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Antenne, centralini e prese Tv: come prepararsi allo switch-off del digitale terrestre

Dodici domande su antenne, centralini, partitori e prese Tv per prepararsi ad affrontare al meglio lo switch-off: quando vanno sostituiti, quali scegliere e cosa controllare per avere un impianto di ricezione efficiente al 100%. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

L’antenna sul tetto ha almeno 15 anni: devo cambiarla?

Molto probabilmente , non solo per una questione di efficienza e compatibilità con i nuovi standard del DTT (DVB-T2, HEVC, ecc.) ma anche di sicurezza.

Se l’ispezione visiva rileva che gli elementi sono corrosi o arrugginiti, le plastiche cotte dal sole e il modulo di connessione (Balun) malandato, è meglio sostituirla con una di nuova generazione, di tipo 4G Ready (banda UHF 21-60) o direttamente 5G Ready (banda UHF 21-48).

Ricordiamo che le regioni e le province italiane in Area 3, 4 e 1b (Veneto, provincia di Mantova, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna – tranne la provincia di Piacenza, Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata, Abruzzo, Molise, Marche, Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Campania) spegneranno le frequenze UHF da 49 a 60 solo a partire dal 9 febbraio e il processo durerà fino al 30 giugno.

Se abitate in una di queste zone oppure nell’Area 2 dove lo spostamento si concluderà entro il 9 marzo (es.: Lombardia), sostituendo ora la vecchia antenna con una 5G Ready potreste perdere i canali che si trovano ancora nel blocco 49-60 perché in attesa di spostamento.

È vero che le antenne DTT di nuova generazione sono migliori rispetto a quelle di 10-15 anni fa?

Credit: Fracarro

Assolutamente sì. Le nuove antenne 5G Ready (ma anche le 4G Ready progettate negli ultimi 2-3 anni) sono molto più tecnologiche, affidabili e resistenti perché la ricerca e lo sviluppo di nuovi componenti e materiali hanno compiuto passi da gigante.

Le prese F hanno rimpiazzato i morsetti a vite assicurando una migliore impermeabilità a umidità e pioggia mentre riflettori e dipoli sono stati totalmente riprogettati per migliorare l’efficienza, il guadagno e minimizzare le interferenze.

I filtri LTE/5G di tipo SAW permettono di discriminare le frequenze con maggior precisione intervenendo solo dove serve (segnali 4G/5G) e non sui canali televisivi mentre il Controllo Automatico del Guadagno (AGC) consente di regolare in modo intelligente e automatico le fluttuazioni di segnale, stabilizzandolo anche in presenza di forti oscillazioni che si manifestano in alcune zone geografiche (ad esempio vicino al mare) e nelle diverse stagioni dell’anno.

Pochi anni fa ho fatto installare una nuova antenna “4G Ready”: devo cambiarla anch’io?

Credit: Emme Esse

Probabilmente no. Se è ancora in buone condizioni e la ricezione fino a questo momento è stata impeccabile (no squadrettamenti nemmeno in condizioni meteo avverse), può svolgere il suo compito ancora per tanti anni anche con il passaggio dal DVB-T MPEG-4 al DVB-T2 HEVC.

Qualora a luglio, con l’accensione dei primi ripetitori 5G in banda N28 (694-790 MHz), dovesse riscontrare interferenze sugli ultimi canali della nuova banda UHF (46, 47 e 48), basterà installare un filtro 5G sul cavo coassiale o sostituire il centralino Tv con un modello 5G Ready.

Devo cambiare il centralino Tv per il nuovo digitale terrestre?

Credit: AEV

Sì e no. Se il centralino Tv è stato installato (o sostituito) prima del passaggio dall’analogico al digitale (2008-2012), è molto probabile che sia ormai arrivato il momento di rottamarlo anche se funzionante.

Essendo acceso 24 ore su 24, soggetto a intemperie (se esterno e fissato al palo dell’antenna), scariche elettriche e sbalzi di corrente, i suoi circuiti potrebbero averne risentito e non garantire più le prestazioni originarie.

Se, invece, il centralino Tv è già di tipo 4G Ready perché sostituito o installato ex-novo meno di 10 anni fa (subito dopo lo spegnimento della banda UHF 800 MHz), basta ispezionare i collegamenti (cavi coassiali e connettori), misurare i segnali in ingresso e uscita per verificare che sia ancora efficiente e, solo se necessario, procedere con una nuova taratura servendosi di un misuratore di campo.

Solo dopo l’accensione di primi ponti 5G (luglio 2022) potrà valutare se aggiungere o meno un filtro 5G oppure sostituire il centralino Tv con un nuovo modello 5G Ready dotato delle più recenti tecnologie (AGC, filtri SAW, ecc.).

Anche nei condomini bisognerà cambiare antenne e centralini?

Sì e no. Per antenne e centralini di miscelazione/amplificazione di tipo tradizionale (larga banda) valgono le indicazioni riportate sopra.

Per gli impianti condominiali “canalizzati”, cioè configurati per ricevere solo determinate frequenze e non tutte quelle in banda VHF-UHF grazie ad una serie di “filtri”, sarà necessario richiedere l’intervento dell’antennista per una ritaratura o sostituzione.

Non sono da escludere interventi ancora più radicali a seconda del luogo, del puntamento e delle condizioni delle antenne, che potrebbero comportare anche un parziale o sostanziale rifacimento dell’impianto.

In questi casi, è bene valutare soluzioni più moderne e flessibili come le centrali programmabili affidando il lavoro ad un elettricista professionista.

Le vecchie prese a muro, i partitori e i cavi vanno sostituiti?

Non necessariamente, visto che le frequenze del nuovo digitale terrestre non cambiano (anzi si riducono) rispetto a quelle dell’attuale DTT.

Se le prese a muro sono in buone condizioni, con i contatti non ossidati, piegati o rotti, non sarà necessario cambiarle ma solo verificare il collegamento con il cavo coassiale sul retro (presa F o morsetto a vite) per scongiurare corto-circuiti o allentamenti che potrebbero pregiudicare la corretta ricezione dei canali.

Stessa sorte toccherà a partitori, derivatori e cavi ma solo se, su una o più prese/uscite, lo strumento di misura (misuratore di campo) rileva una forte riduzione del livello e della qualità dei segnali, tutti sintomi di collegamenti allentati, pieghe eccessive o schiacciature del cavo coassiale.

Meglio antenne passive oppure attive? Che differenza c’è?

L’antenna passiva cattura i segnali con un livello medio-basso e li invia ad un centralino di amplificazione (a palo, sottotetto o in casa) per portarli ad un livello medio-alto richiesto dal sintonizzatore DVB-T/T2 del televisore o del decoder.

L’antenna attiva provvede già ad amplificare i segnali ricevuti e li invia direttamente al Tv/decoder (o partitore/derivatore per più prese Tv) senza bisogno di ulteriori trattamenti. Per svolgere anche questo compito deve essere alimentata attraverso il cavo coassiale utilizzando un iniettore di tensione coassiale con alimentatore AC/DC come questo.

L’antenna attiva rappresenta una soluzione pratica, semplice ed efficace quando tutti i segnali DTT operano in banda UHF (no VHF) e provengono dalla stessa direzione. Se, invece, l’impianto richiede due o più antenne (es: una per la banda VHF e due per la UHF) puntate su direzioni differenti, è consigliabile utilizzare antenne passive miscelate e amplificate da un centralino Tv.

Anche le antenne da interno vanno cambiate?

In teoria no. Solo se la vostra antenna da interno è ancora di vecchia generazione, con stilo telescopici orientabili (baffi) e griglie metalliche, potreste ottenere molti benefici sostituendola con un modello di nuova generazione.

Le moderne antenne da interno, piatte o di altre forme, si possono appendere al muro come un quadro, appoggiare sul mobile del televisore o incollare alla finestra minimizzando l’impatto estetico.

Le piste conduttive ad ampio angolo di ricezione abbinate a circuiti ad alto guadagno e basso rumore permettono di ricevere anche i segnali DTT più deboli e lontani, riducendo le interferenze causate dalle persone che camminano nella stanza.

Queste antenne sono dotate di filtri 4G/5G per evitare i disturbi generati dai telefoni cellulari, supportano anche le bande VHF/DAB+ e sono spesso dotate di regolazioni di guadagno manuali o automatici (intelligenti – AGC). Per ulteriori informazioni sulle antenne da interno di nuova generazione vi rimandiamo a questo articolo.

Quando si cambia l’antenna va sostituito anche l’amplificatore da palo?

Credit: Fracarro

Considerato che un centralino da palo ha un costo abbastanza contenuto, per un lavoro a regola d’arte capace di soddisfare i requisiti ottimali di ricezione e garantire il supporto alle nuove tecnologie è meglio procedere alla sostituzione simultanea di antenna e centralino Tv.

Con il mantenimento del vecchio centralino si potrebbero perdere alcuni dei vantaggi ottenibili con la nuova antenna come, ad esempio, un segnale a basso rumore o il filtraggio dei segnali interferenti in banda 5G.

Se la vecchia antenna passiva viene sostituita da una nuova di tipo “attivo”, il centralino Tv da palo non è più necessario come spiegato nella FAQ sopra.

Non ho l’antenna sul tetto ma vorrei metterla. Posso usare lo stesso cavo della parabola?

Si. I segnali satellitari e quelli terrestri occupano bande differenti (950-2150 MHz per le prime, 5-860 MHz per le seconde) e possono quindi convivere sul cavo coassiale della parabola senza disturbarsi a vicenda.

Basta acquistare una coppia di miscelatori/demiscelatori TV/SAT (chiamati MIX/DEMIX o Diplexer) in qualsiasi negozio di antenne e elettronica (anche eBay e Amazon). Prima di installarli, suggeriamo di controllare attentamente le indicazioni riportate sui connettori F, ovvero MIX/DEMIX, I/O, IN/OUT, TV/TERR (5-860 MHz) e SAT (950-2150 MHZ).

Il primo modulo con funzione di miscelatore va posizionato sul tetto o in soffitta e collegato all’LNB della parabola (presa SAT), al centralino Tv (TV/TERR) e al cavo coassiale SAT che scende in casa (MIX/DEMIX).

L’altro modulo con funzione di demiscelatore va invece collegato al cavo coassiale SAT che scende in casa (MIX/DEMIX) e a quelli che trasportano i segnali SAT e DTT (separati) verso Tv, decoder, partitori, derivatori, ecc.

L’operazione di demiscelazione può essere affidata anche ad una presa antenna a muro, da incasso o esterna, con uscite separate TV (presa IEC) e SAT (presa F) perché già dotata internamente dei circuiti di separazione delle due bande.

Ha senso cambiare antenna e centralino quando i canali si possono vedere anche in streaming su internet?

Assolutamente sì. Molti canali italiani, soprattutto quelli regionali e locali, non sono visibili su internet e quei pochi che trasmettono in streaming adottano bitrate molto bassi che si traducono in immagini di bassa qualità.

Anche i canali nazionali visibili in streaming hanno spesso una qualità video inferiore rispetto al DTT e sono più scomodi da sintonizzare rispetto allo zapping da Tv o decoder con telecomando (prendi lo smartphone o il box Android Tv, lancia la app, scegli il canale, ecc.).

Come controllare l’impianto terrestre per renderlo più efficiente in attesa dello switch-off?

Ispezionare con attenzione tutti gli elementi di un impianto di ricezione e misurare i segnali nei punti chiave del sistema sono operazioni fondamentali per stabilire se l’impianto è ancora efficiente o servono interventi più o meno radicali.

Si parte innanzitutto dall’antenna sul tetto con l’osservazione dei vari elementi (dipolo, riflettori, balun, morsetti, ecc.), del cavo coassiale (per escludere eventuali spelature o schiacciature) e dei collegamenti (spina F o morsetto).

Poi si passa ai cablaggi del centralino e dei componenti di distribuzione dei segnali nell’appartamento come partitori, derivatori e prese Tv.

Terminata l’ispezione visiva e riparati eventuali danneggiamenti (rifacimento intestazione connettori, sostituzione cavo coassiale, ecc.), si passa all’analisi strumentale dei segnali (uscita antenna, ingresso e uscita centralino Tv, ingresso e uscite partitori/derivatori, ingresso e uscita presa Tv) utilizzando un qualsiasi misuratore di campo, anche di livello hobbistico.

Ricordiamo che il livello del segnale di ogni singolo mux all’uscita delle prese Tv deve essere compreso tra 52 e 77 dBµV, il rapporto segnale/rumore di almeno 22-26 dB, il MER superiore a 18 dB, il BER/CBER inferiore a 2E-04 e il VBER superiore a 1E-07.

Se non conoscete il significato di questi termini potete accontentarvi di misurare il livello e la qualità del segnale, spesso tramite le barre colorate, oppure rivolgervi ad un antennista professionista sia per le misure che per l’ispezione visiva.

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