Home Smart Q&A Cavi coassiali e prese: 10 risposte alle vostre domande

Cavi coassiali e prese: 10 risposte alle vostre domande

Dieci domande sui cavi coassiali e le prese antenna SAT e DTT: come sceglierli, collegarli e cablare l’appartamento con poca spesa e senza l’intervento di un professionista. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

Il cavo coassiale per la Tv Sat va bene anche per il digitale terrestre?

Sì. Ormai da parecchi anni, i cavi coassiali sono progettati e costruiti con materiali e tecnologie avanzate che supportano un intervallo di frequenze molto ampio (da 5 a 3000 MHz) che comprende sia la banda terrestre che quella satellitare.

Tuttavia non esiste un solo cavo coassiale per tutti gli impieghi ma tante soluzioni ad hoc a seconda della lunghezza del cablaggio, del posizionamento (in canaline, interrato, ecc.), delle condizioni ambientali, ecc.

Prima di progettare e realizzare un impianto SAT e/o DTT è bene informarsi sui siti internet delle aziende produttrici (Cavel, Belden, Messi & Paoloni, ITC, Fracarro, Beta Cavi, ecc.) e presso il proprio rivenditore di fiducia.

C’è differenza tra un cavo coassiale sottile e uno spesso?

Credit: Cavel

I cavi coassiali mini (spessore 4-5 mm) sono leggeri, flessibili e adatti per brevi tratte, ad esempio dalla presa a muro DTT o Sat al Tv/decoder. Questo perché il cavo di rame interno è sottile e tende a perdere facilmente il segnale se troppo lungo.

I cavi coassiali normali (spessore 6-8 mm) sono più pesanti, rigidi e l’anima interna più spessa (circa 1-1,2 mm) permette di trasportare i segnali per decine e decine di metri senza troppe attenuazioni, ad esempio dall’antenna terrestre e dalla parabola sul tetto alle prese SAT-DTT di casa.

L’attenuazione dei segnali cresce anche all’aumentare della frequenza dei segnali: quelli SAT operano tra i 950 e i 2150 MHz mentre quelli DTT tra i 170 e i 700-800 MHz. Questo significa che un segnale DTT tollera meglio i cavi coassiali “mini” rispetto al SAT.

Posso usare le canaline murate già esistenti per portare un nuovo cavo coassiale DTT o SAT in un’altra stanza?

Dipende dal tipo di cavo coassiale e dalla canalina utilizzata.

Se la canalina ospita già uno o più cavi di corrente (es.: prese, luce, ecc.) è necessario utilizzare cavi coassiali ad elevato isolamento contrassegnati dalla sigla C4 – Uo=400 V secondo la Norma CEI UNEL 36762 di riferimento.

Per maggiori informazioni consigliamo di leggere questa pagina del supporto tecnico Cavel. Considerato l’elevato rischio di scariche elettriche e potenziali incendi causati dai corto-circuiti, per questo tipo di lavori vi sconsigliamo il fai-da-te e suggeriamo di rivolgervi ad un antennista professionista.

Se la canalina è invece già utilizzata da cavi telefonici, allarme, ecc. (bassa tensione), va bene qualsiasi cavo coassiale in quanto già dotato di un isolamento sufficiente.

Posso costruirmi un cavo antenna per la Tv o il decoder della lunghezza necessaria oppure è meglio acquistarlo già pronto?

Se le lunghezze standard dei cavi in commercio (es.: 50, 100, 150 cm) non sono adatte per un lavoro a regola d’arte dal punto di vista estetico oppure pratico, è possibile autocostruirseli in pochi minuti.

Suggeriamo di valutare le diverse tipologie di connettore a seconda della posizione della presa a muro, del televisore, della presenza di un eventuale mobile a copertura della presa, ecc. Se, ad esempio, la presa a muro è nascosta dietro a un mobile ed il Tv è appeso a parete, con una coppia di spinotti ad angolo (90°) si riducono gli ingombri e si ottiene un risultato estetico ottimale.

Cosa bisogna procurarsi per costruire un cavo DTT/SAT?

Per l’autocostruzione del cavo antenna, sia DTT che SAT, bisogna procurarsi un cavo coassiale (meglio il “mini” perché più flessibile) della lunghezza desiderata e due connettori (maschio o femmina per il DTT, F per il SAT).

Per quanto riguarda i connettori, si può scegliere tra due soluzioni. La prima impiega i classici spinotti antenna volanti di tipo IEC (solo per DTT), la seconda i connettori F a vite o crimpare. I connettori F possono andare bene anche per il collegamento alla IEC della presa a muro, del Tv e del decoder DVB-T/T2. Inoltre serve una forbice da elettricista, un cacciavite e una pinza.

Che differenza c’è tra il connettore F a vite e quello da crimpare?

Il connettore F a vite (foto a sinistra) è la soluzione più semplice e veloce per intestare un cavo coassiale, sia per i segnali satellitari che per quelli terrestri. Richiede solo una forbice da elettricista e si avvita al cavo coassiale dopo averlo spelato e preparato. Però non è impermeabile e nemmeno resistente agli strappi ed alla torsione del cavo. Si utilizza principalmente per i collegamenti interni (es.: dalla presa a muro al decoder).

Il connettore F a crimpare (foto a destra) offre una maggiore resistenza meccanica ed il migliore risultato estetico, oltre ad una perfetta conducibilità elettrica e impermeabilità, fondamentali per le installazioni in esterno (es.: collegamento LNB, antenna DTT, ecc.). L’intestazione al cavo richiede una certa pratica e utensili speciali.

Oltre alla solita forbice da elettricista ed ai connettori F a crimpare, adatti alla sezione del cavo e con gli eventuali anelli di tenuta (o-ring) per le installazioni in esterni, bisogna procurarsi uno spelacavo coassiale adatto alla sezione del cavo come il Cavel CS00 e una pinza crimpatrice per connettori F come le Cavel CRT03BL e CRT04BL.

È difficile preparare i cavi coassiali per il connettore F a vite e intestarlo?

No, ma richiede più tempo e attenzione rispetto ai connettori F a crimpare e compressione perché non esiste uno spelacavo automatico adatto e bisogna procedere manualmente.

Innanzitutto si deve spelare il cavo separando la calza ed il foglio di alluminio di schermatura dal dielettrico (cilindro di spugna bianca), poi rimuovere circa 5 mm del dielettrico dal filo di rame del polo centrale e avvolgere la calza ed il foglio di alluminio sulla guaina del cavo coassiale.

A questo punto si avvita il connettore F sul cavo fino a nascondere, parzialmente o totalmente, la calza al suo interno (lato zigrinato) e fino a quando il dielettrico non compare all’interno della ghiera filettata.

Per completare l’operazione si deve tagliare il cavo di rame che fuoriesce dal punto più esterno della ghiera filettata.

È difficile intestare i cavi coassiali al connettore IEC?

No. Nel connettore IEC, quello usato per i segnali DTT, il cavo coassiale viene bloccato da un morsetto a vite o polo da saldare (anima centrale) e da un guscio metallico o staffa pieghevole (calza).

Per preparare il cavo bisogna rimuovere alcuni millimetri di guaina (la misura esatta dipende dalla versione utilizzata), avvolgere la calza su quest’ultima e rimuovere 2-3 mm di dielettrico, cioè la spugna bianca che ricopre il cavo di rame centrale. Prima di effettuare i collegamenti è importante ricordarsi di far passare il cavo nel cappuccio del connettore.

Posso usare i connettori F anche per il DTT?

Certamente sì, con tutta una serie di vantaggi (sicurezza, affidabilità, resistenza allo strappo, ecc.). È anche possibile costruire un cavo con prese e spinotti IEC utilizzando i connettori F e gli adattatori F-IEC.

Si tratta di intestare il cavo coassiale con due connettori F aggiungendo poi una coppia di adattatori (pronti all’uso) per trasformare lo spinotto F in una presa/spina IEC.

Esistono adattatori F-IEC dritti oppure a pipa (90°) per occupare poco spazio dietro ai mobili o nelle zone di passaggio, sia maschio che femmina.

Per intestare il cavo coassiale con i connettori F, la soluzione migliore è quella a crimpare o compressione. Nel caso dei connettori F a vite, i vantaggi sono limitati e consigliamo quindi di utilizzare direttamente gli spinotti e le prese IEC con morsetto come spiegato nella FAQ “È difficile intestare il cavo al connettore IEC?”.

Posso collegare il decoder e il televisore allo stesso cavo antenna DTT che esce dalla presa a muro?

Sì. Se il decoder ha l’uscita passante (RF OUT – presa IEC maschio), basta prendere un nuovo cavo femmina-maschio e collegarlo alla presa antenna del TV. Il cavo originale andrà invece collegato tra la presa a muro e l’ingresso antenna del decoder (RF IN – presa IEC femmina).

In questo caso è quasi sempre necessario mantenere il decoder sempre collegato alla rete elettrica (anche in standby) per far passare il segnale tra la presa RF di ingresso e quella di uscita. In caso contrario, il Tv potrebbe non sintonizzare i canali terrestri.

Se il decoder non ha l’uscita passante, bisogna anche aggiungere un partitore di segnale (splitter o divisore a T) acquistabile nei negozi di materiale elettrico, antenne, ecc. Per evitare disturbi e interferenze, è importante scegliere solo partitori di qualità, evitando assolutamente i semplici connettori femmina a T che, oltre a causare un disadattamento di impedenza, possono danneggiare i decoder per via del libero passaggio di corrente tra le uscite.

Con questa soluzione, il decoder può anche rimanere spento e con la spina elettrica scollegata perché la suddivisione del segnale viene fatta esternamente.

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