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DTT e SAT: 14 risposte alle vostre domande

Quattordici domande su DTT, impianti satellitari, cablaggi e accessori. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

Cos’è la banda C?

La banda C utilizza l’intervallo di frequenze 3,8-4,2 GHz e viene impiegata per le trasmissioni satellitari in alternativa alla tradizionale banda Ku (11-12 GHz). Attualmente viene poco utilizzata per le trasmissioni intercontinentali (dove si preferisce la banda Ku) mentre è ancora molto popolare per quelle transcontinentali grazie alla combinazione tra l’ampia copertura e la bassa potenza di irradiazione. I satelliti con spot in banda C possono infatti coprire anche 2 o più continenti (es.: Europa e Africa) ma richiedono parabole da almeno 150-200 cm di diametro dotate di LNB tarati su queste frequenze.

Come sono fatte le parabole microforate?

Le antenne paraboliche a reticolo o microforate, in gergo tecnico “mesh”, sono adatte per le zone ventose perché i petali a maglia metallica di cui sono composte offrono una minore resistenza. Inoltre, anche grazie al peso ridotto dei singoli petali ed alla possibilità di assemblaggio sul luogo di installazione, permettono di realizzare antenne di grande diametro altrimenti impossibili con superficie “piena”. La maglia ha tuttavia una densità calcolata per riflettere la lunghezza d’onda dei segnali in banda C (3,7-4,2 GHz) e non è purtroppo altrettanto efficace con quelli in banda Ku (10,7-12,75 GHz) per via della lunghezza d’onda superiore che non permette ai petali di riflettere il segnale verso l’LNB. In sostanza, al crescere della frequenza, le parabole microforate diventano via via meno efficienti fino a guadagnare quanto una parabola piena grande la metà. Una parabola mesh da 370 cm, tra le più grandi che si possono trovare sul mercato, ha la stessa resa di una 180 cm piena in banda Ku. Negli anni ’80 e ’90, queste antenne erano molto popolari perché permettevano di ricevere centinaia di canali da tutto il mondo grazie alle trasmissioni in banda C con footprint molto ampi (interi continenti) che richiedevano parabole oltre i 2-3 metri. Ora sono quasi scomparse e poco utilizzate anche dai grandi appassionati di Tv satellitare per via delle maggiori opportunità di ricezione offerte dalla banda Ku.

Anche le parabole microforate possono essere motorizzate?

Sì. LNB e motori sono gli stessi di tutte le altre parabole.

Per ricevere i satelliti più deboli è meglio una parabola piena da 180 cm o microforata da 240 cm a spicchi?

Per la ricezione in banda Ku è sicuramente più efficiente una parabola piena. Tuttavia bisogna prima verificare che sia possibile trasportarla sul luogo di installazione (es.: tetto).

Se la parabola da 180 cm non passa dal pianerottolo, come faccio a portarla sul tetto?

È necessario affidarsi ad aziende di traslochi oppure noleggiare un mezzo con autoscala montacarichi. In alternativa si può valutare l’acquisto di una parabola piena composta da vari spicchi, da trasportare e assemblare direttamente sul tetto (un esempio qui).

Ho visto su Internet una parabola trasparente? Come funziona?

Le parabole trasparenti erano in voga alcuni anni fa, quando quelle in acciaio o alluminio erano disponibili solamente nel colore bianco, perché si mimetizzavano più facilmente nel contesto urbano. Con l’arrivo delle parabole colorate e di quelle piatte, la loro diffusione si è via via ridotta.

Sono realizzate in resina composita (SCR – Composit Resin Structure) con all’interno una maglia metallica che riflette il segnale. Sono disponibili nelle classiche misure da 60 e 80 cm, hanno un guadagno leggermente inferiore a quelle “piene” e prezzi più alti (anche 2-3 volte (due esempi qui e qui).

I kit satellitari in vendita su internet e nei negozi sono affidabili oppure è meglio prendere singolarmente la parabola, l’LNB ed il cavo coassiale?

DTT e Satellite

Dipende. Alcuni kit satellitari molto economici hanno prestazioni modeste e, soprattutto, un’affidabilità limitata nel tempo. Altri kit vengono confezionati dallo stesso venditore selezionando componenti di buona qualità per facilitare la scelta da parte dell’acquirente. Altri ancora fanno parte del catalogo delle aziende produttrici (ad esempio TELE System o ID Digital) e garantiscono le stesse prestazioni e affidabilità dei singoli componenti dello stesso brand. Queste ultime due soluzioni sono ideali per chi fatica ad orientarsi sul mercato in quanto non conosce le specifiche tecniche dei singoli elementi e vuole risparmiare qualche euro. Pur essendo “preconfezionati” possono essere modificati e aggiornati in futuro cambiando uno o più elementi (es.: parabola più grande o LNB di altro tipo). Un kit di buona qualità con parabola da 60-80 cm, LNB universale con 1-2 uscite, cablaggi e connettori non dovrebbe costare meno di 35-40 euro (70-100 cm se è incluso anche il decoder HD free-to-air).

Come si prepara il cavo coassiale per il connettore CaP?

DTT e Satellite

Innanzitutto si inserisce il CaP nel cavo coassiale, con uno spelacavo si taglia la guaina in due parti (senza rimuoverla) e si espone il dielettrico ripiegando completamente la guaina e la calza. A questo punto si taglia il dielettrico sempre con lo spelacavo, si inserisce l’anima del coassiale nella presa F femmina e si fa scorrere il CaP bloccando il tutto. Per maggiori informazioni.

Si può usare il CaP anche su LNB e antenne terrestri?

Si. Il connettore CaP è adatto anche per le installazioni in esterno in quanto impermeabile, resistente alle intemperie e ai raggi UV.

È difficile usare lo spelacavo coassiale?

No. Dopo aver tagliato di netto il cavo coassiale utilizzando una forbice da elettricisti, bisogna posizionare lo spelacavo sul cavo fino a farlo combaciare con il punto di taglio e ruotarlo di alcuni giri in senso orario e antiorario. A questo punto si fa scorrere lo spelacavo verso l’esterno per rimuovere la guaina ed il dielettrico. Questa preparazione è necessaria solo per i connettori a crimpare oppure a compressione.

È difficile usare le pinze per la crimpatura e la compressione dei cavi?

No. Dopo aver preparato il cavo (vedi FAQ sopra) basta inserirlo nello “slot” adatto della pinza (a seconda del diametro del connettore/cavo utilizzati) e stringere con forza. La maggior parte delle pinze è compatibile con i connettori fino a 6,6 mm (es.: 3,6-4,3-5,0-6,6 mm) mentre altre arrivano fino ai 10 mm.

Che differenza c’è tra un partitore e un derivatore?

Entrambi hanno la funzione di suddividere e moltiplicare i segnali di un impianto DTT con distribuzione a cascata o stella così da arrivare alle prese a muro ottimizzando l’attenuazione introdotta da cavi e connettori. Il partitore è dotato di un ingresso e due o più uscite con identica attenuazione (ad esempio -4 dB per i modelli con 2 uscite, -8 dB con 4 uscite, -11 dB con 6 uscite, ecc.). In pratica divide in parti uguali il segnale e viene usato quando i cavi collegati in uscita e destinati alle prese a muro hanno più o meno la stessa lunghezza, ad esempio all’interno di un appartamento. Il derivatore serve invece a “estrapolare” il segnale DTT destinato ai vari piani di uno stabile, successivamente moltiplicato da un partitore, mantenendo una bassa attenuazione in uscita (inferiore a quella di derivazione) per il proseguimento della colonna di distribuzione ai piani inferiori o ai vari appartamenti nello stesso piano.

 

Perché i partitori compatibili SCR e dCSS devono avere la dicitura “DC Pass”? Cosa significa?

La traduzione italiana del termine DC Pass o Power Pass è “passaggio di corrente continua”. In sostanza il partitore deve consentire il transito della tensione dalle uscite (decoder, Tv, ecc.) all’ingresso (LNB, multiswitch, ecc.) necessaria non solo per alimentare l’LNB ma anche per commutare dalla polarità orizzontale (18 volt) a quella verticale (13 volt) e viceversa. Se il partitore non è DC Pass/Power Pass, l’LNB non potrà funzionare (nessun segnale ricevuto) mentre il multiswitch con alimentazione separata rimarrà vincolato ad una sola polarità.

È meglio un misuratore con display oppure basta anche quello con la lancetta?

I misuratori di campo palmari economici sono solo quelli dotati di display LCD a colori che, oltre ad analizzare il segnale (potenza, qualità, ecc.), permettono di impostare il satellite, i comandi DiSEqC, configurare l’LNB e vedere i programmi televisivi, quasi come se si trattasse di un decoder DVB portatile.

Gli strumenti da 10-20 euro dotati di lancette, barre a led o display LCD monocromatico vengono spesso chiamati “Satfinder” e servono solo a misurare il livello del segnale e poco altro (es.: https://www.amazon.it/SAT-Finder-digitale-CSL-satellitare-retroilluminato/dp/B08BLC8YJV). Non permettono di capire se il satellite verso il quale è puntata la parabola è quello giusto perché non forniscono nessun altro dettaglio o parametro. Sono sufficienti per riposizionare la parabola dopo un forte vento oppure per gli esperti che sanno già in quale direzione puntarla. Per tutte le altre esigenze, come ad esempio analizzare le prestazioni dell’impianto SAT/DTT, puntare una parabola motorizzata, ricercare guasti ed altro, è sempre meglio acquistare un misuratore di campo, anche quello più economico da 50-70 euro se il budget a disposizione è limitato (es.: https://www.amazon.it/MEDIA-Finder-Meter-Localizzatore-Posizionamento/dp/B07VV58VVZ). Per un misuratore completo, affidabile e aggiornato alle ultime tecnologie, la spesa minima parte da 150-200 euro.

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