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Guida alla registrazione dei programmi TV con il PVR

Il PVR è un pacchetto di funzioni presente su molti Tv e decoder, utili per registrare, stoppare e rivedere un programma Tv (ma anche radio) senza bisogno di connessione internet. In questo articolo sveleremo i suoi segreti, impareremo a sfruttarlo al meglio e spiegheremo cosa bisogna acquistare per trasformare il televisore e il decoder in un potente videoregistratore digitale HD e 4K.

Guardare un reality show, un film o una serie Tv in qualsiasi momento e luogo è ormai un’abitudine consolidata grazie ai servizi VOD e OTT come Netflix, Disney+ e RaiPlay. Non tutti i contenuti che vogliamo vedere, però, sono disponibili online e non sempre si ha a disposizione una connessione a internet, fissa o mobile, per riceverli in streaming. In questi casi, meno rari di quanto si possa pensare, il caro vecchio Personal Video Recorder (PVR per semplicità) è ancora la soluzione più semplice, efficace ed anche economica.

Il PVR ha due funzionalità principali: la registrazione dei programmi sintonizzati dal tuner interno (DTT ed eventualmente SAT) e il Timeshift che serve invece a fermare temporaneamente il programma che si sta seguendo, per rispondere ad una telefonata o cenare, e riprenderlo in seguito (in differita) dallo stesso punto senza perdere nemmeno una scena.

Purtroppo, a causa delle leggi sulla copia privata che impongono una tassazione sui dispositivi con funzioni di registrazione, il PVR è ormai disponibile solo su pochi Tv venduti sul mercato italiano mentre è molto più diffuso sui decoder DTT e SAT, anche di fascia economica.

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Registrazione identica all’originale, anche in HD e Ultra HD

Il PVR registra il flusso audio/video digitale così come viene sintonizzato dal decoder o dal Tv e visualizzato sullo schermo televisivo, senza alcuna conversione o elaborazione successiva. Ciò significa che la qualità audio e video è la stessa del programma originale (SD, HD, Full HD e 4K). Oltre all’audio e al video, nella registrazione troviamo anche sottotitoli, teletext, le informazioni sul singolo programma (evento attuale e successivo, età minima suggerita per la visione, ecc.) fino ad arrivare, su alcuni decoder e Tv, anche all’intero transponder (tutti i canali trasmessi su una determinata frequenza con i relativi servizi – info, EPG, txt, sub).

Le registrazioni possono essere salvate in un hard disk interno (spesso estraibile) oppure in un’unità di memoria collegata alla porta USB esterna.

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La prima soluzione è sempre meno utilizzata per ragioni economiche e di spazio (predisposizione vano per hard disk) ma offre importanti vantaggi in termini di velocità di trasferimento dati.

Chiavetta, hard disk o SSD?

La seconda soluzione è quella preferita dai costruttori di decoder e Tv per la sua semplicità, economicità e versatilità: a seconda delle esigenze si può scegliere se acquistare una pennetta (flash disk), un hard disk meccanico oppure un SSD (Solid State Disk), sfruttarli anche per archiviare video, musica e foto (funzione Mediaplayer) e, in caso di bisogno, anche riutilizzarli per altri scopi.

I prezzi delle chiavette, anche quelle da 64 e 128 GB, sono ormai alla portata di tutte le tasche. L’importante è scegliere solo modelli di marche affidabili che assicurano adeguate velocità di scrittura e lettura, ad esempio la Samsung Memory Fit Plus USB 3.1 oppure la SanDisk Ultra Fit USB 3.1.

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Se 128 GB non sono sufficienti per salvare tutte le registrazioni, bisogna valutare un hard disk esterno “meccanico” da 3,5” con memoria da 500 o 1000 GB come il Western Digital Elements Portable.

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È importante però sapere che le porte USB di molti Tv e decoder non forniscono una corrente sufficiente per far funzionare gli hard disk meccanici, soprattutto nel momento dello spunto di rotazione dei piatti magnetici. A volte la colpa è del cavo USB che non riesce a far passare la corrente necessaria, ma il più delle volte il limite è nei circuiti di alimentazione dei Tv e dei decoder, spesso sottodimensionati soprattutto nei modelli più economici.

Per ovviare a questo problema senza però rinunciare a grandi capacità di archiviazione si può acquistare un SSD, ovvero un hard disk che utilizza chip di memoria (Flash NAND – Solid State) al posto dei piatti magnetici.

Gli SSD hanno consumi energetici inferiori (niente piatti, niente motore), velocità di trasferimento dati superiori e tempi di accesso inferiori. Il rovescio della medaglia è il costo, superiore rispetto agli HDD meccanici anche se in continua discesa. Un SSD portatile da 500 GB costa circa 100-120 euro (il doppio rispetto ad un HDD meccanico) ma se si sceglie un modello da installazione interna con interfaccia SATA3 da abbinare ad un adattatore SATA-USB oppure a un case portatile si può scendere fino a 50-60 euro, ovvero solo 20-30 euro in più rispetto ad un HDD di pari capacità.

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Formattiamo la memoria: FAT32, NTFS o EXT?

Prima di poter registrare, l’HDD, l’SSD oppure la chiavetta devono essere formattati con uno dei file system (FAT32, NTFS, EXT, ecc.) compatibili con il Tv o il decoder. L’operazione si effettua con un PC fisso o portatile ma anche direttamente dal menu PVR dell’apparecchio.

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Quasi tutti i PVR supportano il sistema FAT32, alcuni anche l’NTFS e, per i soli Tv/decoder con sistema operativo Linux o Android, l’EXT3/EXT4. Il vantaggio principale dell’NTFS e dell’EXT4 rispetto al FAT32 è il supporto ai file di grandi dimensioni, fino a 16 TB contro i 4 GB del FAT32. Questo permette di salvare la registrazione in un unico file invece che spezzettarla, almeno quando il decoder lo consente, ma soprattutto di utilizzare l’unità di memoria anche per la riproduzione dei file multimediali come i video Full HD e 4K, scaricati da internet o estratti dai dischi Blu-ray, che spesso occupano più di 4-5 GB di memoria.

Registrazioni vietate o limitate con i canali pay-tv

Per combattere la pirateria, alcuni Tv richiedono una chiavetta o un hard disk da almeno 160 GB espressamente dedicati al PVR, ovvero formattati, partizionati e criptati per essere utilizzati solo su quello specifico apparecchio.

Sui decoder certificati (bollini tivùsat o LaTivù/LaTivù 4K) è spesso vietata la registrazione dei canali criptati come quelli di tivùsat o Sky sul DTT, soprattutto quando la decodifica richiede l’utilizzo di un modulo CAM CI+.

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Anche la visione dei programmi registrati è talvolta consentita solamente sull’apparecchio che li ha effettuati così da impedire di condividerli su internet.

Come si imposta il PVR

Le opzioni e le funzionalità del PVR, di norma già impostate di default e variabili a seconda del modello e della tipologia di apparecchio, possono essere modificate per rendere questa funzione ancora più versatile e personalizzata.

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Dal momento che nei manuali d’uso queste voci vengono spesso ignorate oppure descritte solo superficialmente, abbiamo deciso di raccogliere quelle più comuni e spiegarne il significato:

  • Formattazione e scelta della partizione – Esegue l’operazione di formattazione dell’unità di memoria selezionando uno dei file system supportati (es.: FAT32 o NTFS). Permette anche di visualizzare i dati tecnici (spazio libero/occupato/disponibile/ecc.) e la modalità operativa (es.: DVR/REC e/o TS/TMS – Registrazione e/o Timeshift – funzione spiegata più avanti). Alcuni PVR permettono di creare due o più partizioni per le registrazioni simultanee da due o più canali radiotelevisivi;
  • Tempo di registrazione – Imposta la durata predefinita della registrazione manuale (es.: 2 ore a partire dalla pressione del tasto REC), eventualmente modificabile per ogni singola registrazione avviata in tempo reale attraverso il telecomando (+/- ore/minuti);
  • Formato di registrazione – Alcuni PVR permettono di scegliere il formato di registrazione tra PS (Program Stream – solo video e audio singolo/multiplo del programma), TS (Transport Stream – video, audio ed altri servizi come teletext, sottotitoli, EPG, ecc.) e TP (Transponder – tutti i canali e i servizi trasmessi sulla frequenza del canale selezionato);
  • Dimensione massima del file – Imposta la lunghezza massima del file che conterrà ogni singola registrazione. Oltre quel limite (es.: 1, 2, 3 o 4 GB), la registrazione creerà un secondo file, poi un terzo e così via. In fase di editing si potranno tuttavia unire le singole parti della registrazione (con un software per PC) così da creare un unico file;
  • Modalità Timeshift – Imposta la modalità di funzionamento del Timeshift tra manuale (avvio con tasto dedicato del telecomando – es.: Pause o TS) e automatica (registrazione sempre attiva in sottofondo che si resetta ogni volta che si cambia canale e che permette il replay istantaneo di una scena appena trascorsa);
  • Durata massima del Timeshift – Imposta la durata massima predefinita oltre la quale il Timeshift si interrompe automaticamente (es.: 30 minuti, 1 ora o 2 ore). La voce “automatico” non prevede alcun limite di tempo e permette di utilizzare il Timeshift fino ad esaurimento dello spazio dedicato (vedi voce seguente) o disponibile su HDD/chiavetta. In alcuni decoder il TS ha una durata prefissata (es.: 30 minuti) e non modificabile;
  • Spazio riservato al Timeshift – Indica lo spazio sull’unità di memoria dedicato in esclusiva al Timeshift e non utilizzabile per le registrazioni;
  • Salvataggio/Registrazione Timeshift – Permette di salvare tutto ciò che il Timeshift registra dopo la messa in pausa del programma e di rivederlo in un secondo momento come se si trattasse di una normale registrazione. Se l’opzione è disattivata, l’interruzione del Timeshift comporta la cancellazione di ciò che è stato registrato temporaneamente;
  • Registrazione criptata/in chiaro – Permette di scegliere se la registrazione deve avvenire prima o dopo la decodifica da parte del modulo di decodifica (es.: CAS o CAM Common Interface). Le registrazioni effettuate prima della decodifica risultano criptate e sono visibili solo con CAS, CAM e smartcard. Se effettuate dopo la decodifica sono invece in chiaro così da permetterne la libera visione;
  • Anticipo/posticipo registrazione – Avvia e/o termina la registrazione alcuni minuti prima o dopo l’orario impostato nel timer per sopperire ad eventuali anticipi o ritardi della messa in onda del programma;
  • Stato dopo Registrazione – Stabilisce il comportamento dell’apparecchio al termine della registrazione (rimanere acceso, andare automaticamente in standby, ecc.);
  • Slot di Registrazione – Indica quale partizione di memoria viene utilizzata di default per salvare le registrazioni (es.: UDA1, UDA2, primaria, secondaria, ecc.);
  • Step/Scatto/Jump/Intervallo – Definisce l’intervallo di avanzamento automatico quando si guarda una registrazione e si preme l’apposito tasto del telecomando (es.: 10”, 30”, ecc.);
  • Velocità USB – Analisi della velocità di lettura e scrittura dell’unità di memoria e delle sue performance (es.: solo Timeshift, TS e REC singola, TS e REC HD, ecc.). I risultati di questo test non sono sempre affidabili;
  • Rimozione sicura USB – Permette di rimuovere fisicamente la chiavetta o l’HDD senza il rischio di danneggiare i circuiti elettronici e le registrazioni salvate.

Registrazione istantanea o programmata

Il PVR supporta sia la registrazione manuale (cioè istantanea) sia quella programmata (differita). Nel primo caso basta sintonizzare il canale desiderato, premere il tasto di registrazione sul telecomando e impostare o variare la durata predefinita (es.: 2 ore o fino al termine del programma).

Per registrare un evento prossimamente in onda bisogna invece programmare il timer, manualmente dal menu OSD (ora di inizio/fine, numero/nome canale, periodicità – tutti i giorni, una volta a settimana, ecc.) oppure direttamente dalla guida EPG.

In questo caso, tutte le voci della scheda Timer saranno compilate automaticamente in base alle informazioni riportate nella guida e la prenotazione risulterà più semplice e veloce.

Pausa spuntino? Prova il Timeshift

Il Timeshift (TS) sfrutta un meccanismo simile a quello della registrazione, si abilita e si configura da menu come abbiamo appena visto e si attiva premendo i tasti PAUSE (II) oppure TS del telecomando.

Una volta “congelato” il programma, il TS avvia automaticamente (e silenziosamente) la sua registrazione. Terminato lo spuntino o la telefonata, basta premere una seconda volta lo stesso tasto (oppure PLAY) per rivedere quanto registrato fino a quel momento a partire dal punto di pausa, ovvero in differita, mentre il decoder continua a registrare indisturbato il programma “live”. Il Timeshift può essere attivato più volte nel corso dello stesso programma e, in molti casi, si può anche rivedere una scena appena trascorsa (come ad esempio la scena di un film oppure un gol), avanzare per saltare la pubblicità e ritornare al punto “live” con i tasti REW e FWD. Il replay e lo spostamento rapido o lento (moviola) funzionano talvolta anche durante la registrazione così da permettere di rivederla dall’inizio anche se non è ancora terminata.

Il Timeshift in modalità automatica (cioè sempre attivo) non blocca la visione fino al momento in cui non si preme PAUSE/II/TS. Tuttavia consente di registrare silenziosamente il programma in onda così da permettere il replay di una scena in qualunque momento. Quando si cambia canale, la registrazione si interrompe, viene cancellata e ne viene avviata una nuova sul canale appena selezionato per predisporre il decoder ad una nuova pausa intelligente o replay istantaneo.

Come vedere e esportare le registrazioni

Per la visione delle registrazioni esiste un apposito sottomenu, spesso accessibile da un tasto dedicato del telecomando (es.: PVR). La schermata mostra anche diverse informazioni aggiuntive come data e orario di inizio/fine della registrazione, spazio occupato, titolo programma, ecc.

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Di solito si può cambiare il nome dei file (ad esempio da “Rai1_22072021_2130” a “SerieDoc”), cancellarlo e proteggerlo con un PIN (lo stesso del Parental Control) per impedirne la visione ai bambini.

Per esportare la registrazione su PC basta spostare la chiavetta e individuare al suo interno il file con estensione .ts, .mpg, .tsv, ecc. Una volta copiato, si può guardare sul PC, editare per togliere la pubblicità oppure convertire in un altro formato (es.: .mp4, .mkv) utilizzando un software idoneo come Format Factory.

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Alcuni decoder creano file di registrazione con estensioni differenti (come .mts o .trp) che richiedono software specifici per la visione esterna, l’editing e la conversione.

Sky Q: PVR ad alte prestazioni

I decoder Sky Q Platinum, Sky Q Black e Sky Q Fibra sono dotati di un PVR ad alte prestazioni con 1 TB di spazio a disposizione sull’hard disk integrato.

Il PVR non si limita a registrare i programmi trasmessi via satellite, terrestre e fibra ma permette anche di vedere dall’inizio un programma già in onda, archiviare i contenuti del catalogo Sky On Demand, interrompere e riprendere un programma in caso di bisogno (Timeshift). Gli Sky Q permettono di registrare più canali e contenuti in contemporanea, da vedere sul Tv principale, sui box secondari (Sky Q Mini), sui device mobili e PC. Per ragioni di sicurezza, le registrazioni non possono essere esportate, editate o convertite in altri formati. Si tratta però di una limitazione trascurabile dal momento che la app Sky Go per Sky Q permette di scaricarle su PC, smartphone e tablet per riprodurle in qualsiasi momento e luogo.

 

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