JBL amplia la propria offerta per l’ascolto domestico con JBL Cove, una nuova famiglia di speaker Wi-Fi progettata per riprodurre musica in più stanze e integrarsi con alcune soundbar della serie JBL Bar MK2. La gamma sarà disponibile da ottobre 2026 e comprenderà tre modelli: il compatto JBL Cove M1, il portatile Cove P1 e il più potente Cove X1.
L’obiettivo è offrire un sistema audio espandibile che possa essere utilizzato con un solo diffusore, con una coppia stereo oppure con più unità distribuite nei diversi ambienti. La gestione passa principalmente attraverso l’app JBL One, ma alcune operazioni quotidiane possono essere eseguite direttamente dagli speaker, senza dover prendere ogni volta lo smartphone.
Con prezzi compresi tra 229,99 e 499,99 euro, JBL Cove entra in un segmento nel quale la qualità sonora rappresenta soltanto una parte dell’esperienza. Per conquistare gli utenti contano anche la semplicità di configurazione, la stabilità della rete, la compatibilità con i servizi musicali e la possibilità di ampliare gradualmente il sistema senza sostituire i dispositivi già acquistati.
Che cos’è un sistema audio multi-room
Un sistema multi-room permette di collegare più speaker attraverso la rete Wi-Fi domestica e di decidere dove riprodurre musica o altri contenuti. È possibile ascoltare lo stesso brano contemporaneamente in più stanze, creare gruppi di diffusori oppure avviare contenuti differenti negli ambienti desiderati.
Rispetto a un normale altoparlante Bluetooth, lo speaker Wi-Fi non dipende da un collegamento diretto e continuo con un singolo telefono. La riproduzione può quindi proseguire anche se lo smartphone viene spostato in un’altra stanza o riceve una chiamata. Il Wi-Fi permette inoltre di coordinare più dispositivi e, quando il servizio e il formato lo consentono, di gestire flussi audio ad alta risoluzione.
Il rovescio della medaglia è che l’esperienza dipende dalla qualità della rete domestica. Una copertura Wi-Fi debole, una configurazione complessa del router o ambienti molto grandi potrebbero rendere necessario aggiungere un sistema Mesh o intervenire sulla rete prima di installare diversi speaker.
JBL cerca di ridurre questa complessità dichiarando una configurazione in tre passaggi, senza obbligo di creare un account. La gestione degli ambienti, dei servizi musicali e delle preferenze audio è affidata all’app JBL One.
Tre speaker per esigenze differenti
Il punto di ingresso nella nuova famiglia è JBL Cove M1, proposto a 229,99 euro. JBL lo descrive come un modello compatto e versatile, pensato per l’ascolto quotidiano. Può essere utilizzato da solo, abbinato a una seconda unità per formare una coppia stereo oppure inserito in una configurazione più ampia.
Il modello intermedio è JBL Cove P1, che costerà 449,99 euro. La caratteristica distintiva è la batteria integrata, grazie alla quale lo speaker può essere spostato più facilmente tra le stanze o utilizzato temporaneamente lontano da una presa elettrica. Il P1 supporta inoltre Dolby Atmos, il formato audio che punta a costruire una scena sonora più avvolgente rispetto alla tradizionale riproduzione stereo.
Il produttore non ha però indicato nel documento l’autonomia della batteria. È un’informazione importante per valutare la reale portabilità del P1 e la sua capacità di funzionare per periodi prolungati senza alimentazione.
Al vertice della gamma si trova JBL Cove X1, disponibile a 499,99 euro. È equipaggiato con quattro tweeter, dedicati principalmente alla riproduzione delle frequenze più alte, e due woofer per la gamma medio-bassa. Anche questo modello supporta Dolby Atmos ed è progettato per riempire ambienti più ampi.
La differenza di prezzo tra P1 e X1 è di soli 50 euro, ma i due prodotti rispondono a priorità diverse: il P1 privilegia la possibilità di spostare lo speaker, mentre l’X1 punta su una configurazione acustica più ricca. Per scegliere sarà quindi più utile valutare l’ambiente e il tipo di utilizzo che limitarsi alla posizione occupata dai modelli nel listino.
Per tutti e tre gli speaker JBL indica un’architettura audio a due vie, ma non fornisce dati su potenza, dimensioni degli altoparlanti, risposta in frequenza o pressione sonora massima. Le effettive differenze qualitative tra i modelli dovranno perciò essere verificate con prove d’ascolto indipendenti.
Il suono si adatta alla stanza
La gamma combina tre tecnologie sviluppate da JBL: Constant Sound Field, calibrazione automatica e AI Sound Boost.
La calibrazione automatica analizza il modo in cui il suono si comporta nell’ambiente e modifica la risposta dello speaker in base alla sua posizione. Un diffusore sistemato vicino a una parete o in un angolo, per esempio, può produrre bassi più evidenti rispetto allo stesso modello collocato al centro di una stanza. La correzione automatica cerca di compensare queste differenze, lasciando maggiore libertà nel posizionamento.
Constant Sound Field ha invece il compito, secondo JBL, di mantenere la riproduzione più equilibrata e uniforme nei diversi punti dell’ambiente. È una caratteristica potenzialmente utile quando la musica viene ascoltata muovendosi nella stanza e non da una singola posizione centrale.
AI Sound Boost interviene per contenere la distorsione, in particolare quando il volume viene alzato. La sigla AI, in questo caso, indica un’elaborazione automatica del segnale e non un assistente generativo. Il sistema analizza l’audio e regola il comportamento dello speaker per cercare di ottenere una maggiore pressione sonora senza superare i limiti fisici degli altoparlanti.
Si tratta di vantaggi dichiarati dal produttore. L’efficacia delle correzioni, la naturalezza del risultato e il comportamento ai volumi elevati richiederanno una valutazione sul campo, possibilmente confrontando gli speaker in ambienti e posizioni differenti.
Music Follows Me sposta l’ascolto senza aprire l’app
Una delle funzioni più riconoscibili del sistema è Music Follows Me. Tenendo premuto il pulsante Moment sullo speaker, la musica o l’audio del televisore possono essere trasferiti da una stanza all’altra senza aprire JBL One.
L’idea è rendere più naturale l’uso quotidiano del multi-room. Chi passa dal soggiorno alla cucina, per esempio, può continuare ad ascoltare lo stesso contenuto spostandolo sul diffusore presente nel nuovo ambiente. Il pulsante Moment supporta anche Spotify Tap, che consente di richiamare Spotify con un solo tocco.
L’app rimane necessaria per le operazioni più articolate, come la creazione dei gruppi, la scelta degli ambienti, l’accesso ai servizi e la personalizzazione del suono. Una volta configurato il sistema, però, l’utente dovrebbe poter eseguire alcuni comandi direttamente dagli speaker.
La semplicità promessa rappresenta un elemento centrale della strategia JBL. Carsten Olesen, President, Consumer Audio di HARMAN, ha spiegato l’obiettivo della nuova gamma affermando: “Vogliamo permettere a un numero sempre maggiore di persone di scoprire quanto possa essere semplice avere un suono straordinario in tutta la casa”.
L’esperienza reale dipenderà anche dalla rapidità con cui gli speaker riconosceranno i comandi, dalla sincronizzazione tra le stanze e dalla chiarezza dell’applicazione. In un sistema multi-room, infatti, piccoli ritardi o differenze di volume diventano più evidenti quando due ambienti sono vicini.
Dalla musica all’home cinema con le soundbar JBL
JBL Cove non è pensato soltanto per la musica. Gli speaker possono essere integrati con alcune soundbar JBL Bar Series MK2 e configurati come canali posteriori di un impianto home cinema.
I modelli di soundbar indicati come compatibili sono JBL Bar Series 300, 500, 800, 1000 e 1300MK2. L’abbinamento avviene attraverso JBL One e permette di costruire un sistema Dolby Atmos più coinvolgente rispetto all’utilizzo della sola soundbar.
Al lancio, tuttavia, la possibilità di impiegare gli speaker come canali posteriori sarà limitata a JBL Cove M1 e JBL Cove P1. Il documento non include il Cove X1 tra i modelli supportati inizialmente, nonostante rappresenti il prodotto di punta della gamma. Chi considera l’acquisto soprattutto per l’home cinema dovrà quindi prestare attenzione a questa distinzione.
Dolby Atmos è supportato direttamente da Cove P1 e Cove X1. Il formato utilizza anche informazioni relative all’altezza e alla posizione dei suoni per creare un campo acustico tridimensionale. Il marchio Atmos, però, non garantisce da solo lo stesso risultato su prodotti diversi: incidono il numero e l’orientamento degli altoparlanti, le dimensioni dell’ambiente, la collocazione dello speaker e il contenuto riprodotto.
La compatibilità con le soundbar può rappresentare un vantaggio per chi possiede già un modello JBL Bar MK2. Allo stesso tempo, lega alcune delle funzioni più avanzate all’ecosistema del produttore. Non risultano indicate possibilità equivalenti di abbinamento con soundbar di altre marche.
Streaming attraverso Wi-Fi, Bluetooth e servizi musicali
Gli speaker supportano Wi-Fi, Bluetooth, AirPlay 2 e Google Cast, offrendo diverse modalità per inviare i contenuti da smartphone, tablet e computer. Sono inoltre compatibili con Spotify Connect, Tidal Connect, Qobuz Connect e Roon Ready.
Con i sistemi Connect, la riproduzione viene affidata direttamente allo speaker, mentre lo smartphone funziona principalmente come telecomando. Questo evita di trasmettere continuamente l’audio dal telefono e può offrire maggiore stabilità rispetto a una connessione Bluetooth tradizionale.
Il supporto Roon Ready interessa soprattutto gli utenti con librerie musicali locali e sistemi audio più articolati, mentre Tidal e Qobuz puntano anche su cataloghi in alta qualità. JBL dichiara infatti la compatibilità con l’audio Hi-Res, senza però specificare nel documento risoluzioni massime, formati supportati o eventuali limitazioni legate alle diverse modalità di collegamento.
La disponibilità di numerosi protocolli riduce il rischio di dipendere da un solo servizio. Rimane comunque importante verificare che le funzioni più utilizzate in famiglia siano supportate da tutti i telefoni e gli account presenti in casa.
Alexa+ non sarà disponibile subito in Italia
JBL Cove integra il controllo vocale con Alexa+, ma al momento del lancio la funzione sarà disponibile esclusivamente negli Stati Uniti. Gli utenti italiani non potranno quindi considerarla una caratteristica immediatamente utilizzabile.
Il documento non indica quando Alexa+ arriverà in altri Paesi né se saranno supportati assistenti vocali alternativi. Per il mercato italiano, almeno nella fase iniziale, i principali strumenti di controllo resteranno dunque l’app JBL One, i servizi compatibili e i pulsanti presenti sugli speaker.
È una distinzione importante perché le funzioni vocali vengono spesso presentate come parte integrante dell’esperienza smart home, ma disponibilità, lingue e servizi possono variare sensibilmente da un mercato all’altro.
Prezzi e disponibilità da ottobre 2026
La gamma JBL Cove sarà commercializzata in Italia da ottobre 2026, nelle colorazioni bianca e nera, attraverso il negozio online JBL e i principali rivenditori di elettronica.
I prezzi comunicati sono:
- JBL Cove M1: 229,99 euro
- JBL Cove P1: 449,99 euro
- JBL Cove X1: 499,99 euro
Il costo di un sistema completo dipenderà naturalmente dal numero di ambienti. Due Cove M1 per una configurazione stereo richiederanno una spesa di 459,98 euro; distribuire lo stesso modello in quattro stanze porterebbe il totale a 919,96 euro, senza considerare un’eventuale soundbar.
La possibilità di partire da un solo speaker e aggiungerne altri nel tempo può rendere l’investimento più graduale. La scelta iniziale ha comunque conseguenze sulla futura espansione, soprattutto per chi intende integrare il sistema con una soundbar o utilizzare Dolby Atmos.
JBL costruisce un ecosistema domestico più ampio
Con Cove, JBL cerca di trasformare la propria presenza nell’audio domestico da una raccolta di prodotti separati a un ecosistema coordinato. Speaker, soundbar, app e servizi di streaming diventano parti di un’unica piattaforma che accompagna l’utente dalla musica all’intrattenimento televisivo.
La strategia può rafforzare la posizione dell’azienda presso chi possiede già una soundbar compatibile e desidera ampliare l’impianto senza installare cavi posteriori. Può inoltre esercitare maggiore pressione sui produttori specializzati nei sistemi multi-room, soprattutto se la configurazione semplificata e l’integrazione con l’home cinema funzioneranno come promesso.
Per il consumatore, il vantaggio principale è la possibilità di costruire un sistema coerente e gestirlo da una sola applicazione. Il limite è una maggiore dipendenza dalla piattaforma JBL per aggiornamenti, compatibilità e sviluppo delle funzioni future. La varietà di standard supportati, da AirPlay 2 a Google Cast, attenua questa dipendenza per lo streaming musicale, mentre l’integrazione home cinema rimane più legata ai prodotti dello stesso marchio.
JBL Cove si presenta quindi come una proposta completa, ma la sua riuscita dipenderà meno dall’elenco delle funzioni e più dalla qualità dell’esperienza quotidiana. Stabilità del Wi-Fi, sincronizzazione tra le stanze, precisione della calibrazione, facilità dell’app e prestazioni audio reali saranno gli aspetti decisivi. Su autonomia del Cove P1, specifiche acustiche dettagliate e disponibilità internazionale di Alexa+ restano inoltre informazioni da chiarire.




