Home Guide Partitori, derivatori, mix-demix e switch: a cosa servono e come sceglierli

Partitori, derivatori, mix-demix e switch: a cosa servono e come sceglierli

Dodici domande su partitori, derivatori, mix-demix e switch per gli impianti d’antenna terrestri e satellitari: a cosa servono, come si differenziano e quali utilizzare in base alle vostre esigenze. Avete qualche ulteriore dubbio? Scriveteci e i nostri esperti vi risponderanno.

Cos’è un partitore? A cosa serve?

Foto: Partitore_Mini_EmmeEsse.jpg

Partitore Mini Emme Esse

Il partitore (chiamato anche “splitter”) è un componente d’antenna “passivo” (cioè non alimentato) che moltiplica il segnale antenna in ingresso (presa IN) su due o più uscite (OUT1, OUT2, OUT3, ecc.).

Lo scopo principale è quello di trasferire il segnale antenna verso due o più “rami” dell’impianto di distribuzione dove sono collegate due o più prese in cascata (IN-OUT) oppure una terminale.

Di norma il partitore si trova vicino al centralino Tv oppure nelle scatole di derivazione di casa per portare i segnali nelle varie zone o stanze attraverso i corrugati sotto-traccia (canaline flessibili murate).

I partitori a 2, 3, 4 e 8 uscite hanno le stesse prestazioni?

Foto: Partitore_Fracarro_PA4.jpg

Partitore Fracarro PA4

No. Su ciascuna uscita non è mai presente lo stesso livello del segnale in ingresso perché l’operazione di “suddivisione” comporta una piccola perdita di segnale, proporzionale al numero delle uscite.

Ad esempio, un partitore con due uscite avrà un’attenuazione su ciascuna uscita di circa 4 dB (in banda DTT 47-870 MHz) che salgono a 8,5 dB con 4 uscite e a 11 dB con 6 uscite. Se il segnale in ingresso è pari a 80 dB, su ciascuna uscita avremo quindi 76 dB (partitore con 2 uscite), 71,5 dB (4 uscite) o 69 dB (6 uscite).

Partitori Fracarro PA2 e PA4 a confronto
Partitori Fracarro PA2 e PA4 a confronto

Questo dato va tenuto in massima considerazione quando si progetta un impianto di distribuzione Tv terrestre insieme a tutte le altre “perdite” (cavo coassiale, prese, ecc.) per calcolare e ottenere in uscita da ogni presa Tv un valore “congruo” con le norme CEI (52-77 dBµV) e quindi un segnale ottimale per la corretta ricezione dei canali Tv.

Cos’è un derivatore? A cosa serve?

Derivatore Micro Emme Esse

Un derivatore (chiamato anche “Tap”) è anch’esso un componente “passivo” dell’impianto di ricezione terrestre che, come il partitore, divide il segnale in due o più “rami” di distribuzione.

A differenza del partitore, però, una delle sue uscite è di tipo “passante” con un’attenuazione molto contenuta (1…5 dB circa). In tutte le altre uscite (2, 4, 6, 8, ecc.) l’attenuazione (chiamata di “derivazione”) è di molto superiore e predeterminata dal costruttore con differenti valori (16, 18, 20, 22 dB o altri) a seconda dal codice modello (es.: DE4-14 per il derivatore Fracarro a 5 uscite, una di passaggio e quattro con attenuazione di derivazione di 14 dB).

Derivatore Fracarro DE4-14
Derivatore Fracarro DE4-14

Lo scopo del derivatore è quello di creare uno o più “rami” di distribuzione del segnale e consentire, al tempo stesso, di inviare un segnale “poco attenuato” (presa OUT passante) ad un secondo/terzo derivatore, ad un partitore o a una o più prese Tv che servono altre zone dello stabile o dell’appartamento (es.: piano inferiore, taverna, ecc.).

Grazie ai partitori, ai derivatori e alle prese Tv di tipo passante o terminale, tutti disponibili con due o più uscite, livelli di attenuazione di passaggio, divisione o derivazione differenti, un’antennista professionista può progettare accuratamente qualunque impianto di distribuzione scegliendo il componente (tipologia e versione) che gli fornisce un segnale ottimale su ogni presa Tv, indipendentemente dal loro numero e posizionamento.

Che differenza c’è tra un partitore e un derivatore?

Derivatore e partitore sono due componenti passivi con utilizzi spesso differenti a seconda di cosa si vuole ottenere.

Se lo scopo è avere un segnale perfettamente “partizionato”, cioè con lo stesso livello, per indirizzarlo a due o più prese Tv nelle varie stanze, il partitore è la soluzione migliore.

Se, invece, l’impianto serve due piani dello stesso stabile ed è necessario che il segnale arrivi al primo e al secondo piano con la stessa attenuazione di partenza (o quasi) per una successiva ripartizione verso le prese Tv, il derivatore è molto più versatile e in alcuni casi addirittura obbligatorio (ad esempio in un piccolo condominio a 3-4 piani con 2-3 appartamenti per piano).

Schema di un impianto di ricezione Tv terrestre (Credit: EmmeEsse)
Schema di un impianto di ricezione Tv terrestre (Credit: EmmeEsse)

Esistono anche esigenze risolvibili sia con un partitore che con un derivatore ma è compito del progettista dell’impianto a scegliere uno o l’altro, con attenuazioni e uscite differenti, in base alla sua esperienza e sempre allo scopo di garantire a ciascuna presa Tv un livello di segnale rispettoso delle norme CEI.

Partitori e derivatori vanno bene solo per gli impianti terrestri oppure sono utili anche in quelli satellitari?

La quasi totalità dei partitori e dei derivatori in commercio supportano un intervallo di frequenze molto ampio, di norma da soli 5 MHz ad oltre 2400 MHz (2,4 GHz). Questo significa che sono idonei per tutti gli impianti di distribuzione dei segnali RF in banda FM, VHF TV, DAB, UHF TV e C/Ku (satellite).

Mentre, però, il segnale FM, DAB e Tv terrestre può essere facilmente suddiviso e partizionato perché opera nella stessa banda e con la stessa polarizzazione (verticale oppure orizzontale), quello satellitare risulta più complesso e difficile da gestire come abbiamo spiegato in questo articolo.

Ciononostante, anche nella distribuzione del segnale Sat è possibile utilizzare partitori e derivatori seppur con alcune accortezze.

Innanzitutto è fondamentale che i partitori e i derivatori utilizzati siano dotati di ingressi e uscite con funzione “DC Pass” (chiamata anche “Power Pass”), ovvero che assicurino il passaggio di tensioni e toni (necessari per alimentare l’LNB o il motore, cambiare banda e polarità satellitare) tra le uscite (derivate o passanti) e l’ingresso. In caso contrario, il decoder e il Tv non sarebbero in grado di comandare l’LNB o il motore monocavo DiSEqC 1.2/USALS.

Splitter Eagle con passaggio di corrente tra ingresso e uscite (Power Pass/DC Pass)
Splitter Eagle con passaggio di corrente tra ingresso e uscite (Power Pass/DC Pass)

Oltre a questo, è bene ricordare che se il partitore o il derivatore viene utilizzato per collegare due o più decoder o Tv con sintonizzatore satellitare DVB-S/S2 alla stessa parabola, l’impianto funzionerà solamente quando un decoder/Tv è acceso e gli altri sono spenti (standby, interruttore OFF o spina scollegata a seconda del modello). In caso contrario, l’LNB o il motore riceverebbe due o più comandi simultanei e, non potendoli gestire, la ricezione risulterebbe impedita o limitata.

Esistono partitori e derivatori con morsetti a vite al posto delle prese F?

Certamente. Quasi tutti i produttori hanno in catalogo decine di modelli di partitori e derivatori con differenti valori di attenuazione e ingresso di tipo F, con morsetto a vite oppure altri tipi di bloccaggio brevettati (es.: Televes EasyF come questo).

Sistema di collegamento e blocco EasyF di Televes
Sistema di collegamento e blocco EasyF di Televes

I morsetti a vite e i vari sistemi di bloccaggio alternativi non richiedono l’intestazione del cavo coassiale con il connettore F così da effettuare i collegamenti in tempi più rapidi e senza costi aggiuntivi (connettori, pinze crimpatrici, ecc.).

Tuttavia la presa F risulta molto più affidabile nel tempo ed assicura una conduttività ottimale, soprattutto negli ambienti esterni o interni “critici”, perché è totalmente impermeabile sia all’acqua che alla polvere.

Cos’è un mix? E un demix?

Un “mix” è sempre un componente “passivo” che, come si può intuire dal nome, serve a “miscelare” due segnali RF con frequenze operative differenti e distribuirli insieme nello stesso cavo coassiale così da evitare la posa di due diversi cavi.

Di norma questi miscelatori sono progettati e utilizzati per far transitare su un unico cavo coassiale i segnali Tv/radio terrestri (da pochi MHz a 860 MHz) e quelli satellitari (950-2150 MHz) oppure quelli terrestri con bande diverse (es.: VHF e UHF).

Il “mix” si comporta anche da “demix”, ovvero da demiscelatore, per suddividere nuovamente i segnali terrestri e satellitari ed inviarli ai rispettivi Tv/decoder dopo essere stati miscelati a monte ed aver viaggiato sul cavo coassiale.

Quando si utilizzano i mix/demix?

I mix/demix (a volte chiamati “combiner” o “diplexer”) sono particolarmente utili quando l’antenna terrestre è già presente sul tetto, si vuole installare un’antenna parabolica ed è complicato, costoso o addirittura impossibile infilare un secondo cavo coassiale dal tetto all’appartamento (vedi schema in FAQ successiva).

Grazie a una coppia di mix/demix (in realtà due mix utilizzati in modo speculare) si può riutilizzare il cavo coassiale dell’antenna terrestre per arrivare ad una delle prese Tv di casa e collegare il decoder o il Tv con sintonizzatore DVB-S/S2. È anche possibile fare a meno del “secondo mix” (cioè quello utilizzato come “demix”) sostituendo la presa Tv con connettore IEC con una presa Tv/Sat (doppio connettore IEC e F) con demiscelatore integrato.

presa demix

Come si collegano i mix/demix?

Le operazioni di collegamento sono molto semplici e alla portata di tutti.

Il modulo “mix” installato “a monte”, cioè in solaio o soffitta, dovrà essere collegato sia all’uscita del centralino Tv DTT (o di un partitore/derivatore in cascata – Presa IN DTT MIX) sia all’LNB o multiswitch satellitare (presa IN SAT). L’uscita di questo modulo sarà invece collegata al cavo coassiale d’antenna già esistente dopo averlo rimosso dal centralino Tv o dal partitore/derivatore in cascata.

Nell’appartamento si può scegliere di collegare il secondo mix in modo speculare (IN = cavo coassiale, OUT DTT = uscita antenna Tv/decoder, OUT SAT = uscita parabola Tv/decoder) oppure sostituire la vecchia presa Tv con una nuova TV+SAT demiscelata come visto sopra.

Cos’è uno switch DiSEqC?

Lo switch DiSEqC è un commutatore “attivo” (alimentato) e “intelligente” che serve principalmente a selezionare uno degli LNB collegato ai suoi ingressi (2 per Dual Feed, 4 per Quad Feed, ecc.) attraverso il decoder o il Tv collegato alla sua unica presa F di uscita.

Ricordiamo che il “DiSEqC” (Digital Satellite Equipment Control – pronuncia “Dai-sec”) è un protocollo standard sviluppato da Eutelsat per mettere in comunicazione decoder/Tv, LNB e motori attraverso il cavo coassiale e svolgere innumerevoli funzioni senza cablaggi aggiuntivi. Per gli approfondimenti sul protocollo e le sue versioni vi consigliamo di leggere qui e qui.

La selezione dell’LNB avviene grazie a un “treno di dati” inviato dal decoder/Tv attraverso il cavo coassiale, in base alla sua configurazione e al satellite/canale associato a quel determinato LNB (es.: DiSEqC porta 1 o A per i satelliti Hotbird, porta 2 o B per Astra 19,2° Est, ecc.).

Impostazioni porte DiSEqC su decoder satellitare

Quando si sintonizza un canale satellitare sul decoder/Tv, quest’ultimo individua il satellite da cui trasmette, seleziona il set di dati per abilitare l’ingresso appropriato dello switch DiSEqC e gestire l’LNB collegato.

Quanti ingressi e uscite ha uno switch DiSEqC?

Uno switch DiSEqC ha sempre e solo un’uscita, destinata al Tv/decoder, e due o più ingressi a seconda della versione del protocollo che supporta e di quanti LNB deve gestire.

Gli switch DiSEqC più semplici ed economici sono dotati di due ingressi per altrettanti LNB (es.: Astra 19,2° Est e Hotbird 13° Est), supportano la versione 1.0 del protocollo (massimo 4 LNB) oppure il sistema semplificato “Simple DiSEqC” (chiamato anche “Tone-Burst” o “Mini-DiSEqC”) quando è sufficiente comandare due soli LNB.

Esistono poi modelli con 4 oppure 8 uscite per collegare altrettanti LNB di una parabola multi-feed (es.: toroidale come questa), compatibili con le versioni 1.0/1.1 del protocollo DiSEqC (massimo 4 o 16 LNB) oppure con la 2.0 (come la 1.1 ma con la comunicazione bidirezionale tra decoder e dispositivo esterno).

Se il vostro scopo è quello di installare e gestire una parabola Dual Feed Astra+Hotbird con due LNB separati attraverso un decoder/Tv, dovete acquistare uno switch DiSEqC 1.0/2.0/Mini-DiSEqC con due ingressi.

Dove metto lo switch DiSEqC per la parabola Dual Feed?

Credit: Emme Esse

Tutti gli switch DiSEqC sono impermeabili e possono essere tranquillamente posizionati dietro alla parabola, sul suo palo oppure all’interno di una scatola di derivazione fissata a muro.

Per ragioni di sicurezza, per incrementarne la durata e l’affidabilità, consigliamo tuttavia di trovare una posizione adeguata al riparo dalle intemperie (anche dai raggi solari che potrebbero portare al surriscaldamento dei componenti elettronici interni), ad esempio nel sottotetto oppure direttamente in casa, così da facilitare anche la manutenzione, le misure strumentali e la sostituzione in caso di guasto.

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