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Le migliori quattro app per tracciare escursioni

Komoot, Strava, MyMapFitness e Runtastic: quattro interessanti app per tracciare escursioni o qualsiasi attività all’aria aperta. 

Compagno fedele di avventure o anche solo semplici passeggiate all’aria aperta, un sistema GPS con la relativa registrazione di un’attività fisica è ormai diventato la regola. Per chi non vuole affrontare la spesa di un dispositivo dedicato, è sufficiente appoggiarsi a un’app per tracciare escursioni sullo smartphone.

VITA DIGITALE

La vita quotidiana in digitale è popolata da tanti piccoli, grandi strumenti, fisici e virtuali. Li passiamo in rassegna analizzandoli per l’utilizzo che se ne fa abitualmente. Una guida alla scelta agli strumenti di base, più diffusi o più interessanti, che aggiorneremo periodicamente

Negli ultimi anni la scelta si è rapidamente allargata. Dalla semplice registrazione alla navigazione, dalla specializzazione alle funzioni di analisi e l’inevitabile condivisione, sono diverse le ragioni per le quali utilizzare regolarmente un’app per tracciare escursioni. Per chi non ha esigenze di analisi sofisticate, anche con le versioni gratuite.

Komoot

La grande popolarità è legata soprattutto all’utilizzo della corsa e della bicicletta nei vari scenari, dalla strada alla MTB, ma anche in città. Subito dopo, il desiderio di tenere traccia delle proprie imprese e poterle mostrare agli amici ha preso piede in ogni forma di pratica sportiva.

Una situazione nella quale si riflette la crescita di consensi nei confronti di Komoot, al momento, l’app per tracciare escursioni tra le più versatili e apprezzate.

Tutto inizia ancora prima delle partenza. L’dea Komoot è infatti supportare nella ricerca e messa a punto dell’itinerario. Sia proponendo tracciati predefiniti, sia aiutando a stenderne uno partendo da zero, indicando tutte le caratteristiche del percorso utili a calcolare tipologia, difficoltà e tempo effettivo di percorrenza.

L’operazione può essere eseguita più comodamente sul desktop e successivamente sincronizzata con il dispositivo portatile. A questo punto, si potrà contare su indicazioni precise a prova di errore di rotta, grazie anche alle mappe offline.

Tutto quanto, naturalmente registrato, conservato in una sorta di diario con tanto di foto e commenti e all’occorrenza condiviso.

Tra i punti più apprezzati, l’interfaccia intuitiva nella messa a punto dei singoli passaggi, la precisione nelle indicazioni e la versatilità dei percorsi proposti. Per una serie di attività estesa come in pochi altri casi.

La versione gratuita ha un raggio d’azione piuttosto limitato, provinciale o poco più. Per andare oltre, si può scegliere tra pacchetti per area da pagare una volta sola, 3,99 euro per la regione, fino a 29,99 euro per la libertà d’azione totale, oppure abbonamenti periodici da 4,99 euro al mese o 59,99 euro all’anno. In cambio si ottengono anche indicazioni di marcia vocali, pianificazione di escursioni  su più giorni, informazioni meteo e condivisione istantanea della posizione.

Strava

Tra i protagonisti della svolta verso le app per tracciare escursioni buona parte del merito va riconosciuta a Strava. Dedicata inizialmente soprattutto a ciclisti e runner, anche in questo caso l’adozione si è rapidamente allargata a una lista sempre più lunga di discipline. In pratica, qualsiasi registrazione GPS può essere aggiunta al propri diario, corredata di immagini, commentata e condivisa. Questa facilità d’uso ne ha favorito la rapida crescita di consensi, in parte grazie anche a un’attenta politica di tutela dei dati personali.

Il vero salto di qualità è però legato al concetto di segmento. Tratti di percorso di lunghezza variabile, da poche centinaia di metri a chilometri, definibili anche a piacere, dei quali registrare i tempi parziali. Al tempo stesso un modo per analizzare la propria prestazione, confrontarsi con sé stessi ma soprattutto con gli altri appassionati, in una varietà di classifiche.

Strava resta inoltre uno strumento valido anche a tracciare percorsi da sincronizzare sul dispositivo portatile. La stessa praticità si ottiene nella direzione opposta. Al termine della registrazione, è possibile aggiornare il propri diario praticamente all’istante collegando ciclocomputer, smartwatch e simili allo smartphone via Bluetooth.

Dopo una fase iniziale nella quale l’app era gratuita per la maggior parte delle funzioni, il raggio d’azione della la versione di base è stato ristretto in misura importante alle funzioni di registrazione e condivisione.

Analisi e classifiche dettagliate, oltre a diverse altre funzioni per la ricerca e stesura di itinerari restano accessibili solamente nella versione premium da 59,99 euro all’anno.

MyMapFitness

Un altro filone di sviluppo importante delle app per tracciare escursioni è quello legato alla corsa. In una fase iniziale dove si puntava più sulla specializzazione, running e ciclismo hanno trainato il settore. Ora, in una visione più interdisciplinare, anche le prime si sono adattate. Aspetto interessante, sollevando l’interesse dei principali produttori di materiali, nelle mani dei quali sono finite le app più diffuse, a partire da Endomondo, entrata nell’orbita Under Armour e ribattezzata MyMapFitness.

Anche in questo caso l’obiettivo è chiaro e sottolineato direttamente nell’invito “traccia qualsiasi cosa”. Non importa quale sia l’attività svolta, l’importante è muoversi e registrare.

I dati raccolti vengono come sempre analizzati, condivisi e utilizzati anche per proporre piani di allenamento. In più in sintonia con uno dei modelli di scarpe Under Armour, contando anche sui dati particolari della corsa, come lunghezza della falcata e frequenza.

Puntando anche sul potere di una community legata a un marchio, si cerca uno stimolo in più a condivisione e confronto. Possibilmente, orientando in proprio favore anche le scelte dell’attrezzatura.

La versione gratuita è limitata alla registrazione e archiviazione delle prestazioni e poco più. Dalle analisi dettagliate in su, fino alla totale rimozione di pubblicità, bisogna passare a un abbonamento annuale di 29,99 euro. Da considerare, anche una certa carenza di località  italiane nell’archivio dei percorsi predefiniti, dove si trovano solo Milano e Roma.

Runtastic, la corsa secondo Adidas

Tra i precursori delle app per tracciare escursioni si trova Runtastic. Anche in questo caso, la rapida crescita di consensi ha attirato le attenzioni di un grande marchio del settore. Nel caso specifico si parla di Adidas.

La procedura resta sostanzialmente allineata, e non potrebbe essere diversamente considerata la buona platea di base. L’unico appunto che si può fare a questa categoria è infatti quello di una interoperabilità praticamente nulla. Il giorno che infatti si volesse cambiare app, anche solo perché una non viene più sviluppata, è impossibile recuperare lo storico dati e portarlo in un nuovo archivio. Neppure a pagamento.

Anche se nel tempo Runtastic si è allineata alla polivalenza, restano alcuni tratti specifici per la corsa. Per esempio è possibile ottenere allenamenti personalizzati anche sulla base dei particolari gruppi muscolari sui quali si desidera lavorare.

Opzione particolarmente apprezzata dagli utenti, al punto da attirare l’attenzione soprattutto da chi intende lavorare sulla muscolatura, oltre naturalmente che dai runner.

Il modello d’uso non cambia. Alla versione di base limitata a registrazioni e poco più si affiancano modalità di abbonamento. La particolarità è nella possibilità di sottoscrivere un canone minimo di 0,97 euro alla settimana per la durata di un anno, di 1,40 euro alla settimana per sei mesi o di 1,55 euro la settimana per tre mesi.

 

 

 

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