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Nuovo digitale terrestre, istruzioni per l’uso

Il 30 giugno si conclude il processo di refarming con lo spostamento dei mux DTT dalla “vecchia” banda UHF (destinata al 5G) a quella “nuova” (canali 21-48). Quali saranno i prossimi passaggi dello switch-off che porterà alla nascita del nuovo digitale terrestre? Come faccio a scoprire se il mio Tv/decoder è compatibile oppure devo cambiarlo? Sono ancora in vigore i bonus governativi? Ecco le risposte.

Il lungo processo di refarming, avviato il 1° gennaio 2020 con lo spegnimento e la ricanalizzazione dei canali UHF 50-53, è ormai giunto a conclusione con lo spegnimento della banda UHF 700 nell’Area 1b (Liguria, Toscana, Umbria, Lazio e Campania), la riorganizzazione e la ricollocazione dei mux sulle altre frequenze ancora a disposizione dei broadcaster italiani.

Mappa calendario refarming DTT

Mappa, calendario nazionale e zone interessate dal refarming (Fonte: MISE)

Nonostante qualche piccolo ritardo e intoppo, questa delicata fase dello switch-off si è svolta come da programma ed ha permesso di liberare le frequenze da 694 a 790 MHz che dal 1° luglio vengono utilizzate da TIM, Vodafone e Iliad per la diffusione dei servizi 5G al di fuori delle grandi aree urbane (banda N28).

MPEG-4 per tutti i canali con qualche eccezione

Oltre allo spostamento delle frequenze (refarming), in questi mesi i telespettatori italiani hanno dovuto affrontare anche il passaggio dal vecchio codec MPEG-2 al nuovo (si fa per dire) MPEG-4 AVC.

Questo “switch-off” ha interessato gran parte dei canali del digitale terrestre ma non tutti: alcune emittenti stanno infatti ancora trasmettendo in MPEG-2 e lo faranno ancora per diversi mesi.

Per ragioni commerciali (audience televisiva) e regolamentari (contratto di servizio), i canali Rai 1, Rai 2, Rai 3, Rete4, Canale 5, Italia 1, La7, La7d, Nove, 20 Mediaset, Iris, 27 Twentyseven, La5, TV2000 e altri, tutti posizionati nel “blocco LCN 500” (501, 502, …), potranno infatti continuare a trasmettere liberamente in MPEG-2 fino al 31 dicembre 2022 anche se già visibili in MPEG-4 SD o HD dall’8 marzo scorso.

Schermata della versione MPEG-2 SD di Italia 1 (LCN 506)

Tutte le emittenti locali e i canali regionali Rai sono invece già passati all’MPEG-4 seguendo la stessa procedura e lo stesso calendario già stabilito per il refarming.

Fino a 3 canali TGR Rai per ogni regione

Durante la fase di refarming e contestualmente alla migrazione all’MPEG-4, anche la programmazione regionale di Rai 3 ha subito importanti modifiche.

Mentre finora si poteva ricevere solo la programmazione della propria regione (es.: Rai 3 TGR Calabria per i cittadini calabresi) oppure anche quella della regione vicina nelle zone confinanti, ora sono disponibili tre diversi canali Rai 3 regionali inseriti nel blocco LCN 801-823 di cui uno “prioritario” al tasto 3 del telecomando (LCN 3). Quest’ultimo va scelto al termine della ricerca automatica quando il Tv o il decoder propone la risoluzione manuale dei conflitti LCN (vedi sotto).

Elenco e nuova posizione LCN dei canali regionali Rai 3
Elenco e nuova posizione LCN dei canali regionali Rai 3 (Fonte: Rai)

Ad esempio, i telespettatori di Lazio e Campania, gli ultimi ad aver affrontato il refarming durante il mese di giugno, possono sintonizzare i canali Rai 3 TGR Lazio, Rai 3 TGR Toscana e Rai 3 TGR Umbria (per chi abita nella regione Lazio) e Rai 3 TGR Campania, Rai 3 TGR Basilicata e Rai 3 TGR Calabria (per i cittadini campani).

Telegiornale regionale di Rai 3 TGR Umbria

Per l’elenco dei canali TGR visibili nelle altre regioni e per ulteriori dettagli vi rimandiamo alla pagina web Rai dedicata allo switch-off.

Prossima (ed ultima) tappa a gennaio 2023

La richiesta di spegnimento dei canali 49…60 (694-790 MHz) da parte dell’Unione Europea ha fortemente ridotto la banda UHF a disposizione degli operatori televisivi nazionali e locali che ora possono trasmettere solo nell’intervallo 474-690 MHz (canali 21…48) oltre che in banda VHF.

Nuova banda UHF dopo il refarming (Credit: Maxital)

Per mantenere inalterata l’offerta televisiva sul digitale terrestre a queste condizioni, l’unica soluzione è comprimere i segnali video e ottimizzare le trasmissioni così da occupare meno banda e aumentare il numero dei canali all’interno di ogni singolo “mux” (contenitore di emittenti e servizi digitali).

La vecchia tecnologia di compressione MPEG-2 era fortemente inadeguata perché poco efficiente e, proprio per questo motivo, negli ultimi mesi si è passati al più efficiente MPEG-4 AVC. Tuttavia, lo standard di trasmissione è rimasto il “vecchio” DVB-T, concepito nel lontano 1995 e pertanto ormai inadeguato ad affrontare le più recenti sfide tecnologiche del digitale terrestre.

I risultati ottenuti con il solo MPEG-4 non sono ancora sufficienti a garantire trasmissioni di buona qualità e permettere ai broadcaster di compiere finalmente il grande passo verso l’alta definizione. Per questo motivo, la prossima (ed ultima) tappa del percorso che porterà alla nascita della “nuova Tv digitale terrestre” sarà quello di adottare due nuovi standard molto più efficienti e tecnologicamente avanzati: il DVB-T2 (DVB-T di seconda generazione) e l’HEVC Main 10.

Il passaggio ai nuovi standard consentirà un risparmio di banda nell’ordine del 50-60%, cioè permetterà di raddoppiare il numero dei canali DTT all’interno del singolo mux mantenendo la stessa qualità video dell’MPEG-4 o, in alternativa, raddoppiare la qualità video (bitrate) con lo stesso numero di canali.

Banda occupata dalle trasmissioni DTT a parità di qualità audio/video utilizzando vari standard (DVB-T, T2, MPEG-2, MPEG-4 AVC, HEVC Main 10)

Il debutto dell’accoppiata “DVB-T2 + HEVC Main 10” è previsto a cavallo tra la fine di quest’anno e l’inizio del 2023 ma, al momento, il Ministero della Sviluppo Economico (MISE), ovvero l’ente pubblico che sta regolamentando lo switch-off, non ha ancora fissato un calendario dettagliato per gli operatori televisivi e le emittenti.

Comunicazione del MISE relativa al passaggio al DVB-T2

È probabile che i primi passaggi avverranno già alla fine di dicembre anche se molto dipenderà dal numero di televisori e decoder “T2 HEVC ready” presenti a fine anno nelle case italiane.

Per i canali nazionali, soprattutto quelli del servizio pubblico (Rai), si prevede una transizione progressiva così da garantire a tutti i cittadini l’accesso ai servizi di intrattenimento e d’informazione anche con i vecchi Tv e decoder. Per questo motivo è probabile che continueranno a trasmettere sia in DVB-T2 HEVC Main 10 sia in DVB-T MPEG-4 AVC almeno per qualche settimana o mese (simulcasting).

Altri canali come quelli tematici a bassa audience (es.: Rai 4, Rai Movie, Rai Gulp, Boing Plus, TGCom24, ecc.) potrebbero invece passare subito al DVB-T2 HEVC così come già accaduto lo scorso ottobre con l’MPEG-4 AVC.

Il mio Tv è compatibile? Scopriamolo insieme

Per verificare se il vostro televisore (o decoder) è compatibile con gli standard attuali (DVB-T MPEG-4) e con quelli futuri (DVB-T2 HEVC) è sufficiente fare due semplici prove.

Se nella vostra provincia si è appena concluso lo spostamento delle frequenze e non riuscite più a vedere i canali nazionali, regionali e locali, dovete innanzitutto assicurarvi che il Tv o il decoder supportino lo standard MPEG-4, digitando i tasti 1, 5 e 8 del telecomando (Rai 1 HD, Canale 5 HD e TV8 HD) ma solo dopo aver risintonizzato il vostro apparecchio come vi abbiamo spiegato qui.

Schermata del canale TV8 in versione HD (LCN 8)
Schermata del canale TV8 in versione HD (LCN 8)

Se vedete le immagini televisive e il logo che appare in alto a destra è “Rai 1 HD, Canale 5 HD oppure TV8 HD”, significa che il vostro apparecchio è compatibile MPEG-4. In caso contrario dovete cambiare televisore o affiancargli un decoder DVB-T HEVC come spiegato sotto.

La seconda prova consiste nel sintonizzare, sempre dopo una nuova ricerca automatica, i canali 100 e 200 che ospitano i test di trasmissione in formato HEVC Main 10.

Televisore Sharp compatibile DVB-T2 HEVC con schermata test T2 HEVC Main 10

Se i canali 100 e 200 sono vuoti (posizioni non occupate, nessun canale nella lista generale) ma riuscite a vedere alcuni canali in HD (Rai 2 HD, Italia 1 HD, TV8 HD, ecc.) significa che il vostro televisore non è compatibile con i futuri standard DVB-T2 HEVC Main 10 e che dovrete sostituirlo entro la fine dell’anno oppure acquistare e collegare un nuovo decoder T2 HEVC Main 10.

Se i canali 100 e 200 sono occupati dalle trasmissioni test e si riescono anche a vedere i monoscopi di colore bianco/blu, allora il vostro televisore è compatibile e non sarà necessario sostituirlo per vedere i canali del nuovo digitale terrestre in onda da fine 2022/inizio 2023.

Se dopo la risintonizzazione, nelle posizioni 100 e 200 del telecomando sono presenti i canali “test HEVC Main10” ma lo schermo rimane completamente nero, quasi certamente il televisore è già compatibile DVB-T2 e probabilmente supporta l’HEVC “standard” (8 bit) ma non il profilo a 10 bit (Main 10).

In tal caso è possibile che nel 2023 riuscirete a vedere i canali DTT che trasmettono in formato HEVC a 8 bit ma non quelli a 10 bit. Per evitare spese inutili, vi consigliamo di non cambiare televisore né di aggiungere un decoder di nuova generazione ma di attendere l’inizio delle trasmissioni in DVB-T2 HEVC per capire se e quali canali utilizzeranno il profilo “Main 10”.

Come scegliere il nuovo Tv (o decoder) e risparmiare con i bonus

Negli scorsi mesi abbiamo pubblicato numerosi articoli e guide all’acquisto dedicati ai televisori da cucina (da 19 a 24 pollici), camera e salotto (32”, 43”, 55”, 65” e 75”), anche sotto i 500 euro, così come quelli dedicati ai decoder zapper da tavolo e invisibili, con i nostri consigli sulle funzioni e le dotazioni più importanti.

Tv da 32” per la camera: dieci modelli a confronto

Oltre agli sconti e alle promozioni disponibili nei negozi in questo periodo, potete risparmiare fino a 130 euro sul prezzo finale (anche se già scontato) grazie ai bonus governativi.

Loghi bonus tv-decoder

Il Bonus Tv Rottamazione è disponibile per tutti i cittadini italiani abbonati al canone Rai che acquistano un nuovo televisore tra quelli presenti in questa lista e rottamano quello vecchio acquistato prima del 22 dicembre 2018. Questo bonus non è soggetto a limiti di reddito, sarà valido fino al 31 dicembre 2022 e consiste in uno sconto del 20% sul prezzo fino ad un massimo di 100 euro.

Il Bonus TV-Decoder consiste invece in uno sconto fisso di 30 euro per l’acquisto di Tv e decoder idonei entro il 31/12/2022 ma solo per le famiglie con ISEE fino a 20.000 euro.

I due bonus sopra sono cumulabili e utilizzabili sia nei negozi fisici (qui l’elenco dei punti vendita accreditati) sia online (e-commerce).

I pensionati sotto i 20 mila euro annui possono addirittura ricevere gratis e comodamente a casa il decoder DVB-T HEVC con prezzo non superiore a 30 euro, anche se hanno già usufruito del Bonus Tv Rottamazione.

Modulo web per ricevere gratis e a domicilio il decoder T2 HEVC
Modulo web per ricevere gratis e a domicilio il decoder T2 HEVC

Il decoder può essere anche richiesto di persona recandosi in uno dei 12765 uffici postali in tutta Italia oppure on-line dal sito www.prenotazionedecodertv.it/booking/.

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