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DVB-T2 & HEVC, vediamoci chiaro

Dodici domande sugli standard DVB-T2 e HEVC Main 10 che debutteranno nel 2023 per concludere il passaggio al nuovo digitale terrestre. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

Perché cambiano ancora le tecnologie di trasmissione dei canali DTT?

Il passaggio di buona parte dei canali terrestri dall’MPEG-2 all’MPEG-4 avvenuto a maggio 2022 e lo spegnimento degli ultimi canali ancora in MPEG-2 del 21 dicembre non ha risolto il problema cronico della poca banda a disposizione del DTT.

Questo perché il secondo dividendo digitale, cioè il trasferimento della banda UHF 700 MHz dalla Tv al 5G (luglio 2022), ha tolto agli operatori televisivi altri 20 canali (C49-C60) e quelli attualmente a disposizione sono solo 28 (C21-C48), troppo pochi per ospitare almeno 200-300 canali di cui circa 50 in HD.

Il codec MPEG-4 (AVC), cioè il sistema che serve a comprime il video digitale per risparmiare spazio (banda), è più efficiente del vecchio MPEG-2 ma molto meno rispetto all’HEVC (vedi grafico sotto).

Banda occupata dalle trasmissioni DTT a parità di qualità audio/video utilizzando vari standard (DVB-T, T2, MPEG-2, MPEG-4 AVC, HEVC Main 10)

Inoltre, ancora adesso, si utilizza il vecchio standard DVB-T (lo stesso del 2012 quando avvenne il passaggio dalla Tv analogica e quella digitale), molto meno efficiente e robusto rispetto al nuovo DVB-T2 (seconda generazione) progettato per i canali in alta (HD, Full HD) e altissima definizione (Ultra HD 4K) diffusi sulle frequenze terrestri.

Solo impiegando insieme il codec HEVC e lo standard DVB-T2 è possibile sfruttare al meglio la poca banda UHF ancora a disposizione e trasmettere un maggior numero di canali televisivi in qualità HD.

Quali altri vantaggi offre il DVB-T2?

Lo standard televisivo digitale di seconda generazione permette anche di migliorare la copertura del territorio a parità di potenza irradiata, ovvero produce un minor inquinamento elettromagnetico e permette agli operatori televisivi di ridurre il numero dei ripetitori installati e i relativi costi di gestione e manutenzione.

È vero che non si passerà mai al DVB-T2 HEVC?

No. Si tratta dell’ennesima fake news che circola da mesi e che purtroppo viene continuamente ripresa da vari organi di informazione, evidentemente poco attenti e molto disinformati.

La notizia è assolutamente falsa come si può leggere dal sito web del MISE e nelle FAQ pubblicate dal Ministero delle Imprese e del Made In Italy (ex Ministero dello Sviluppo Economico) che regolamenta il settore delle telecomunicazioni.

Esiste già un calendario per il passaggio al DVB-T2 HEVC?

No. La road-map conclusiva dello switch-off che porterà finalmente al nuovo digitale terrestre non è stata ancora definita in dettaglio.

Comunicazione del MISE riguardo al passaggio al DVB-T2

Il MISE ha però disposto che, a partire da gennaio 2023, gli operatori televisivi si impegnino ad attivare i nuovi standard per “un uso più efficiente dello spettro a fronte della liberazione della banda 700 MHz”.

Dal 1° gennaio tutti i canali devono trasmettere in DVB-T2 HEVC?

No. Al momento non esiste alcun obbligo di passaggio dall’attuale DVB-T MPEG-2 al nuovo (e definitivo) DVB-T2 HEVC. Il MISE ha preferito adottare una linea morbida per convincere gli operatori televisivi a passare ai nuovi standard tenendo conto delle loro esigenze (organizzative, economiche, ecc.) e della diffusione di Tv e decoder già compatibili con il nuovo standard.

Un passaggio troppo affrettato dalla vecchia alla nuova tecnologia potrebbe impedire alla Rai di adempiere ai propri obblighi di servizio pubblico e far perdere alle Tv commerciali molti telespettatori (quelli che ancora non si sono attrezzati con nuovi Tv o decoder).

Un calendario più preciso si avrà forse in primavera, quando il MISE verificherà quanti saranno i Tv/decoder compatibili T2 HEVC già nelle case italiane e quanti invece non lo saranno ancora. A quel punto il Ministero, sentiti i broadcaster e le associazioni di categoria, deciderà se fissare una “dead line” oppure proseguire con una semplice raccomandazione.

Quando arriveranno i primi canali T2 HEVC?

Anche se è difficile fare previsioni, possiamo ipotizzare che tra febbraio e marzo arriveranno i primi canali in formato DVB-T2 HEVC Main 10, probabilmente i generalisti “top” di Rai e Mediaset diffuse in simulcast (cioè simultaneamente) nel doppio standard DVB-T MPEG-4 HD e DVB-T2 HEVC HD.

È altrettanto probabile che i principali canali Rai, Mediaset, Cairo, Sky e Discovery/WB, in pratica quelli che occupano le prime 9 posizioni del telecomando, continueranno a trasmettere anche in DVB-T MPEG-4 (oltre che in T2/HEVC) almeno fino a metà o fine 2023, sempre per ragioni di servizio pubblico e audience.

Altri canali come quelli tematici a bassa audience potrebbero invece passare al DVB-T2 HEVC spegnendo il segnale DVB-T/MPEG-4 così come già accaduto con l’MPEG-4 AVC (es.: Rai 4, Rai Movie, Rai Gulp, Boing Plus, TGCom24, ecc.).

Come faccio a sapere se il mio televisore riceverà i canali terrestri DVB-T2 HEVC?

Basta semplicemente risintonizzare il televisore e controllare se, durante e al termine della scansione, nelle posizioni 100 e 200 appaiono i canali “test HEVC Main10”.

Televisore Sharp compatibile DVB-T2 HEVC con schermata test T2 HEVC Main 10

Se i canali 100 e 200 sono occupati dalle trasmissioni test e si riescono anche a vedere i monoscopi di colore bianco/blu, il televisore è compatibile al 99,9% ma la certezza assoluta, soprattutto se è stato comprato qualche anno fa, si avrà solo con l’avvio delle trasmissioni DVB-T2 HEVC Main 10.

Che differenza c’è tra “HEVC” e “HEVC Main 10”?

Il codec video si chiama semplicemente “HEVC” (H.265) mentre “Main 10” è uno dei profili scelto per le trasmissioni terrestri italiane (dove il numero dieci sta per “10 bit”).

La differenza tra HEVC e HEVC Main 10 non è trascurabile perché, secondo gli obblighi del MISE, nel corso del 2023 tutti i canali terrestri dovranno iniziare a trasmettere in DVB-T2 HEVC Main 10 (e non semplicemente HEVC).

Alcuni televisori di vecchia generazione supportano il codec HEVC ma limitatamente al profilo 8 bit. Non sono quindi in grado di visualizzare un segnale video HEVC Main 10 come quello dei test Rai e Mediaset trasmessi sui canali 100 e 200 nonostante gli stessi siano presenti nell’elenco dei canali trovati durante la ricerca automatica.

Rilevamento dei canali test HEVC durante la ricerca automatica

Un televisore “HEVC Ready” incompatibile con il profilo Main 10 mostra una schermata nera al posto del monoscopio test bianco-azzurro di Rai e Mediaset.

Nonostante le raccomandazioni del MISE, non è ancora certo se e quali canali adotteranno il profilo Main 10 e quanti invece utilizzeranno il profilo standard a 8 bit.

Per questo motivo, se il vostro Tv (o decoder) riesce a sintonizzare i canali test 100-200 ma lo schermo rimane nero vi consigliamo di aspettare le prime trasmissioni T2/HEVC prima di decidere se cambiarlo oppure no.

Se il Tv non visualizza i canali test basterà aggiornarlo o dovrò cambiarlo?

È improbabile (ma non impossibile) che un semplice aggiornamento firmware possa abilitare la ricezione dei segnali DVB-T2 codificati in HEVC Main 10 su un “hardware”, cioè le schede elettroniche del televisore, che non lo prevede.

Per fugare qualsiasi dubbio basta visitare il sito web del produttore alla ricerca di aggiornamenti per uno specifico marchio e modello di Tv oppure contattare il servizio clienti per ottenere il necessario supporto tecnico.

Per vedere i canali T2 HEVC basta aggiungere un decoder a qualsiasi Tv (anche vecchio)?

Decoder digitale terrestre T2 HEVC generico

Sì. Il decoder esterno DVB-T2 HEVC Main 10 (anche “invisibile”) è totalmente “slegato” dal televisore al quale viene collegato. Il decoder si occupa della ricerca, della memorizzazione e della trasmissione dei segnali audio/video dei nuovi canali DTT al vecchio televisore.

Quest’ultimo, invece, continua a funzionare come “monitor” per la visione di qualsiasi segnale proveniente da apparecchiature esterne (es.: decoder tivùsat, Sky Q o T2 HEVC, console videogiochi, lettore DVD/Blu-ray, ecc.).

Per assurdo, un decoder DVB-T2 HEVC Main 10 funziona anche con i Tv più vecchi come quelli a tubo catodico a patto di effettuare i collegamenti tramite le prese Scart ed accontentarsi della visione a definizione standard anche dei canali HD.

I Bonus Tv/decoder sono ancora disponibili?

No. Il Bonus Tv Rottamazione e il Bonus TV-Decoder non sono al momento disponibili e per un eventuale rinnovo nel 2023 si dovrà attendere il rifinanziamento della norma (possibile ma non ancora certo).

È invece ancora disponibile il Bonus decoder a casa riservato ai cittadini italiani con almeno 70 anni di età, titolari di un abbonamento Tv (canone Rai) e di una pensione non superiore ai 20 mila euro annui.

Modulo da compilare online per richiedere gratuitamente il decoder a domicilio

Questo bonus permette di ricevere gratuitamente e direttamente a domicilio un decoder digitale terrestre di nuova generazione (DVB-T2 HEVC) da collegare al vecchio televisore (qualunque marca e modello, basta che abbia una presa HDMI). Maggiori informazioni qui.

In futuro sono previsti altri switch-off?

Probabilmente sì. Anche se non ancora confermato ufficialmente, entro il 2030 potremo assistere al “terzo dividendo digitale” che toglierà ai broadcaster televisivi un’ulteriore fetta della banda UHF (600 MHz) e la consegnerà agli operatori mobili.

Secondo (attuale) e terzo dividendo digitale (futuro) a confronto

Con questa ulteriore cessione, ai canali televisivi DTT rimarranno solo un centinaio di megahertz, in pratica la sola banda UHF IV (470-606 MHz – canali 21-37), troppo pochi per garantire un numero sufficiente di canali in HD (anche in T2/HEVC) se non si ricorre ad una soluzione alternativa come lo streaming via internet.

A tal proposto, sta per essere lanciato sul mercato un nuovo standard televisivo chiamato DVB-I che consentirà ai canali televisivi terrestri di utilizzare la banda larga (fibra, FWA, 4G, 5G, ecc.) al posto delle frequenze UHF.

In pratica il DVB-I favorirà la migrazione progressiva delle trasmissioni televisive dalle frequenze via etere alle reti IP (streaming) man mano che le bande VHF e UHF saranno cedute ad altri servizi che hanno bisogno di frequenze radio (es.: reti mobili 5G e 6G).

I primi test italiani in DVB-I partiranno già da marzo-aprile 2023 e riguarderanno quattro canali generalisti di Mediaset: Canale 5, Rete 4, Italia 1 e Mediaset 20. Per scoprire come funziona e quando arriverà nelle nostre case il DVB-I vi consigliamo di leggere questo articolo.

Test di Mediaset 20 in DVB-I (Credit: dvb.org)

Altri operatori come Rai e Sportitalia stanno invece testando le trasmissioni digitali in streaming tramite la piattaforma ibrida HbbTV, ormai presente su moltissimi Smart Tv anche di fascia economica, come alternativa alle frequenze UHF.

Piattaforma RaiTV+ in HbbTV

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