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Parabole, neve e pioggia: le risposte alle vostre domande

Undici domande sui problemi di ricezione con le parabole causati dal maltempo, in inverno come in estate, e le soluzioni per risolverli e vedere bene i canali satellitari anche quando piove o nevica. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

Perché quando piove non vedo bene alcuni canali via satellite?

Segnale satellitare debole

Il vapore acqueo e i cristalli di ghiaccio presenti nelle nuvole così come le gocce di pioggia possono attenuare i segnali satellitari ricevuti con le parabole compromettendo sia il livello che la qualità.

Una radiazione elettromagnetica ad alta frequenza come quella generata dai satelliti (11-12 GHz per la banda Ku) produce oscillazioni nelle molecole che possiedono polarizzazione come l’acqua. Aumentando il moto, l’energia viene convertita in calore e il segnale diventa più debole.

Se il diametro delle parabole non tiene conto di un margine minimo di sicurezza, la perdita del segnale sarà evidente anche in caso di pioggia o neve leggera, quando la copertura nuvolosa è molto spessa oppure c’è molta nebbia.

Con un margine adeguato (20-30 cm in più rispetto al diametro minimo consigliato), la perdita di segnale e lo squadrettamento delle immagini si possono comunque verificare ma solo in casi eccezionali (forti temporali, nubifragi, ecc.).

A volte la perdita di segnale in caso di maltempo si manifesta anche con un margine di sicurezza più che adeguato ma solo perché la parabola non è puntata correttamente verso il satellite.

Vibrazioni o forti colpi di vento che si manifestano durante i temporali possono aver fatto ruotare la parabola sul suo asse (azimut) o modificato l’elevazione. A volte bastano pochi millimetri per ridurre fortemente il guadagno e creare un black-out nella ricezione anche con pioggia leggera.

In questi casi basterà rifare il puntamento dell’antenna con l’aiuto di un misuratore di campo così da ripristinare il suo guadagno ottimale.

Con parabole molto più grandi posso risolvere i problemi di ricezione in caso di maltempo?

Credit: Emme Esse

Sì, perché il diametro della parabola è direttamente correlato al suo guadagno. Più grande è l’antenna, maggiori saranno le probabilità di catturare i segnali più deboli che le parabole compatte da 60-80 cm non sono in grado di ricevere quando vengono filtrati dalle nuvole o riflessi dalle gocce d’acqua (pioggia, nebbia, neve, ecc.).

Una parabola grande permette anche di vedere molti più canali rispetto ad una piccola, indipendentemente dalle condizioni meteo, quando viene puntata verso un satellite che trasmette a bassa potenza oppure quando ci si trova ai margini dell’area di copertura (footprint).

Qual è il diametro ottimale delle parabole per le zone molto piovose o nevose?

Credit: Fracarro

La parabola con il miglior compromesso in termini di prezzo, prestazioni e facilità d’installazione in ambienti “critici” è quella da 100-130 cm come questa oppure questa. Non è troppo grande da trasportare, si installa facilmente su qualsiasi tetto, non pesa molto e non offre una grande resistenza al vento (effetto vela limitato).

Ha un’eccellente guadagno, mantiene una perfetta ricezione dei canali anche in caso di forte maltempo e supporta senza problemi la trasformazione da mono a Dual Feed senza causare sensibili peggioramenti nel livello e nella qualità dei segnali.

Di contro ha una superficie più ampia rispetto ad una parabola da 60-80 cm dove la neve potrebbe accumularsi e aggregarsi impedendo la riflessione del segnale verso l’LNB. Per risolvere questo problema esistono però soluzioni efficaci come le termocoperte (vedi FAQ più sotto).

Anche la lunghezza del cavo coassiale influisce sulla ricezione in caso di maltempo?

Certamente. Tutti i cavi coassiali tendono a perdere segnale al crescere della loro lunghezza.

Alcuni cavi perdono più segnale di altri a causa dell’anima di rame interna molto sottile, della scarsa qualità dei materiali impiegati e dell’assenza di trattamenti sulla guaina esterna che accelerano l’invecchiamento in condizioni critiche (zone molto inquinate, troppo umide o secche, con forti escursioni termiche, ecc.).

I cavi coassiali di tipo “mini” con spessore esterno di 4-5 mm e anima interna di 0,7-1 mm sono consigliati solo nelle tratte brevi (es.: dalla presa SAT a mura al decoder/Tv) ma, purtroppo, vengono talvolta impiegati anche in quelle lunghe (dalla parabola alla presa Tv in casa) quando lo spazio nella canalina è limitato o sovraffollato.

In fase di installazione bisogna tenere conto che la perdita di segnale può arrivare anche a 4,5-5 dB ogni 10 metri e, se eccessiva per una corretta ricezione, cercare di compensarla con una parabola più grande (che guadagna di più) o un LNB più efficiente.

I cavi coassiali “normali” hanno invece uno spessore di 6-8 mm e un’anima interna di 1,2-1,4 mm che limita la perdita del segnale a soli 1,8-2,8 dB ogni 10 metri) e consente di mantenere un livello ottimale anche su lunghe tratte.

Esistono cavi coassiali speciali per le installazioni delle parabole in ambienti critici?

Cavo coassiale mini
Credit: Cavel

Se per “ambienti critici” si intendono quelli in esterno sottoposti a continue piogge (anche acide), nevicate, raggi UV e forti escursioni termiche, non è necessario utilizzare cavi speciali ma cavi di qualità realizzati e/o commercializzati da aziende affidabili come Cavel, Belden, Messi & Paoloni, ITC, Fracarro, Beta Cavi, Emme Esse e poche altre.

È fondamentale che il cavo coassiale sia del tipo “Gas Injected”, cioè con gas inerte (azoto) iniettato nel dielettrico (la spugna che ricopre l’anima di rame interna). L’aggiunta del gas riduce l’attenuazione dei segnali e assicura una maggiore stabilità nel tempo dei parametri elettrici in presenza di condizioni critiche esterne come pioggia, umidità e sbalzi termici.

Ogni volta che piove, per qualche giorno non vedo più i canali satellitari. Come mai?

La perdita del segnale satellitare ricevuto dalle parabole in seguito a piogge o nevicate, anche deboli, è spesso causata da infiltrazioni di acqua o umidità nel connettore F o nell’LNB.

Se l’accesso alle parabole è agevole e senza pericoli (balcone, terrazzo, tetto piatto, ecc.) basta ispezionare i collegamenti tra il cavo coassiale e l’LNB ed eventualmente rifarli per ripristinare il corretto isolamento.

Di norma basta tagliare il cavo coassiale nel punto di ingresso nel connettore F, spelarlo e inserirlo in un nuovo connettore, meglio se a crimpare o a compressione con anello o-ring di tenuta in silicone.

Se si è capaci di intestare solo i connettori F a vite, si può comunque procedere con il lavoro di sostituzione avvolgendo la base del connettore e parte del cavo coassiale (1 cm) con nastro isolante in PVC. Dal momento che la tenuta e l’affidabilità dei connettori F a vite è piuttosto limitata, entro 2-3 mesi suggeriamo di contattare l’antennista di fiducia per la sostituzione con quelli a crimpare o compressione.

Da quando ho aggiunto il secondo LNB (feed) alla mia parabola ho riscontrato un calo del segnale quando piove. Come mai?

Le parabole ovali sono state progettate per un solo slot orbitale in quanto dotate di un solo “punto di fuoco”. Tuttavia possono supportare anche due o tre punti di fuoco aggiuntivi ma con un guadagno inferiore rispetto al fuoco principale.

Questa leggera perdita si può compensare aumentando il diametro della parabola, ovvero passando dai 60-80 cm di un tradizionale sistema Mono Feed agli 80-100 cm o più del Dual Feed.

Anche parabole da 60 cm possono funzionare bene ma è probabile che le attenuazioni del segnale causate dal maltempo, da un puntamento imperfetto o cablaggi molto lunghi possano far peggiorare la ricezione e far comparire gli squadrettamenti sulle immagini televisive

Dal momento che le differenze di costo e ingombro sono minime, per il Dual Feed consigliamo sempre di utilizzare un disco da almeno 80 cm oppure un’antenna ad alte prestazioni come la Penta di Fracarro da 85 cm con 3 punti focali (centro, destro, sinistro) e supporto Dual Feed opzionale dedicato (DPF85).

Ho ispezionato la parabola come mi avete consigliato e ho visto che il tappo bianco dell’LNB è rotto. Posso sostituirlo? Dove lo trovo?

Se il tappo dell’LNB (coperchio del feeder) è crepato o addirittura rotto in uno o più punti, l’umidità, la pioggia e la sporcizia hanno quasi certamente danneggiato i delicati circuiti elettronici dell’LNB.

Considerato che un nuovo LNB universale a singola uscita costa meno di 10 euro, la sostituzione è caldamente consigliata se non addirittura obbligatoria vista la difficoltà di reperire un tappo di ricambio, tra l’altro non semplicemente “applicato” ma saldato per garantire la tenuta stagna dell’LNB.

Consigliamo anche di valutare un eventuale upgrade, ad esempio da LNB con singola uscita a doppia uscita oppure da LNB universale a SCR/dCSS, così da migliorare le prestazioni dell’impianto satellitare, ampliarne le capacità (visione dei canali Sat su due o più Tv di casa) e renderlo compatibile con le nuove tecnologie.

Se l’LNB è bucato e va sostituito, come faccio a trovarne uno con le stesse caratteristiche e uscite?

LNB

Per scoprire la tipologia del vecchio LNB basta entrare nel menu del decoder e guardare la voce “LNB” o “SCR/dCSS” della sezione “Antenna” o “Parabola”.

Se la voce LNB è associata all’opzione “Universale”, molto probabilmente si tratta di un LNB universale con uscita singola o multipla. Se appare invece “UniCable”, “SCR”, “SCR2” oppure “Jess”, allora è certo che si tratti di un LNB SCR o dCSS (SCR2/Jess).

Dal momento che alcuni LNB SCR/dCSS sono dotati di uscite aggiuntive di tipo Universale, la conferma definitiva si ottiene solo ispezionando il vecchio LNB e controllando sia il numero di uscite (e le relative serigrafie se ancora visibili) sia l’etichetta (codice modello, specifiche, ecc.).

Se ciò non fosse possibile, deve verificare quali tipologie di LNB supporta il suo decoder, quante uscite aveva il vecchio LNB, come è strutturato il suo impianto e comunicare tutte queste informazioni a chi le venderà il nuovo LNB.

Esistono parabole specifiche per i luoghi molto freddi e nevosi come le case e i rifugi di montagna?

Credit: Fuba

No. Le parabole e gli LNB non temono le temperature rigide perché sono stati testati per resistere al caldo e al freddo più estremi (da -30°C a +60°C con umidità relativa fino al 100%). I loro nemici nella stagione invernale sono invece il ghiaccio e la neve che, depositandosi sulla superficie concava dell’antenna, possono deviare il segnale impedendo la ricezione.

Anche se le parabole offset sono poco inclinate, le nevicate frequenti, copiose ed accompagnate da forti venti che si manifestano nelle località montane possono favorire l’accumulo della neve anche su superfici quasi verticali.

Se la rimozione manuale della neve o del ghiaccio dalle parabole è impraticabile o sconsigliata per ragioni di sicurezza, consigliamo di acquistare una termocoperta come le Fuba AHZ780G/AHZ850G (vedi foto sopra), la Thermal Technology DE-ICE FCT80 o i vari modelli Rimatek adatti a qualsiasi parabola (da 60 cm a oltre 5 metri) e dotati di elementi riscaldanti alimentati a 220Vca (circa 80 watt di potenza) che mantengono una temperatura costante intorno ai 7°-10° C per far sciogliere istantaneamente neve e ghiaccio.

Quando nevica, la mia parabola rimane “pulita” ma la neve si accumula davanti all’LNB e la ricezione peggiora fino a scomparire. Cosa posso fare?

Credit: Premium-X

I produttori di parabole hanno studiato varie soluzioni per risolvere anche questo problema. Le più semplici ed economiche sono le coperture in plastica flessibile e trasparente da applicare sopra l’LNB così da proteggerlo e impedire l’accumulo di neve davanti al feeder dove si concentra il segnale riflesso dalla parabola.

Si possono acquistare nei negozi di antenne ed anche su Amazon (ad esempio questa, questa oppure questa), costano poche decine di euro e si montano in una manciata di minuti sul braccio di sostegno dell’LNB grazie alle staffe in dotazione.

Sempre su Amazon sono disponibili anche coperture “extralarge” come questa per gli impianti Dual Feed che utilizzano due LNB separati oppure un LNB monoblocco.

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