Mancano solo pochi mesi all’ennesima rivoluzione del digitale terrestre. Questa volta, però, non ci obbligherà solo a cambiare il televisore oppure decoder, ma, in alcuni casi, anche ad adeguare o sostituire l’impianto di ricezione, ovvero antenne, centralini, filtri e così via.

Se cambiare TV o decoder non è certo un problema, considerato che tutti i modelli in vendita dal 2019 sono già compatibili con il digitale terrestre di nuova generazione, e il Ministero dello sviluppo economico ha pubblicato sul web l’elenco di tutti i modelli idonei (anche al Bonus TV da 50 euro), intervenire sull’impianto d’antenna è decisamente più complicato per chi non conosce le tecnologie, le soluzioni e i prodotti attualmente disponibili.

Nel 2013, in base alle decisioni europee, i broadcaster italiani hanno abbandonato le frequenze televisive in banda 800 MHz (in pratica i canali UHF che occupavo l’intervallo 790-862 MHz – canali 61-69) per cederle ai servizi di telefonia mobile 4G/LTE. Già con questo primo switch-off, più correttamente “rilascio del primo dividendo digitale”, molti impianti di ricezione hanno iniziato a manifestare problemi sugli ultimi canali della nuova banda UHF (59-60) causati dai segnali emessi dalle celle LTE in banda 800 MHz.

La “banda di guardia” introdotta per separare le frequenze TV da quelle di telefonia mobile (solo 1 MHz) si è rivelata insufficiente e i costruttori di antenne, centralini e altre apparecchiature per il digitale terrestre sono corsi ai ripari mettendo a punto filtri RF passa-basso, integrati nei dispositivi oppure esterni da aggiungere nella rete di distribuzione. Lo scopo di questi filtri è di abbattere (cioè attenuare il più possibile) i segnali generati dalle celle LTE. In particolare gli slot di downlink che veicolano i segnali dalla cella agli utenti e che, sfortunatamente, sono più potenti di quelli generati dai dispositivi mobili (uplink). Alcuni produttori di antenne hanno anche riprogettato i loro modelli così da escludere a priori le frequenze in banda 800 MHz ed evitare l’installazione dei filtri LTE.

Dal primo al secondo dividendo digitale

Entro il 1° luglio 2022, salvo ulteriori rinvii, dovrà essere completato anche il “rilascio del secondo dividendo digitale” (tecnicamente detto refarming della banda 700 MHz), ovvero la cessione di un’ulteriore porzione della banda televisiva UHF corrispondente ai canali 49-60, per garantire la copertura dei segnali mobili 5G al di fuori delle grandi aree urbane.

Anche in questo caso, le frequenze da 694 a 790 MHz cedute al 5G potrebbero generare disturbi e interferenze sulle vicine frequenze televisive della banda 600 MHz, richiedendo l’installazione di ulteriori filtri (differenti dai vecchi LTE per via del cambio di frequenza) oppure l’adozione di antenne e centralini progettati ex novo e quindi già tarati sulla nuova banda UHF (21-48 – 474-690 MHz). Non cambierà nulla, invece, per la banda VHF che continuerà come sempre a utilizzare le frequenze da 177,5 a 219,5 MHz (ch 5-11).

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Il connettore F mantiene inalterate le caratteristiche elettriche dell’antenna, riducendo al minimo le attenuazioni e le problematiche di adattamento tipiche delle connessioni a morsetto

Il secondo dividendo digitale sarà accompagnato da due ulteriori e importanti interventi. Entro il 1° settembre 2021, tutti i canali che al momento trasmettono con il vecchio codec MPEG-2, praticamente tutti quelli in formato SD (Standard Definition), dovranno adottare l’MPEG-4 AVC (già impiegato dai canali HD – Rai, Mediaset, Cairo, ecc.). Entro il 1° luglio 2022, in contemporanea con lo spegnimento della banda 700 MHz, tutti i canali SD e HD dovranno adottare non solo il nuovo codec HEVC ma anche lo standard DVB-T2 (al posto dell’attuale DVB-T).

Teoricamente questi interventi, al contrario del refarming della banda 700 MHz, non dovrebbero incidere sull’impianto d’antenna per il digitale terrestre. Tuttavia, come hanno dimostrato diversi studi, i segnali di nuova generazione, ad alta e altissima definizione (4K) con elevati bitrate prediligono antenne e centralini con componenti e tecnologie di nuova generazione.

Segnali migliori e massima sicurezza con la nuova antenna

Se un’antenna per il digitale terrestre è sul tetto da almeno 10 anni, non è stata oggetto di un’adeguata manutenzione (fondamentale per scoprire tempestivamente fenomeni di corrosione, infiltrazioni d’acqua e umidità nel box connessioni, principi di rotture degli elementi, ecc.) e, di tanto in tanto, si verifica qualche problema di ricezione durante i temporali, è sicuramente arrivato il momento di cambiarla.

Questo intervento permette di migliorare non solo la ricezione dei segnali ma anche la sicurezza, soprattutto durante i fenomeni atmosferici più intensi (come tempeste di vento e acqua, trombe d’aria, ecc.) che ormai si manifestano sempre più di frequente e non solo durante la stagione estiva.

La sostituzione dell’antenna e, a seconda dei casi, anche del centralino di miscelazione e amplificazione, può essere fatta in qualunque momento, anche prima dello spegnimento della banda 700 MHz. Tutti i modelli in commercio, infatti, sono compatibili con il primo dividendo digitale, cioè coprono la banda UHF fino a 790 MHz.

Inoltre, sono già disponibili (o lo saranno a breve) anche le versioni compatibili con il secondo dividendo digitale che invece si “fermano” a 690 MHz. Nel primo caso, quando nel 2022 verrà spenta la banda 700 MHz basterà aggiungere, se necessario, un filtro 5G a valle dell’antenna oppure sostituire il vecchio centralino con uno nuovo “5G Ready”.

Materiali e tecnologie “smart”

Le antenne di nuova generazione per il digitale terrestre hanno pochi elementi in comune con quelle che si trovano attualmente sui tetti di milioni di abitazioni. Oltre al design più curato ed elegante, impiegano materiali leggeri ma resistenti, sistemi di connessione più affidabili come la presa F (totalmente impermeabile) al posto del vecchio e scomodo morsetto a vite. Il grande salto in avanti è stato però compiuto grazie alle nuove tecnologie che permettono di allungarne la vita operativa, ottimizzare la ricezione dei segnali anche nelle condizioni ambientali più difficili e combattere più efficacemente qualsiasi tipo di interferenza.

In alcuni casi, le antenne DTT di nuova generazione sono anche “intelligenti” perché riescono a modulare il loro funzionamento (guadagno) in base alla quantità e alla qualità del segnale ricevuto, fornendo in uscita al centralino (o direttamente alle prese utente nei modelli con amplificatore integrato o esterno) un segnale perfettamente bilanciato.

Come funziona l’AGC e perché è così utile

Alcune antenne “next-gen” e centralini TV integrano una funzione utile a compensare gli squilibri che subisce il segnale nel corso della giornata e nelle stagioni a causa della differente propagazione delle onde radio.

L’orografia del terreno (colline, montagne, depressioni, ecc.), la presenza di laghi e mari, e le variazioni delle condizioni meteo fanno sì che le onde rimbalzino, vengano amplificate oppure attenuate in modo quasi imprevedibile, soprattutto nelle stagioni estive quando la temperatura e l’umidità subiscono forti sbalzi per l’effetto del riscaldamento e del raffreddamento del suolo e del mare.

Tra i fenomeni propagativi più evidenti troviamo il cosiddetto “fading”, ovvero la progressiva e temporanea attenuazione di uno o più segnali che solitamente attraversano una superficie fortemente riflettente come quella del mare. Di norma i segnali DVB-T sono abbastanza “robusti” per compensare questi fenomeni ma, a causa della distanza dei trasmettitori e delle condizioni di propagazione particolarmente critiche, si utilizzano soluzioni tecnologiche capaci di combatterli efficacemente e garantire una ricezione perfetta sempre e ovunque.

Quella più pratica ed efficace è la funzione AGC, acronimo del termine anglosassone “Automatic Gain Control”. Agisce automaticamente e in tempo reale sull’amplificazione dei segnali in ingresso variandola in modo da ottenere in uscita un livello ottimale e, comunque, nell’intervallo consigliato dalle norme tecniche (53÷74 dBµV). In pratica l’AGC amplifica di più i segnali deboli e meno quelli forti operando all’interno di un intervallo definito come “dinamica AGC” per cercare di ottenere in uscita il livello massimo riportato dal costruttore (es.: 119 dBµV).

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L’AGC impedisce che le fluttuazioni del segnale captato dalle antenne, causate dalle condizioni ambientali e meteo, non condizionino la potenza del segnale in uscita (Fonte schema: Fracarro)

Dal momento che l’AGC agisce a livello di amplificazione del segnale, può essere presente nelle antenne UHF attive, nei centralini di miscelazione da palo o interno, negli amplificatori di linea. Secondo le prove sul campo, l’AGC riesce a combattere molto efficacemente le variazioni di livello causate dalle condizioni ambientali e atmosferiche, garantendo una maggiore stabilità nella ricezione senza bisogno di ricorrere continuamente all’intervento dell’antennista.

Pur garantendo risultati simili, ogni singola antenna o centralino adotta soluzioni e nomi differenti che offrono anche diverse possibilità di intervento manuale. In alcuni casi è possibile impostare il livello massimo di amplificazione, il range di intervento del guadagno, la precisione nel taglio e il livello di attenuazione del filtro LTE 4G/5G. Un’analisi preventiva delle caratteristiche dell’impianto permette di stabilire, con buona approssimazione, quale siano i prodotti più idonei per ottenere le migliori prestazioni a seconda dei casi.

Alcune centraline di amplificazione, soprattutto quelle più “smart” dotate di funzionalità avanzate (es.: ingressi programmabili, filtri canale indipendenti, riallocazione frequenze, ecc.), permettono anche di impostare la dinamica AGC (ovvero il range di intervento) e/o il livello di uscita massimo per uno o più ingressi, mantenendo comunque attiva l’autoregolazione del guadagno.

Componenti elettronici progettati per le altissime frequenze

Le antenne attive di nuova generazione, con amplificatore e modulo AGC integrati, impiegano componenti elettronici progettati per applicazioni in altissima frequenza. Grazie ai materiali utilizzati e alla progettazione ad-hoc, questi componenti assicurano prestazioni di gran lunga superiori ai chip standard che si traducono in una maggiore stabilità in frequenza, un guadagno elevato e un basso livello di rumore.

Grazie a queste performance, l’antenna riesce a catturare anche i segnali più deboli senza comprometterne la qualità (ovvero innalzare il livello del rumore che causa squadrettamenti fino alla perdita del video e dell’audio), può operare anche in condizioni ambientali critiche, anche in presenza di trasmissioni Full HD e Ultra HD 4K HEVC, e garantire una maggiore affidabilità nel tempo.

Filtri SAW ad alta precisione

Le nuove antenne progettate per il primo e il secondo dividendo soddisfano tutta una serie di requisiti che all’epoca della banda UHF “piena” (790-862 MHz) non venivano presi in considerazione per via della scarsa probabilità di interferenze causate dalle vicine frequenze della telefonia mobile 2G/3G (900 MHz). La banda di guardia tra il “blocco” TV e quello mobile era infatti di 20-30 MHz, decisamente più ampia del singolo MHz attualmente esistente tra la UHF 800 e l’LTE.

Per migliorare la precisione di “taglio” tra la banda TV e quella LTE/5G, le nuove antenne utilizzano la tecnologia SAW (Surface Acoustic Wave) basata su filtri passivi con elementi meccanici di risonanza che assicurano una maggiore selettività rispetto ad altre soluzioni come i filtri LC. In pratica i filtri SAW offrono un intervento quasi chirurgico perché limitato ad un intervallo di pochi megahertz.

Più eleganti e resistenti

L’installazione selvaggia avviata negli anni ’70 con il fiorire delle TV private, unita alla miopia di amministratori comunali e condominiali che non hanno saputo gestire la situazione, ha creato una vera e propria selva di antenne su tetti, balconi e facciate. Tra le tante soluzioni a questo problema, quella più efficace consiste nel sostituire le vecchie antenne individuali, spesso decrepite e malfunzionanti, con uno o più impianti centralizzati capaci di servire decine o centinaia di utenti. Dove questo non è possibile, per esempio nelle tipologie caratterizzate da poche unità abitative (villette singole o a schiera), si possono comunque minimizzare gli effetti sul paesaggio utilizzando antenne con un basso impatto visivo-ambientale.

Quando l’antenna è indispensabile, bisogna quindi preoccuparsi che sia almeno bella (o quantomeno non brutta) da vedere, riducendo al minimo l’impatto estetico sul paesaggio grazie a linee eleganti, colori neutri e, perché no, un tocco di hi-tech. La bellezza e l’eleganza delle antenne terrestri di nuova generazione vanno di pari passo con la loro resistenza e affidabilità nel tempo: la verniciatura lucida o opaca a polveri, con tecniche di passivazione a base di resine organiche, permette di rallentare se non addirittura di impedire la corrosione di tutti i componenti dell’antenna, garantendo prestazioni costanti anche nelle condizioni più critiche come per esempio in caso di installazione in zone marine, a elevata umidità o con forti escursioni termiche.

Nei modelli “premium” vengono utilizzati anche materiali plastici arricchiti da fibra di vetro per una maggiore resistenza all’invecchiamento causato da smog e raggi UV.

Anche la forma degli elementi direttori può dare un tocco di originalità ed eleganza assicurando un elevato guadagno e un’eccellente direttività, ridurre l’impatto con il vento così da garantire una maggiore stabilità.

Due “click” e l’antenna è pronta

La progettazione delle antenne di nuova generazione fa tesoro delle esperienze e dei feedback ricevuti dagli installatori anche per quanto riguarda il suo assemblaggio, spesso effettuato in situazioni precarie e in condizioni al limite della sicurezza (es.: su tetti spioventi magari scivolosi perché umidi).

Gli elementi di cui sono composte (direttori, riflettori e dipolo) sono spesso premontati e dotati di agganci rapidi per consentire l’assemblaggio in pochi e semplici passaggi, senza l’ausilio di attrezzi e in meno di 1 minuto.

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Direttori, riflettori e dipolo a innesto rapido rendono più facile, rapido e sicuro l’assemblaggio dell’antenna, soprattutto sui tetti molto inclinati

In alcuni casi, i bulloni del morsetto per il fissaggio a palo sono dotati di dadi a farfalla di grandi dimensioni che, almeno per l’ancoraggio iniziale, possono essere stretti a mano oppure con un semplice cacciavite.

 

I prodotti in commercio

 

Fracarro Elika PRO

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Elika PRO di Fracarro è la prima (e al momento unica) antenna attiva UHF dotata di sistema di puntamento a Led integrato che semplifica il lavoro dell’installatore e consente di monitorarne il funzionamento a distanza (ottica).

È dotata di dipolo attivo ed elementi direttori a forma elicoidale, nati da un’evoluzione della tecnologia Loop Yagi già adottata con successo nel modello Sigma e brevettata da Fracarro, che assicurano un elevato guadagno, un’eccellente direttività e la quasi totale assenza dei lobi laterali. La Elika PRO è quindi particolarmente indicata nelle zone con segnali provenienti da molteplici direzioni che potrebbero mettere facilmente in crisi altri modelli e tipologie di antenne.

Tutti gli elementi sono realizzati in alluminio con trattamento anticorrosione per renderlo inattaccabile dalle intemperie e dalla salsedine mentre per il dipolo, gli elementi direttori e i riflettori viene utilizzato un materiale plastico anti-invecchiamento arricchito da fibra di vetro.

Doppia versione per primo e secondo dividendo digitale

La particolare costruzione del dipolo radiatore e il filtro passa-basso integrato permettono di attenuare i segnali in banda 4G (790-860 MHz) nelle versioni Elika 790 e anche quelli in banda 5G (694-790 MHz) nelle Elika 700 per il secondo dividendo digitale.

Tutte le versioni di Elika PRO sono inoltre dotate di controllo automatico del guadagno (AGC) per mantenere sempre stabile il livello di segnale in uscita dall’antenna e, di conseguenza, alle prese utente, anche in caso di variazione di quello in ingresso con una dinamica da 55 a 70 dBµV considerando la potenza del mux più alto.

Puntamento rapido grazie al led blu

Il dipolo delle versioni PRO ospita un circuito elettronico che non si limita ad amplificare il segnale UHF ma permette anche di rilevarne il livello mostrandolo visivamente attraverso un led blu ad alta luminosità. Questo led può assumere tre diversi stati operativi: acceso alla massima luminosità quando l’antenna capta un segnale di alto livello, acceso alla minima luminosità se il segnale è di livello medio oppure spento se è basso o assente. Il led permette in sostanza di effettuare il puntamento dell’antenna senza dover necessariamente ricorrere a un misuratore di campo portatile o palmare, strumenti comunque fondamentali per rilevare eventuali anomalie o problemi di ricezione.

Durante la fase di puntamento è possibile alimentare sia l’amplificatore sia il rilevatore di segnale collegando alla presa F del dipolo un Power Bank con porta USB oppure uno smartphone con porta MicroUSB compatibile OTG utilizzando il cavo smartFconnector e gli altri accessori presenti nel kit (in dotazione oppure opzionale). Dopo aver puntato l’antenna verso il ponte ripetitore di riferimento bisogna attendere l’accensione del Led, ruotarla verso sinistra e poi verso destra individuando la porzione di spazio nel quale il Led ha la massima luminosità. A questo punto basta posizionare l’antenna al centro della porzione e il gioco è fatto. Il Led è utile anche per monitorare visivamente la presenza dell’alimentazione e lo stato del segnale captato dall’antenna senza necessariamente dover salire ogni volta sul tetto o accedere al solaio dove si trova il centralino di miscelazione per misurare il livello di uscita con lo strumento.

Modalità passiva senza Led né AGC

La Elika PRO può operare senza alimentazione, comportandosi quindi come le versioni passive della gamma Elika (senza la sigla “PRO”). Tuttavia, in questa modalità di funzionamento il Led rimarrà sempre spento, il guadagno sarà di circa 17,5 dBi (contro i 47,5 dBi della modalità attiva), non sarà possibile godere dei benefici dell’AGC e bisognerà quindi collegarla a un centralino di amplificazione/miscelazione. Tutti gli altri parametri (rapporto A/R, larghezza del fascio, perdita di riflessione, ecc.) rimangono invece pressoché immutati.

Tutti i modelli della gamma Elika si assemblano e installano in pochi minuti, anche in spazi angusti e ambienti ostili: gli elementi direttori sono premontati mentre i riflettori e il dipolo si innestano negli appositi supporti con un sistema ad aggancio rapido. L’attacco a palo è dotato di regolazione per qualsiasi polarizzazione (orizzontale, verticale, zenitale orizzontale e zenitale verticale), superficie zigrinata ad alta resistenza, morsetto con barra filettata e dadi a farfalla di grandi dimensioni. Tutte le fasi di assemblaggio e puntamento sono illustrate in un video pubblicato da Fracarro sul proprio canale YouTube (https://youtu.be/fPo1smKcoRo).

Design originale e tante versioni per ogni esigenza

Il design della gamma Elika è curato nei minimi dettagli con forme morbide ed eleganti che minimizzano l’impatto visivo, soprattutto nelle zone e strutture di pregio, adattandosi perfettamente all’estetica delle costruzioni più moderne grazie a un tocco hi-tech. La colorazione bianca dei componenti plastici non tende a ingiallire col tempo mentre l’elemento direttore più vicino al dipolo è di colore verde nelle versioni PRO per differenziarle da quelle passive.

La famiglia Elika è disponibile in molteplici modelli per soddisfare qualunque esigenza attuale e futura. Alle versioni attive PRO 790 (codice 213227) e PRO 700C (213231) si affiancano quelle passive Elika 790 (UHF max 790 MHz – 213226), Elika 700P/700C (UHF max 694 MHz – 213228-213229) e Elika COMBO con riflettori aggiuntivi che permettono di ricevere anche i segnali in banda VHF III+DAB (UHF max 790 MHz – 213232).

 

Televés Ellipse

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L’antenna Ellipse di Televés adotta lo schema Yagi con tre direttori curvi che assicurano un’elevata direttività e un diagramma di radiazione ottimale contro gli echi. La superficie concava dei riflettori concentra il segnale ricevuto nel dipolo (effetto parabola) mentre quella convessa massimizza la schermatura del dipolo aumentando la protezione contro le interferenze.

Lo speciale dipolo a doppia “U” aperto/chiuso, ereditato dal modello DAT BOSS, assicura una risposta lineare su tutto il range di frequenza.

La Ellipse beneficia di alcune soluzioni tecnologiche sviluppate da Televés che permettono di ottimizzare la ricezione dei segnali trasformando la vecchia antenna in uno strumento moderno, intelligente e più performante. Guadagno e direttività non sono più gli unici aspetti preponderanti perché vengono affiancati dal concetto di “Dynamic Range”.

Controllo ACG con BOSS-Tech

La soluzione più interessante è senza dubbio il BOSS-Tech, acronimo di “Balanced Output Signal System”. Si tratta di un sofisticato circuito elettronico basato su semiconduttori ultra miniaturizzati MMIC (Monolithic Microwave Integrated Circuit), realizzati con composti innovativi come l’arseniuro di gallio (GaAS) e progettati per applicazioni in altissima frequenza.

Il BOSS-Tech è integrato nella scatola di connessione e consente all’antenna di autoregolarsi in base al livello e alla qualità del segnale ricevuto, generando in tempo reale un’uscita costante per ottimizzare la qualità di immagini e suoni anche in presenza di forti scompensi tra i diversi mux che occupano le frequenze UHF. Questi scompensi possono essere causati da svariati fattori (potenza del trasmettitore e sua distanza dal luogo di ricezione, condizioni meteo e ambientali, ecc.) e generano la maggior parte dei problemi di ricezione dei segnali del digitale terrestre, soprattutto per quelli più critici a elevato bitrate (es.: HD e 4K). Il sistema BOSS è efficace anche nell’affrontare e compensare le fluttuazioni del segnale (fading) che si manifestano in alcune zone e stagioni, garantendo uno spettro estremamente “pulito” con il miglior BER possibile e un C/N ottimizzato anche in caso di aggiunta di nuovi canali all’interno dei mux.

Tecnologia TForce per prestazioni ottimali

La tecnologia proprietaria TForce, concepita per la progettazione, la produzione e l’assemblaggio dei componenti MMIC, permette di incrementare la sensibilità e la gamma dinamica dei sistemi di ricezione ed è stata applicata per la prima volta ai segnali del digitale terrestre da Televés dopo il suo massiccio impiego nella ricezione dei satelliti più deboli e problematici come quelli in orbita inclinata. Grazie al BOSS-Tech e ai componenti MMIC, l’antenna Ellipse garantisce un guadagno di 38 dBi, un elevato margine dinamico e una figura di rumore di soli 2,5 dB.

Come tutte le altre antenne Televés con BOSS-Tech, la Ellipse può operare in modalità attiva oppure passiva. Nel primo caso si ottengono tutti i benefici appena descritti, ovvero un guadagno elevato, costante e modulato a seconda del segnale catturato dal dipolo. In modalità passiva le prestazioni sono simili a quelle delle antenne tradizionali seppur con i vantaggi derivati dal nuovo design curvo dei direttori e dei riflettori, dai materiali ad alta resistenza e dalla scatola di connessione totalmente schermata e collegata a terra per proteggere l’impianto dalle scariche elettriche.

Direttori e filtri SAW per un taglio di frequenza ottimale

Le dimensioni e l’originale forma dei direttori sono state studiate per ottenere una frequenza di lavoro ottimale in base alle frequenze UHF attualmente occupate dai mux DTT, ovvero da 470 a 790 MHz (ch 21-60).

Un ulteriore ed efficace intervento viene svolto dai filtri SAW che tagliano con precisione le frequenze della “vecchia” banda UHF evitando che le interferenze o un impreciso abbattimento possano disturbare o attenuare anche i mux.

La Ellipse è stata progettata tenendo in considerazione la situazione frequenziale europea attuale e futura. In Italia viene attualmente commercializzato il solo modello 14890x compatibile con il primo dividendo digitale (470-790 MHz), ovvero con filtro SAW passa basso accordato a 794 MHz. In Spagna e in altri Paesi è già possibile acquistare anche (oppure solamente) il modello 14892x tarato per il secondo dividendo digitale.

Pronta in 30 secondi

Gli elementi premontati con aggancio rapido consentono l’assemblaggio in pochi e semplici passaggi, senza l’ausilio di attrezzi e in tempi record (solo 30 secondi secondo le stime di Televés). Si parte con l’inserimento dei due direttori nelle apposite sedi e con la loro rotazione fino al punto di blocco, si prosegue con il primo riflettore dotato di meccanismo di blocco rapido, con l’intestazione del cavo coassiale, il collegamento alla presa F della scatola di connessione e si conclude con l’inserimento e il bloccaggio del secondo riflettore (lato connessioni) e del dipolo. I bulloni del morsetto per il fissaggio a palo sono dotati di gallette di grandi dimensioni che non richiedono pinze o cacciaviti. L’antenna Ellipse rispetta la nuova direttiva europea RED (Radio Equipment Directive) che impone il rispetto dei requisiti essenziali per la sicurezza del prodotto, la compatibilità elettromagnetica (EMC) e l’uso efficiente dello spettro radio.

 

Emme Esse Optica

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Optica di Emme Esse è stata la prima antenna a basso impatto visivo e ambientale, completamente verniciata a polvere, del catalogo dell’azienda bresciana Emme Esse. La finitura dell’antenna viene interamente effettuata nel reparto di verniciatura dello stabilimento di Manerbio. Utilizza la tecnica di passivazione “no rinse” a base di resine organiche e derivati di titanio per conferire qualità protettiva e ambientale alla verniciatura a polveri dell’antenna. Si tratta dello stesso trattamento finora riservato alle parabole satellitari, più soggette agli attacchi degli agenti atmosferici per la loro particolare forma.

La passivazione della struttura metallica dell’antenna viene effettuata come pretrattamento e ha il compito fondamentale di eliminare le sostanze incompatibili con le successive fasi di verniciatura (residui di lavorazioni precedenti) e quello di rivestire le superfici di uno strato di conversione per renderle meno attaccabili da agenti atmosferici e rallentare la corrosione di tutti i componenti dell’antenna, garantendo prestazioni inalterate nel tempo anche nelle condizioni nelle zone molto umide e vicine al mare. La finitura superficiale a polveri è di colore bianco avorio, una tinta che migliora l’aspetto visivo e che non tende a mutare nel corso del tempo.

Sei gruppi di elementi circolari con prestazioni ottimizzate

L’antenna Optica è costituita da 6 gruppi di elementi circolari, accuratamente progettati per ottenere le migliori prestazioni su tutta la banda UHF fino al canale E60, evitando così le frequenze LTE da 790 a 862 MHz. Il guadagno è abbastanza costante su tutta la banda UHF: raggiunge il picco (15,5 dB) tra i 700 e gli 800 MHz per poi degradare rapidamente per annullare eventuali interferenze generate dalle vicine torri LTE.

Gli elementi sono premontati e fissati su supporti di materiale plastico ad alta resistenza che ruotano lungo il tubo portante per rendere l’assemblaggio veloce e a prova di errore. Anche i due riflettori si montano in pochi minuti semplicemente inserendoli nelle apposite sedi e stringendo le viti con galletti in plastica senza bisogno di attrezzi.

Il fissaggio dell’antenna al palo si effettua come di consueto con un morsetto in acciaio zincato ad asola libera. I galletti in acciaio hanno il dado stampato e possono quindi essere regolati anche con una chiave a forchetta del 10.

Dipolo con elementi circolari e presa F

Anche il dipolo, fissato al tubo portante con un galletto di plastica, è composto da due elementi circolati fissati a una scatola plastica che ospita il PCB e la presa F. Questo tipo di connessione consente di sfruttare al massimo le caratteristiche elettriche dell’antenna, riducendo al minimo le attenuazioni e le problematiche di adattamento tipiche delle connessioni a morsetto. Il coperchio che protegge il PCB da acqua e sporcizia è dotato di una sede incavata dedicata al cappuccio di protezione in gomma ed è facilmente removibile in caso di ispezione.

Amplificatore con AGC e filtro Saw

L’amplificatore a innesto per antenne UHF (cod. 81942AG), dotato di Controllo Automatico di Guadagno (AGC), è stato appositamente progettato per essere direttamente applicato al dipolo di un’antenna UHF come la Optica. L’amplificatore ha un guadagno di 18 dB, un livello di uscita di 112 dBµV, una figura di rumore di 2 dB, si alimenta con una tensione stabilizzata da 5 a 24 Vcc e assorbe solo 50 mA.

Grazie all’ottimo compromesso tra massimo livello di uscita e fattore di rumore, può essere utilizzato sia come preamplificatore sia in presenza di segnali non critici per incrementarne il livello quanto basta a servire impianti di poche prese. Il prodotto è inoltre dotato di filtro SAW per l’eliminazione delle interferenze generate dalle torri LTE ed è interamente schermato.

AEV Vertigo AV10061

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L’accurata progettazione e l’utilizzo di materiali di alta qualità permettono all’antenna AEV Vertigo prodotta da Matsuyama di ottenere un elevato guadagno e un’eccellente direttività nonostante le dimensioni compatte. L’esclusivo sistema a dipolo ibrido con stub combinati assicura un netto “taglio” a 790 MHz (ovvero all’inizio della banda LTE) preservando l’elevato guadagno in banda passante anche sull’ultimo canale UHF. In questo modo il blocco dei disturbi avviene a monte, con tutti i vantaggi che ne conseguono.

Il guadagno dell’antenna Vertigo è costante su tutta la banda UHF (tra i 16 e i 18 dB) per poi “crollare” all’inizio della banda LTE allo scopo di evitare le interferenze in downlink.

Resistente al vento e alla salsedine

Grazie al suo basso coefficiente di resistenza al vento, reso possibile dai riflettori alleggeriti, e allo speciale trattamento di tutti gli elementi, l’antenna Vertigo è particolarmente indicata nelle zone ventose e lungo le coste bagnate dal mare. L’antenna è stata progettata anche tenendo conto del tempo e della fatica che l’installatore deve dedicare all’assemblaggio, un’operazione che molto spesso viene effettuata direttamente sul tetto e quindi in condizioni disagiate. Le tre parti di cui è composta, 1 dipolo e 2 riflettori, si uniscono tra loro in pochi secondi semplicemente agganciandoli.

Altro elemento che distingue la Vertigo dalle altre antenne per il digitale terrestre è il sistema di fissaggio a palo, realizzato in acciaio zincato con spessore di 2 mm e dotato di un sistema di regolazione dell’elevazione semplice ed efficace. Le gallette che stringono il morsetto hanno abbinato un dato esagonale M8 che facilita il serraggio visto che si utilizza una chiave a tubo, anello o forchetta al posto della pinza

 

DATI TECNICI ESSENZIALI

 

Modello: Televés Ellipse (14890x) Emme Esse Optica (290 OPTS) Fracarro Elika Pro 790 (213227) AEV Vertigo (AV10061)
Elementi: 29 6 direttivi e 3 stub
Banda operativa/canali: UHF/E21-E60 UHF/E21-E60 UHF/E21-E60 UHF/E21-E60
Banda passante (MHz): 470÷790 470÷790 470÷790 470÷790
Guadagno (dBi): 38 ±2 11,5÷15,5 dB (+18 dB con 81942AG*) 47,5 18
Livello di uscita: Automatico Automatico fino a 112 dBµV (con 81942AG*) Automatico fino a 98 dBµV
Apertura del fascio (gradi): 30 24÷46 ±18 ±17
Rapporto avanti-indietro (dB): 28 32 32
Filtro LTE: Sì – SAW (con 81942AG*) Sì – SAW
Controllo AGC: Sì (con 81942AG*) No
Tensione di alimentazione (Vcc): 12÷24 5÷24 (81942AG*) 12÷24
Consumo massimo (mA): 40 50 (81942AG*) 45
Connettore: Presa F Presa F Presa F Presa F
Modalità di funzionamento: Passiva o attiva Passiva (attiva con 81942AG*) Passiva o attiva con indicatore Led puntamento Passiva
Ingombro (cm): 82×68,5×55,5 mm 99,6 mm (lunghezza) 92×82×62 90,7×75×65,5
Peso (kg): 1,5 2,6 2,3

 

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