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Black Friday, come difendersi dai falsi sconti

Black Friday è una parola sulla bocca di tutti. Ma il giorno di novembre delle occasioni, tramutato in molti casi in settimane e appuntamenti estivi, consente risparmi reali o è diventato solo maldestro marketing?

Il Black Friday, quello vero, con le file notturne il quarto venerdì di novembre nei negozi americani, è stato per anni teatro di vere occasioni e tafferugli. Ma è ancora così, oppure oggi è soltanto marketing con punte grottesche come il Black Friday in anticipo, il mese del Black Friday, il Black Friday estivo, il Black Friday della solidarietà e tanti altri venerdì neri? Le occasioni, che siano di giornata, di decade o di mese, ci sono ancora, beninteso. Ma bisogna stare attenti a chi cavalca la tigre dei finti sconti. Ecco come.

Un po’ di storia

Correva il 1924 e i grandi magazzini americani Macy’s ebbero l’intuizione di dare il via allo shopping natalizio con fortissimi sconti. Era il giorno dopo il Ringraziamento, che negli Stati Uniti si celebra il quarto giovedì di novembre. È stato un successo senza precedenti ed era nato, anche se allora nessuno lo chiamava così, il Black Friday.

Era una cosa seria: non c’era ancora il commercio online e la gente si assiepava la notte prima fuori dai negozi per comperare gli oggetti in vendita all’apertura delle porte il giorno dopo. Poi, un po’ alla volta, il Black Friday ha preso piede in tutto il mondo. Non si sa di preciso quali siano le origini del “nero”, ma pare che sia diventato popolare negli anni 80 e che derivi dal fatto che in quel giorno i conti dei negozianti fossero destinati a passare dal rosso al nero.

Numeri

L’online ha spinto le vendite. Nel 2020, tra Black Friday e Cyber Monday gli americani. in quello che chiamano Thanksgiving weekend, hanno speso 189,6 milioni di dollari, con una crescita del 14% rispetto all’anno precedente, secondo questi dati forniti dalla National Retail Federation. L’anno scorso però questa cifra, come riporta il successivo rapporto della NRF è scesa da 186,4 milioni di dollari.

Un raffreddamento dei consumatori nei confronti del Black Friday proprio nell’anno, il 2020, che ha segnato il record dello shopping online degli americani, con otto punti percentuali di crescita su base annua rispetto all’anno procedente? I prodotti che hanno avuto più successo su Amazon durante il venerdì nero, per chi fosse curioso di conoscerli, sono elencati qui.

Alcuni credono che durante i Black Friday si corra il rischio di comprare fondi di magazzino. Non è un rischio concreto, perché nella grande distribuzione quasi nessuno ha un magazzino. Al limite vengono comprati dai costruttori stock di prodotti prossimi al cambio generazionale.

Piccoli inganni

Passiamo alle occasioni vere o presunte dei periodi neri. Non è cambiato molto negli anni, in fondo. Chi scrive si pagava gli studi lavoricchiando in un negozio di abbigliamento. I saldi, in teoria, erano concepiti per mettere in vendita ai cambi di stagione i capi invenduti. In teoria. In quel negozio arrivava prima dei saldi un camion pieno di capi di abbigliamento acquistati in stock per l’occasione. Tutti con un cartellino con prezzo sovradimensionato, pronto per essere abbattuto alla cassa del 50 o 70%.

Si possono trovare buone occasioni durante i Black Friday, ma usare un comparatore di prezzi o controllare le offerte dei principali negozi online è sempre opportuno.

Anche oggi alcuni negozianti non esitano a vendere durante i Black Friday, per fare un esempio, a 60 quello che hanno sempre venduto a 80 sulla base di un listino di 100. Viene percepito come uno sconto reale del 40%, ma in realtà è soltanto del 20%. Niente di male, in fondo, ma conviene saperlo. Amazon non fa così per i suoi dispositivi Alexa? Nel corso dell’anno sono più i periodi in cui sono scontatissimi che quelli in cui vengono venduti a prezzo pieno.

Monitorare l’andamento dei prezzi

Per fortuna, almeno per quanto riguarda Amazon sono disponibili degli strumenti per monitorare l’andamento dei prezzi. Si tratta di un’estensione per Chrome, Firefox e Microsoft Edge che si può scaricare e installare facilmente facendo clic sui collegamenti che abbiamo appena riportato con i rispettivi browser.

Al di fuori dell’ecosistema di Amazon, prima di fare qualsiasi acquisto è opportuno usare un comparatore di prezzi (come ad esempio Trova Prezzi o Kelkoo) per vedere qual è più o meno il valore di mercato di un determinato prodotto. Tolti i due più cari e i due più economici, nella fascia centrale dei prezzi si può capire qual è il prezzo giusto. I prezzi di listino non contano più nulla per la maggior parte dei prodotti e uno sconto, anche consistente, sul listino non significa nulla.

La percezione conta più della sostanza

Credere di comprare un prodotto a un buon prezzo o, meglio ancora, con un ottimo sconto, è uno dei fattori sui quali giocano gli strateghi del marketing. Non è importante in assoluto il prezzo o lo sconto, è importante che il consumatore sia convinto che sia basso e conveniente.

In questo modo si può lavorare per indirizzare l’acquisto di chi non è abituato a comparare i prezzi, e sono ancora tanti. In questo senso è stato un precursore Media World, che ha aperto il suo primo negozio in Italia a Curno (Bergamo) nel 1991. Sembra banale, ma il colpo di genio è stato quello di mettere cartelli giganti con i prezzi in un periodo in cui nelle vetrine dei negozi tradizionali i cartellini erano ancora minuscoli e pudicamente girati al contrario.

“Non possono non essere certi di avere prezzi buoni, se li mettono così in vista” si è detto per anni il consumatore medio. Ora però il paradigma è cambiato ed è sempre più frequente vedere nei corridoi di Media World, e per la verità in quelli di tutti i negozi della grande distribuzione, acquirenti che con una mano toccano l’oggetto e con l’altra controllano il prezzo con i comparatori o sui negozi online. E fanno bene.

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