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Domotica: da Wi-Fi a Zigbee, guida all’upgrade

I vostri dispositivi domotici sono tutti connessi al Wi-Fi di casa, il modem-router inizia a fare i capricci e la copertura del segnale non è ottimale? Ecco come passare dal Wi-Fi allo Zigbee ottimizzando le connessioni, la copertura dei segnali in tutta la casa e riducendo i consumi energetici.

Con l’arrivo dei primi smart switch Wi-Fi a cavallo tra il 2017 e il 2018 si è scatenata una vera e propria corsa alla domotica fai-da-te, favorita sia dai bassi costi (i primi dispositivi come il Sonoff Basic costavano poco più di 5 euro) sia dalla facilità di installazione e configurazione (alla portata di tutti).

Sonoff Basic R2

Anno dopo anno sono comparse sul mercato migliaia di altri dispositivi domotici fai-da-te, sempre più intelligenti, miniaturizzati ed a basso costo. Il termine “smart Wi-Fi” è stato associato anche a lampadine, strisce led, prese, cronotermostati, termometri, sensori di movimento e apertura di nuova generazione a sottolineare la possibilità di comando tramite smartphone e voce (Alexa, Google, Siri, ecc.).

Credit: Lepro

Alcuni di voi avranno sicuramente in casa decine di questi dispositivi per accendere, luci, comandare prese e molto altro, tutti collegati al Wi-Fi di casa e, grazie al cloud, gestiti da smartphone, comandi vocali e routine anche da remoto.

Il Wi-Fi rappresenta sicuramente una semplificazione che si traduce in minori costi di produzione: si configura in pochi secondi per il collegamento al modem/router e non richiede gateway aggiuntivi esterni.

Questa tecnologia ha tuttavia anche diversi limiti e svantaggi, soprattutto quando i dispositivi domotici collegati allo stesso modem/router crescono a dismisura.

Innanzitutto la copertura Wi-Fi, anche quella a 2,4 GHz (la più favorevole), fatica a raggiungere le stanze più lontane, soprattutto nelle abitazioni multi-piano.

Inoltre gli elevati consumi energetici del Wi-Fi riducono considerevolmente l’autonomia dei dispositivi alimentati a batterie come i sensori porte/finestre e fumo/gas, i rilevatori di presenza (PIR), i termo-igrometri e i cronotermostati ambientali.

Sensore porte-finestre Wi-Fi Antela

Altro fattore critico è l’organizzazione degli indirizzi IP dei singoli dispositivi domotici Wi-Fi da parte del modem/router: il protocollo DHPC che gestisce la rete e assegna automaticamente gli indirizzi IP (tutti diversi per evitare conflitti) si comporta bene quando i dispositivi connessi sono relativamente pochi (fino a 15-20). Quando, invece, si trova a gestire tanti dispositivi (oltre 20-30) può facilmente andare in crash e bloccare la connessione.

È pur vero che esistono modem/router capaci di gestire molte connessioni in contemporanea senza tentennamenti ma la verità è che, prima o poi, il crash è quasi inevitabile.

Se siete appassionati di domotica, avete installato decine di dispositivi Wi-Fi e siete spesso alle prese con questi problemi è arrivato il momento di un upgrade tecnologico, valido anche per chi si affaccia per la prima volta nel mondo della domotica fai-da-te e cerca soluzioni economiche ma soprattutto affidabili.

Quali alternative al Wi-Fi? Scopriamole insieme

Esistono varie alternative al Wi-Fi per connettere i dispositivi domotici al modem/router e consentirne il controllo da locale e remoto. Tutti i moduli smart retrofit di BTicino, Vimar e Gewiss utilizzano tecnologie più affidabili come i collegamenti radio proprietari, il Bluetooth e lo Zigbee.

Sistema smart home Vimar View Wireless

Alcuni smart switch Sonoff supportano lo Zigbee in alternativa al Wi-Fi, Shelly ha preferito altre soluzioni come lo Z-Wave e il Bluetooth mentre i produttori di lampadine e strisce a led smart, prese intelligenti, sensori e cronotermostati adottano principalmente il Wi-Fi e, in alternativa, Bluetooth, ZigBee e Thread.

Smart plug Eve Energy compatibile con Thread

Tenuto conto che il Bluetooth opera a corto raggio (massimo 10-15 metri) e che Thread è ancora poco diffuso (scarsa scelta e costi elevati), l’alternativa migliore al Wi-Fi in questo momento è lo Zigbee.

L’upgrade tecnologico a cui accennavamo prima non comporta necessariamente la rottamazione dei vecchi dispositivi Wi-Fi. Le due tecnologie possono infatti convivere senza problemi fino alla progressiva sostituzione dei moduli Wi-Fi in caso di guasto o obsolescenza mentre le future espansioni del sistema utilizzeranno direttamente i moduli con tecnologia Zigbee o di altro tipo.

Zigbee: specifiche e requisiti

Zigbee (o ZigBee) è uno standard di comunicazione wireless che genera una rete locale personale (WPAN) con due diversi profili di cui uno dedicato alla domotica. Opera nella banda di frequenza a 2,4 GHz e l’ultima versione attualmente disponibile è la 3.0.

Credit: ZigBee Alliance

I suoi principali punti di forza sono l’ampia copertura favorita dall’uso di reti a maglia (Mesh) per amplificare e diffondere meglio i segnali in tutta la casa (ogni singolo dispositivo domotico può fungere da ripetitore di segnale) e la bassa potenza di ricetrasmissione che riduce i consumi energetici a tutto vantaggio dell’autonomia dei dispositivi alimentati a batteria come sensori, rilevatori, ecc.

I dispositivi ZigBee non possono dialogare direttamente con il modem/router come accade con quelli Wi-Fi e pertanto hanno bisogno di un “convertitore” esterno chiamato “gateway” o “hub”.

In pratica i dispositivi ZigBee dialogano tra loro e con il gateway mentre quest’ultimo si interfaccia con il modem/router per accedere a internet, al cloud, ecc.

© 01smartlife

Esistono gateway Zigbee esterni e indipendenti (scatolini miniaturizzati come questi) oppure integrati in altri dispositivi come smart speaker e display (es.: Amazon Echo 4-gen, Echo Show 10 3-gen, ecc.).

Gateway Zigbee Wi-Fi

Smart speaker Amazon Echo di quarta generazione con hub Zigbee integrato

Esistono in commercio gateway esterni e indipendenti che si collegano al modem/router in wireless (hub Zigbee Wi-Fi) oppure con cavo di rete (hub Zigbee Ethernet), che supportano solo la connettività Zigbee oppure altre tecnologie come Bluetooth e Thread (hub multimode).

Credit: KonouYouKo

Di norma i gateway Zigbee riescono a gestire fino a 128-256 dispositivi utilizzando un solo indirizzo IP Wi-Fi o LAN. Ciò semplifica il lavoro del modem/router durante il rilascio degli indirizzi tramite protocollo DHCP evitando blocchi e cadute di connessione.

Registrazione dell’hub e acquisizione dei dispositivi Zigbee

Per gestire i dispositivi Zigbee da smartphone, comandi vocali e piattaforme multi-brand come Alexa, Google Home e SmartThings è necessario innanzitutto registrare l’hub sulla sua app di controllo come eWeLink (per hub a marchio Sonoff), Tuya Smart o Smart Life (per hub Tuya), ecc.

App eWeLink

La procedura di registrazione dell’hub è semplice e veloce come quella dei dispositivi domotici Wi-Fi. Dopo aver scaricato la app (es.: Tuya Smart – vedi foto sotto) e creato un account personale basta accendere l’hub, seguire la procedura di aggiunta dispositivi (icona +) oppure attendere il rilevamento automatico.

Selezionare la rete Wi-Fi che l’hub utilizzerà per collegarsi al modem/router (operazione non necessaria con hub Ethernet) e attendere il completamento della procedura di acquisizione (pochi secondi).

Al termine potete cambiare nome all’hub e associarlo ad una stanza di casa. Tornate alla schermata principale della app e controllate che appaia insieme ai dispositivi registrati.

A questo punto potete registrare i vostri dispositivi Zigbee sull’hub cliccandolo dalla schermata principale della app e poi su “+ Add Device” (o altra icona/voce).

Impostate il primo dispositivo Zigbee in modalità acquisizione (tasto reset/pairing tenuto premuto per 5-10 secondi fino al lampeggio del led di stato) e attendete il riconoscimento automatico.

Completata l’acquisizione riceverete probabilmente una o più notifiche push di conferma dalla app e da Alexa (se avete già installato la relativa skill).

Per aggiungere altri dispositivi Zigbee ripetete la procedura sopra e, al termine, controllate la loro presenza sulla schermata principale e in quelle dell’hub.

Per configurare i dispositivi basta cliccarli e modificare le impostazioni disponibili (es.: sensibilità rilevamento infrarosso, notifiche varie, ecc.). Nelle stesse schermate si trovano anche l’indicatore di carica della batteria, le informazioni del dispositivo (es.: ID virtuale, Mac, versione fw, ecc.) e il test del segnale Zigbee.

Potete anche creare vari scenari direttamente dalla app di controllo o, ancor meglio, affidarvi alle routine di Alexa, Google Home e SmartThings (se supportati) per includere nelle vostre automazioni i dispositivi domotici di altri brand e app (es.: Sonoff, Shelly, Osram, Meross, ecc.), gli assistenti vocali, ecc. Per maggiori informazioni sulle routine di Alexa e alcuni esempi pratici cliccate qui, qui e qui.

Routine di Alexa con sensori Zigbee

Hub e dispositivi Zigbee: guida all’acquisto

Per aiutarvi a scegliere il gateway e i dispositivi Zigbee più adatti alle vostre esigenze (e tasche) abbiamo selezionato alcune tipologie e modelli utili e interessanti. Per scoprire altri prodotti come lampadine led, sensori fumo/gas e cronotermostati smart Zigbee basta fare una ricerca su Google, Amazon, eBay, Aliexpress, ecc.

HUB

KonouYouKo hub multimode (ZigBee 3.0 + Bluetooth) – app Tuya Smart – 17 euro

Sonoff ZigBee Bridge PRO – app eWeLink – 23 euro

Zemismart hub multimode (ZigBee 3.0 + Thread) con Matter  e HomeKit – app Tuya Smart – 62 euro

SMART SWITCH

Sonoff ZBMini-L2 – senza filo neutro – app eWeLink – 17 euro

Good Wife QS-Sec2 – doppio switch – app Tuya Smart – 17 euro

CONTATTO PORTA-FINESTRA

Sonoff SNZB-04 – app eWeLink – 11 euro

Hoau Zigbee-DS02 – app Tuya Smart – 15 euro

RILEVATORE MOVIMENTO PIR

Sonoff SNZB-03 – app eWeLink – 12 euro

Ouvopo IR ZB – app Tuya Smart – 25 euro (2 pezzi)

SENSORE TEMPERATURA E UMIDITA’

Sonoff SNZB-02D – app eWeLink – 11 euro

Senckit thermo-igro – app Tuya Smart – 16 euro

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