricerca e lo sviluppo di nuovi materiali e trattamenti hanno compiuto passi da gigante.

Antenna Fracarro Sigma 6HD LTE700

La resistenza di un’antenna non incide solo sulla sua sicurezza ma anche sulla sua capacità di ricevere meglio i segnali anche nelle condizioni più critiche, con la massima affidabilità ed efficienza.

L’evoluzione tecnologica ha riguardato anche i sistemi di connessione: abbandonati i classici morsetti a vite, scomodi e inaffidabili sotto tutti gli aspetti, si è passati ai connettori F, gli stessi che troviamo dietro al decoder satellitare oppure al Tv con sintonizzatore DVB-S/S2.

Oltre a garantire la totale impermeabilità a polvere, umidità e pioggia, i connettori F assicurano un collegamento elettrico ottimale, senza sbilanciamento, perdita del segnale e rumore (principale nemico del DTT).

A tutto questo si aggiungono i componenti di nuova generazione, come i filtri LTE/5G SAW che discriminano le frequenze con maggior precisione, e le tecnologie “smart” che permettono alle antenne di gestire in modo intelligente le fluttuazioni di segnale che si manifestano in alcune zone geografiche (ad esempio vicino al mare) e nelle diverse stagioni dell’anno.

Antenne UHF
Credit: Televes

Il Controllo Automatico del Guadagno (AGC), ad esempio, è in grado di stabilizzare il segnale in uscita dall’antenna amplificandolo quando è troppo debole e attenuandolo quando invece è troppo forte. In pratica riporta il segnale nell’intervallo ottimale (vedi sopra) per ottenere la migliore ricezione possibile dei canali radiotelevisivi digitali, senza squadrettamenti o altri problemi che invece si possono manifestare con le vecchie antenne.

Quale antenna scegliere?

Nel relativo articolo pubblicato oggi, abbiamo selezionato cinque antenne UHF “5G Ready” da tetto, per la ricezione singola o centralizzata (palazzine, condomini, ecc.), compatibili con qualsiasi impianto televisivo e adatte anche per le zone geografiche più critiche dove il segnale è troppo debole, troppo forte oppure fluttuante.

L’analisi preventiva delle caratteristiche dell’impianto, meglio se effettuata da professionisti, permette di stabilire, con buona approssimazione, quale siano i modelli più idonei per ogni singolo caso (ad elevato o basso guadagno, con tarature specifiche, passive oppure attive, ecc.).

Nelle prossime settimane ci occuperemo invece dei centralini Tv, spiegandovi perché sono altrettanto importanti per una corretta ricezione dei segnali DTT, quando vanno ritarati, integrati con nuovi componenti oppure sostituiti.

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